Posts Tagged ‘ministro del Lavoro’

 Marcegaglia:

Marcegaglia: “Intimidazione per l’impegno antiracket”

Posted on 16 dic 2010 at 12:38pm

Un grave atto di intimidazione è stato compiuto ai danni di Confindustria ed in particolare ai danni della numero uno dell’associazione, Emma Marcegaglia. Infatti è stato reso noto solo in questi giorni, come venerdì la presidente di Confindustria abbia ricevuto via posta, un caricatore di pistola vuoto, nella sede Confindustria di Roma, in viale dell’Astronomia. All’interno del pacco è stato possibile trovare un biglietto che conteneva le iniziali della Marcegaglia (E.M.) e le iniziali di Antonello Montante, delegato per i rapporti con le istituzioni preposte al controllo del territorio. E’ chiaramente una intimidazione all’impegno di Confindustria nella lotta contro la criminalità ed il racket. Ovviamente sull’accaduto è già partita una indagine della Digos: probabilmente il fatto è da collegare al commissariamento dell’Unione degli Industriali di Reggio Calabria da parte del Collegio dei Probiviri di Confindustria, ma questa solo una delle ipotesi che gli inquirenti hanno preso in considerazione. Solidarietà alla Marcegaglia dal mondo sindacale e politico: il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi ha espresso tutta la sua “sincera solidarietà a Emma Marcegaglia. Questa minaccia è una sorta di controprova dell’efficacia del suo lavoro, di fronte a questi atti non serve la sociologia, serve la repressione”. Dello stesso parere anche il ministro della Giustizia, Angelino Alfano: “Confindustria, specialmente in Sicilia, ha inaugurato una nuova fase di responsabilità per la costruzione di una società migliore e di un tessuto produttivo capace di competere a ogni livello in un percorso di trasparenza e di legalità”.

Pietro Gugliotta

Bankitalia:

Bankitalia: “Caleranno consumi e aumenterà la disoccupazione”

Posted on 17 ott 2010 at 10:20am

Il Governo italiano non ha preso molto bene le stime del “Bollettino Economico“, diramato nella giornata di ieri dalla Banca d’Italia. Questo bollettino evidenziava come in Italia, l’economia andrà in crescita, di almeno l’1%, quindi in media europea, ed in linea con le ultime previsioni fornite da Bankitalia e dalla Commissione europea e dal Fondo Monetario Internazionale. Ma sono molti i segnali negativi che devono preoccupare. Il più importante è quello della disoccupazione, un problema reale che arriverà all’11%. I dati sulla disoccupazione dei giovani fra i 15-24 anni, sono molto alti, tanto da essere tre volte superiori alla media. Male anche i consumi: secondo le stime del “Bollettino Economico” di BankItalia, i consumi delle famiglie italiane non aumentano, anzi c’è il rischio che possano diminuire o comunque restare pressochè invariati. “L’incertezza sull’evoluzione futura resta tuttavia elevata, riflettendo nelle economie avanzate gli alti livelli di disoccupazione e l’ancora debole situazione patrimoniale delle famiglie” si legge nella nota della Banca d’Italia. Il Governo come dicevamo in precedenza non ha gradito queste stime, come dimostrano le dichiarazioni del Ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. “Non commento dati esoterici, commento solo dati che vengono da fonti come Eurostat. Dati inutilmente ansiogeni, il presunto crollo delle entrate tributarie è esclusivamente dovuto al venir meno quest’anno di entrate una tantum registrate nel 2009″.

Pietro Gugliotta

Istat, la disoccupazione cala all'8.5%

Istat, la disoccupazione cala all’8.5%

Posted on 31 lug 2010 at 11:35am

L’Istituto nazionale di statistica ha effettuato una ricerca sui dati riguardanti la forza lavoro in Italia: ci sono buone notizie. Infatti per la prima volta dalla crisi, il dato della disoccupazione è sceso all’8.5%. Ecco uno stralcio del comunicato Istat: “Il numero delle persone in cerca di occupazione diminuisce dell’1,1% rispetto a maggio, risultando in aumento dell’8,5% rispetto a giugno 2009. Il tasso di disoccupazione, dopo essere rimasto stabile all’8,6% da marzo a maggio, scende all’8,5%; in confronto a giugno 2009 il tasso di disoccupazione registra un aumento di 0,7 punti percentuali. Il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 27,7%, con una riduzione di 0,7 punti percentuali rispetto al mese precedente ed un aumento di 2,5% rispetto a giugno 2009.” Il Ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, commenta così i dati Istat. “Ciò vuole dire che stiamo andando nella direzione giusta. Per la prima volta il tasso di disoccupazione scende all’8,5%. E’ un dato incoraggiante per la ripresa che rimane ancora fragile. L’8,5% si confronta, infatti, con il dato dell’Unione a 27 pari al 10%. L’andamento positivo dell’occupazione trova un ulteriore conferma nella discesa del tasso di disoccupazione giovanile, arrivata al 27,7%. Mi dispiace per i gufi di professione, ma questa volta è andata bene. La mia battuta si riferisce a certi orgasmi da negatività che ogni tanto si esprimono, ma questa volta è andata bene. Scende la disoccupazione, in maniera contenuta, ma vuol dire che stiamo andando nella direzione giusta. Si tratta comunque di livelli molto elevati, ma conferma, per questa fascia critica del mercato del lavoro, la tendenza a scendere della disoccupazione”.

