Posts Tagged ‘ministro del Welfare’

Fornero:

Fornero: “L’articolo 18? Non deve essere un tabù”

Posted on 04 feb 2012 at 2:48pm

Intervistata nei giorni scorsi a La7, durante l’approfondimento politico “Otto e mezzo”, il ministro del Welfare, Elsa Fornero ha lanciato nuovi ed interessanti spunti di discussione. Si è parlato di congedo di paternità, che il ministro vorrebbe rendere obbligatorio, ma chiaramente la notizia più importante ed attesa era quella relativa alla riforma del lavoro. Il Governo – secondo quanto dichiarato dalla Fornero – dovrebbe varare la nuova riforma del lavoro probabilmente per fine marzo. Prima di quella data, ci sarà un importante confronto con le parti sociali, che dovrà fornire risultati interessanti in termini di dialogo, dato che metterà di fronte non solo le parti sociali ma anche le imprese. Altro punto importante della lunga intervista con la ministro Fornero è stato l’articolo 18. “L’articolo 18 non è preminente, ma non deve essere un tabù. Ci sono almeno tre modi di affrontarlo, e su due ho motivo di credere che i sindacati siano disposti a dialogare” conferma la ministro, che poi lancia delle interessanti proposte. “Si potrebbe cercare di intervenire con una qualche norma che regoli in maniera diversa le cause di lavoro” chiarisce il ministro. Sul possibile detassamento alle imprese, la Fornero spiega che per detassare bisogna ridurre ancora la spesa pubblica”.

Pietro Gugliotta

Sacconi:

Sacconi: “Disoccupazione giovanile? Colpa dei maestri e dei genitori”

Posted on 29 dic 2010 at 12:18pm

La disoccupazione giovanile? Le colpe principali vanno date ai cattivi genitori ed ai cattivi maestri. Questo il pensiero di Maurizio Sacconi, ministro del Welfare, che intervistato a Radio1 ha motivato così i problemi d’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. “I giovani sono certamente particolarmente esposti alla disoccupazione soprattutto perché pagano il conto di cattivi maestri e qualche volta di cattivi genitori, perché distratti e cattivi maestri che li hanno condotti a competenze che non sono richieste dal mercato del lavoro. E’ necessario rivalutare il lavoro manuale, l’istruzione tecnica e professionale evitando che una scelta liceale sia fatta per sola convenzione sociale e magari non vedendo che un govane ha l’intelligenza nelle mani”. Lo stesso Sacconi, proseguendo l’intervista concessa alla radio di Stato, ha parlato anche di quali possono essere le soluzioni per cercare di risolvere questo problema della disoccupazione giovanile in Italia, che ha dei livelli fra i più alti in Europa. “La risposta fondamentale non può che essere quella dell’investimento nelle conoscenze, nelle competenze, dalla scuola all’università, alla formazione che si deve realizzare in particolare dalla scuola al lavoro”. Fra le altre iniziative che Sacconi vorrebbe istituire, quella di un programma speciale – in collaborazione con la Camera di Commercio – che ogni tre mesi elabora un documento con le richieste del mercato del lavoro, per poter permettere ai giovani di inserirsi più facilmente nel lavoro che attualmente è scoperto.

Pietro Gugliotta

Stabilimento Fiat di Mirafiori: raggiunto l'accordo, fuori la Fiom

Stabilimento Fiat di Mirafiori: raggiunto l’accordo, fuori la Fiom

Posted on 28 dic 2010 at 12:23pm

I lavoratori dello stabilimento Fiat di Mirafiori vedono la luce: la firma del contratto fra le associazioni sindacali e la casa torinese è arrivata prima di Natale. Una firma però che non ha visto la partecipazione della Fiom, ancora bloccata su alcune posizioni che non hanno permesso la ratifica totale dell’accordo, che dunque possiamo definire ancora una volta “separato“, così come era successo nello stabilimento di Pomigliano d’Arco. Probabilmente non poteva esserci miglior regalo di Natale per i tantissimi lavoratori dello stabilimento del Lingotto, adesso comunque toccherà ai lavoratori – tramite referendum - votare l’accordo, probabilmente questa operazione avverrà a metà mese di gennaio 2011. Le reazioni alla ratifica dell’accordo sono state molto positive, il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha dichiarato che “l’accordo si è realizzato prima di Natale, confermando da un lato la volontà di Fiat Chrysler di realizzare un importante investimento a Mirafiori e, dall’altro, la volontà dei sindacati riformisti di accompagnare quest’intesa con la piena utilizzazione degli impianti e una migliore remunerazione del lavoro attraverso un contratto più vantaggioso”. Molto contento anche l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne: “per quanto ci riguarda, faremo partire gli investimenti previsti nel minor tempo possibile. E’ un gran bel momento per tutti quelli che hanno faticato per raggiungere un’intesa, ma soprattutto per i lavoratori e per il futuro dello stabilimento. Mirafiori inizia oggi una nuova fase della sua vita”.