Pietro Gugliotta

Fiat:

Fiat: “Piu garanzie dai sindacati per restare in Italia”

Posted on 29 lug 2010 at 11:55am

L’incontro di ieri è stato positivo: ieri presso la sede della Regione Piemonte, la Fiat e le parti sociali si sono riunite per discutere la strategia futura del gruppo del Lingotto in Italia. Ecco le reazioni al termine dell’incontro. Iniziamo con Sergio Marchionne, a.d. Fiat. “Spostare la produzione della monovolume in Serbia non significa privare Mirafiori del massimo ritmo produttivo. In ogni caso, il piano ‘Fabbrica Italia‘ è confermato. La Fiat è l’unica azienda a investire 20 miliardi di euro in Italia, ma dobbiamo avere garanzie che gli stabilimenti funzionino. Le nostre non sono minacce, ma non siamo disposti a mettere a rischio la sopravvivenza dell’Azienda. Dobbiamo decidere se avere un settore forte in Italia o consegnarlo ai competitori esteri”. Buoni propositi da questo incontro per Roberto Cota, il governatore del Piemonte. “Sono soddisfatto per un tavolo che ha riaffermato la centralità della Regione nelle vicende Fiat. È stato un incontro positivo perchè Marchionne ha riaffermato le previsioni contenute nel piano di Fabbrica Italia: crescita della produzione di auto sul nostro territorio per il quale ha delineato un futuro industriale”. Reazione positiva anche da parte del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. “Dall’odierno incontro su Mirafiori è emersa la disponibilità a siglare accordi di stabilimento sul modello già verificato a Pomigliano. Questo non significa lo stesso accordo, ma la verifica della convergenza tra le parti e di buone relazioni industriali utili a garantire il pieno utilizzo degli impianti. Questo ha comportato il rinvio a tavoli bilaterali per impianto, a partire da Pomigliano, con trattative coordinate dal Governo. L’incontro di oggi è stato molto utile perchè ha consentito di registrare utilmente la conferma della volonta’ del gruppo Fiat di realizzare investimenti garantiti non da incentivi pubblici, ma da efficienze degli stabilimenti”.

Pietro Gugliotta

Pomigliano-Fiat , il 62% accetta il piano di Marchionne

Pomigliano-Fiat , il 62% accetta il piano di Marchionne

Posted on 23 giu 2010 at 12:53pm

Sono da poco arrivati i risultati del referendum di ieri allo stabilimenti di Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli. Lo stabilimento Fiat ha infatti votato la proposta presentata dalla Fiat per lo sviluppo ed il futuro di questo punto industriale. La risposta è stata positiva, la partecipazione al voto che ha toccato il 95% dei dipendenti, ossia sono andati alle urne 4.642 dipendenti su 4.881 aventi diritto. Lo scrutinio del referendum è terminato questa notte, intorno alle 4. I sì sono stati 2.888, i no 1.673, le schede bianche 22 e quelle nulle 59. I sì corrispondono al 62.2% dei voti, il no al 36 per cento. La Fiat – seppur non in maniera ufficiale – aveva auspicato una percentuale migliore, infatti si parlava circa del 70% delle preferenze positive per ripartire con il rilancio dello stabilimento. Infatti le preferenze negative, il 36% circa, equivale ad una fetta piu ampia di operai, rispetto a quella che aveva rifiutato l’accordo, ossia la Fiom lo Slai-Cobas. In ogni caso l’azienda del Lingotto ancora non si è pronunciata, ma sono arrivate molte reazioni al referendum. Soddisfatto il rappresentante sindacale della Fiom, la parte che aveva rifiutato l’accordo, che ha dichiarato che il tentativo di raggiungere una ampia maggioranza con questo referendum è fallito. Ecco le le altre principali reazioni. Maurizio Sacconi, Ministro del lavoro: “Non voglio nemmeno ipotizzare che Fiat cambi idea, ho fiducia nella nota determinazione di un manager come Marchionne che saprà certamente rispettare il patto siglato con le organizzazioni che hanno avuto il coraggio di decidere. A Termini Imerese e a Mirafiori – sottolinea Sacconi – negli anni passati analoghi referendum relativi all’aggiunta di un turno, nonostante gli accordi fossero stati firmati anche dalla Fiom, furono bocciati dai lavoratori. Per questo è straordinario che il 62% si sia espresso a favore dell’accordo separato su Pomigliano”.
Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl: “La Fiat ora non scherzi e proceda con gli investimenti su Pomigliano. Il sì ha vinto e quindi ora non ci sono scuse. C’è stata una campagna che hanno voluto politicizzare in tutti i modi sia a destra che a sinistra. Tutto sommato i lavoratori hanno preso la posizione giusta. Nonostante questo i due terzi dei lavoratori hanno votato sì ponendo le condizioni per andare avanti. Ci sono le condizioni per fare gli investimenti e garantire Pomigliano, anzi per garantire lo stabilimento e anche altri posti di lavoro”.

Pietro Gugliotta

Governo, aumentata età pensionabile donne

Governo, aumentata età pensionabile donne

Posted on 11 giu 2010 at 12:01pm

E’ arrivo il via libera del Governo per l’equiparazione dell’età pensionabile fra uomini e donne nel pubblico impiego. Manovra “forzata” dalla Commissione dell‘Unione Europea che più volte ha redarguito l’Italia, per evitare sanzioni. Era arrivato nei giorni scorsi quasi un “ultimatum” che imponeva all’Italia un cambiamento a breve tempo, in alternativa l’Unione Europea avrebbe agito di conseguenza, punendo il nostro paese con sanzioni economiche. Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi e tutto il Consiglio dei Ministri hanno affrettato questa manovra ed è stata approvata ieri. Cosa prevede? “Le donne andranno in pensione a 65 anni a partire dal primo gennaio 2012, con uno scalone unico e, dunque, senza fasi intermedie”. “L’impatto di questa norma è molto modesto, si parla di una platea stimata in circa 25mila donne nell’arco temporale da qui al 2012 . L’impatto effettivo è molto molto contenuto - spiega il ministro Sacconi – Il problema con l’Ue era l’equiparazione: immaginate come verrebbe accolta dai mercati finanziari una riduzione per l’età degli uomini. Inoltre non è detto che le donne impiegate nella Pubblica amministrazione dovranno aspettare i 65 anni per andare in pensione. Potranno sfruttare l’anzianità contributiva”. Protesta il centrosinistra: “Inaccettabile ed insensato”, questo il commento di Pierluigi Bersani. “Siamo da sempre affezionati all’idea che questo problema si risolve con la flessibilità in uscita per tutti. Si tratta di prevedere una soglia minima per l’età pensionabile e poi, per alcuni anni, una flessibilità in uscita in rapporto al livello di pensione percepita. Di sicuro, questo modo di procedere non è accettabile, né sensato. In ogni caso, sarebbe del tutto inaccettabile se le risorse ricavate da questa misura non andassero ad un fondo ad hoc destinato a garantire alle donne italiane parità di condizioni di lavoro e di vita rispetto alle donne europee”. Infatti il ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna, ha proposto proprio la creazione di questo fondo e la sua proposta è stata accettata dal Consiglio dei Ministri.

Pietro Gugliotta

Marcegaglia:

Marcegaglia: “Innalzare l’età pensionabile delle donne”

Posted on 07 giu 2010 at 12:27pm

Arriva l’ultimatum della Commissione Ue all’Italia: se non equiparerà immediatamente l’età pensionabile tra uomini e donne nel settore pubblico sarà nuovamente deferita alla Corte di giustizia europea. Si chiede al nostro paese di anticipare al 2012 la riforma che prevede l’innalzamento dell’età pensionabile delle donne, nel pubblico impiego.
Favorevole a questo innalzamento, è la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. “E’ ciò che si deve fare in un paese come il nostro dove l’età di vita e più alta e quella delle donne ancora di più. Il tema dell’innalzamento dell’età pensionabile delle donne è un tema vero che sta sul tappeto. Certamente ci vuole gradualità, ma non sono spaventata a che le donne vadano in pensione più tardi, sono d’accordo”. Breve commento sulla manovra finanziaria approvata dal Governo qualche giorno fa. “La manovra andava fatta perchè deve rimettere a posto i saldi di bilancio pubblico ma ora ci aspettiamo che tutto quello che riguarda il supporto alla crescita sia in quella di settembre o ancora prima”. Reazione anche dal Ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. “Cercherò di agire al meglio per una soluzione che sia definitiva. Bisognerà discutere sull’equiparazione tra i due sessi, perchè è giusto dare alle donne il tempo di organizzare il proprio percorso di vita. E’ pur vero che l’anticipo del pensionamento delle lavoratrici pubbliche non pone i problemi di disoccupazione che ci sono nel privato e quindi di assicurazione del reddito. Noi abbiamo impostato una serie di politiche in questo senso. Quando le donne avranno le stesse opportunità degli uomini allora anche nel privato si potrà pensare a una stessa età di pensionamento. Ma ora non sarebbe giusto”.