Pietro Gugliotta

 Fiat: salta trattativa per lo Stabilimento di Mirafiori

Fiat: salta trattativa per lo Stabilimento di Mirafiori

Posted on 04 dic 2010 at 11:35am

Sembrava molto vicino l’accordo fra la Fiat ed i sindacati, per il futuro dello stabilimento di Mirafiori. La scorsa settimana la situazione era molto positiva, ma durante l’incontro di ieri, quando i negoziati erano ripresi, qualcosa non è andato per il verso giusto. La Fiat ha comunicato che non ci sono più le condizioni per trovare una intesa e riavviare i negoziati. Ieri la Fiat aveva fatto un’altra proposta ai sindacati: la proposta è stata bocciata, ritenuta peggiorativa rispetto alle precedenti, a quel punto la Fiat ha comunicato che “non esistono le condizioni per raggiungere un’intesa sull’investimento”. I sindacati hanno spiegato che avrebbero gradito meditare un paio di giorni sulla proposta Fiat, cosa che l’azienda torinese non ha gradito e ha ritenuto chiuse le trattative. Duro il commento di Susanna Camusso, segretario generale della Cgil.“Aspettiamo, ma credo che a questo punto il tema vada rovesciato: non è più la Fiom che non firma gli accordi ma è la Fiat che non riconosce più il contratto nazionale e vuole uscire da Confindustria”. Maurizio Sacconi, il ministro del Welfare, chiede maggiore responsabilità, da entrambe le parti. “L’investimento ipotizzato da Fiat per lo stabilimento di Mirafiori è talmente importante per il futuro dei lavoratori, del territorio, dell’intero gruppo e dell’economia italiana da meritare la ripresa del dialogo tra le parti”.

Pietro Gugliotta

Fincantieri, protestano i lavoratori. Sacconi convoca le parti

Fincantieri, protestano i lavoratori. Sacconi convoca le parti

Posted on 21 set 2010 at 11:59am

L’anticipazione del quotidiano “La Repubblica”, sabato scorso, ha gettato nel caos migliaia di lavoratori della Fincantieri: scioperi, proteste e manifestazioni sono state organizzate in alcune sedi dell’azienda che è una delle più grandi realtà navali d’Europa. L’azienda ha smentito le anticipazioni del quotidiano, che spiegavano l’ipotesi di chiudere i cantieri di Riva Trigoso e Castellammare di Stabia, il dimezzamento del personale dello stabilimento di Sestri Ponente e l’uscita totale dalla produzione di 2.450 dipendenti in Italia. La smentita non ha dunque tranquillizzato i lavoratori che adesso chiedono tramite i loro rappresentanti sindacali una riunione col Governo per affrontare la situazione, che appare delicata. Il Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha già accettato di incontrare al più presto i sindacati. “Il governo convocherà le parti di Fincantieri per rimettere nei corretti binari il confronto sul futuro della società che allo stato dichiara di non avere definito alcuna ipotesi - afferma Sacconi - faccio appello a tutte le istituzioni e le organizzazioni sindacali perché siano isolati gli agitatori professionali nel nome del primario interesse dei lavoratori. Come tutti i paesi di tradizionale industrializzazione l’Italia affronta processi di aggiustamento competitivo che devono essere sempre negoziati tra le parti sociali e, ove condivisi, accompagnati da robuste protezioni dei lavoratori. Seguendo questa regola è stata sin qui garantita la coesione sociale con dispiacere per alcuni settori dell’opposizione politica e sociale che appaiono alla costante ricerca di occasioni per accendere il conflitto. Non aiuta il gioco spregiudicato delle indiscrezioni come nel caso di Fincantieri”.