Pietro Gugliotta

Istat, disoccupazione aprile all'8,9%

Istat, disoccupazione aprile all’8,9%

Posted on 02 giu 2010 at 12:33pm

Nuove rilevazioni Istat dedicate al lavoro. L’Istituto nazionale id statistica, segnala che il tasso di disoccupazione ad aprile è salito all’8,9%, dato record dal 2001. Mentre continua a crescere il tasso di disoccupazione tra i giovani, uno su tre, il 30% dunque, è senza lavoro. Questo dato è il più alto da gennaio 2004. Inoltre il tasso di disoccupazione è aumentato di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 1,5 punti percentuali rispetto ad aprile 2009.
Le persone in cerca di occupazione adesso salgono a 2 milioni 220 mila, in aumento dell’1% (+21 mila unità) su base mensile e del 20,1 per cento (+372 mila unità) su base annua. C’è anche un dato positivo, quello che riguarda il numero di occupati: si attesta a 22 milioni 831 mila unità, in aumento dello 0,2% (+56 mila unità) rispetto a marzo e inferiore dell’1,3% (-307 mila unità) rispetto ad aprile 2009. Cresce il tasso di disoccupazione tra i giovani, circa il 30% è senza lavoro. Nella popolazione tra i 15 e i 24 anni il tasso di disoccupazione sale infatti al 29,5%, ad aprile, con un aumento di 1,4 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 4,5 punti percentuali rispetto ad aprile 2009.
Ecco il commento del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. “La rilevazione Istat del mese contiene due dati solo apparentemente contraddittori. Crescono, infatti, di un decimale tanto il tasso di occupazione quanto quello di disoccupazione. La ripresa alimenta il primo ma, in certa misura, anche il secondo. Il tasso di disoccupazione, infatti, - continua Sacconi – è influenzato ovviamente dalla difficoltà di trovare un lavoro da parte di coloro che lo cercano ma, in ogni fase di ripartenza dell’economia, una porzione di ’scoraggiatì sono incoraggiati ad offrirsi sul mercato del lavoro. Non a caso scende il tasso di inattività – conclude il ministor Sacconi -. Il differenziale con la media europea rimane inalterato”.

Pietro Gugliotta

Sacconi:

Sacconi: “Aumenteranno sanzioni per lavoro nero”

Posted on 01 mag 2010 at 11:58am

Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, nel corso un’audizione alla Camera, ha parlato dell’annosa questione del lavoro nero, del caporalato e dello sfruttamento della manodopera straniera. “L’esito della nuova gerarchia di risultato delle ispezioni, tarate sulle violazioni più sostanziali, ha fatto sì che lo scorso anno sono state ispezionate 303.691 aziende, delle quali 175.144 sono risultate irregolari”.
Proseguendo l’analisi, si scopre come in complesso gli interventi sono diminuiti del 3,64%, “ma ben al di sopra del -17% ipotizzato a inizio anno - spiega il ministro – ma con un incremento sostanziale della gravità delle irregolarità riscontrate”. “Grazie alle ispezioni, abbiamo scoperto il 23% in meno di violazioni formali mentre fra quelle sostanziali le maxisanzioni per il lavoro nero sono passate dalle 24.781 del 2008 a 40.108″. In aumento anche quelle relative alla disciplina degli appalti e della somministrazione da 1.782 a 6.649″.
Il ministro Sacconi ha voluto fare un appello all’Arma dei carabinieri: “serve un ulteriore sviluppo della collaborazione in atto, con il nucleo dell’Arma dedicato ai reati di lavoro, in modo che il contrasto al sommerso totale si possa più compiutamente avvalere delle stazioni territoriali dei carabinieri”. I risultati quindi dicono che ci sono stati molti meno controlli, ma probabilmente questi sono stati più mirati e hanno portato dei risultati molto efficaci.
Quali sono le regioni dove “regna” il lavoro nero? Sicuramente al Sud, specie in Calabria dove secondo i dati del Ministro, il 27% dei lavoratori non è in regola. Al contrario al Nord, in Veneto e Lombardia, il tasso è il più basso d’Italia, con una cifra che si attesta attorno all’8%. Attenti al lavoro grigio: in busta paga viene dichiarata una cifra, che viene “aumentata” con altri soldi fuori dalla busta paga, dunque in nero.


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