Pietro Gugliotta

Stabilimento Termini Imerese, 15 settembre tavolo Governo-Fiat

Stabilimento Termini Imerese, 15 settembre tavolo Governo-Fiat

Posted on 01 ago 2010 at 10:37am

Non solo Mirafiori o Pomigliano d’Arco: adesso si deve prendere una decisione per lo stabilimento di Termini Imerese. La Fiat aveva già deciso di dismettere la produzione di auto in Sicilia, ma adesso serve una soluzione che possa accontentare i lavoratori. Se ne occuperà il 15 settembre il Governo, che insieme ai sindacati e ai rappresentanti del Lingotto, organizzerà un incontro per mostrare le proposte arrivate per l’acquisizione della fabbrica di Termini Imerese. Lo ha confermato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. “Il Governo continuerà il processo in atto per la reindustrializzazione di Termini Imerese. Le parti saranno convocate entro il 15 settembre per discutere le proposte che Invitalia sta esaminando. Nel frattempo il dicastero dello Sviluppo economico continuerà le proprie iniziative attivando un tavolo su ricerca e innovazione sostenibile per il settore auto. Il Governo – ha concluso Sacconi – completerà la definizione della nuova normativa, contenuta già nella manovra economica, sulla detassazione del salario incrementale a qualunque titolo prodotto in base ad accordi aziendali”. Chiede tempi certi e veloci il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo. “Vogliamo, una volta per tutte, sbloccare questa pratica e far si’ che da prima che vada via la Fiat questo imprenditore possa cominciare a lavorare, visto che garantisce gli stessi posti di lavoro, realizza vetture con margini di profitto e senza lamentare, come faceva Fiat, di perdere mille euro a vettura? Sarebbe drammaticamente grave che noi perdessimo questa opportunita’ per colpa di ritardi burocratici o di disinteresse politico e amministrativo. Il governo regionale, in accordo con l’ente locale e con i lavoratori e dopo averne parlato piu’ volte in sede nazionale – conclude Lombardo- sollecita che questa pratica si chiuda a giorni, ben prima delle vacanze”.

Pietro Gugliotta

Telecom, licenziamenti 'congelati' fino ad agosto

Telecom, licenziamenti ‘congelati’ fino ad agosto

Posted on 19 lug 2010 at 12:41pm

Stop ai licenziamenti? Quasi! Si tratta piuttosto di un congelamento fino a fine mese. E’ questa la nuova posizione della Telecom. L’azienda italiana infatti aveva dapprima annunciato un piano di esuberi triennale, che avrebbe portato moltissimi lavoratori (si parla di 6.800 esuberi) a perdere il proprio posto di lavoro. Adesso sembra esserci un mezzo ripensamento, perchè l’idea della Telecom è quella di mantenere i piani già comunicati qualche mese fa, ma prima si vogliono ascoltare le parti sindacali. E’ stato intervistato ieri l’ad di Telecom, Franco Bernabè che ha così parlato della nuova situazione di “congelamento” degli esuberi. “Ora parte il negoziato che si dovrà concludere entro 15 giorni. Poi ci sarà un momento di verifica il 30 luglio. Sono ottimista: verranno realizzati gli accordi che auspichiamo. Si tratta comunque di un passo avanti che credo sia soddisfacente per tutte le parti. Inoltre il ministro si è impegnato a verificare gli strumenti per attenuare l’impatto sociale del piano”.
Soddisfazione per la possibilità di mettersi attorno ad un tavolo per trattare, da parte del Governo e dei Sindacati. Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi: “il negoziato è stato rimesso su binari che ci consentono di dire che si tratta. Lo scopo è quello di ritirare le procedure di messa in mobilità e di licenziamento dei lavoratori. Sino a fine mese le parti tratteranno e poi si tireranno le somme. E’ stato eliminato - conclude Sacconi – il vizio dell’atto unilaterale deciso da Telecom il 9 luglio con l’apertura della procedura”.
Fabrizio Solari, segretario confederale della Cgil spiega così la situazione: “Oggi abbiamo rimediato a un grave errore. Quello che abbiamo raggiunto è un accordo di percorso, l’esito lo vedremo alla fine. Probabilmente non sarà entro 15 giorni quando potremo verificare se tutte le azioni messe in campo possano far sperare un esito positivo”.
Soddisfazione anche dalla Uil, questo il pensiero di Paolo Pirani, segretario confederale. “Questo è un risultato che sgombra il campo dall’atto odioso dei licenziamenti unilaterali. Il temine fissato per la trattativa che si è aperta tra sindacati e azienda riguarda la qualità del negoziato”.
Chiudiamo con le parole di Anna Maria Furlan, segretario confederale della Cisl. “Il tavolo è stato soddisfacente non solo perché si ritirano gli esuberi e si attiva il confronto ma anche perché c’è la conferma da parte del vice ministro Romani di convocare le organizzazioni sindacali riguardo alle strategie e agli investimenti nel settore delle telecomunicazioni”.

Pietro Gugliotta

Lavoro, in arrivo il piano-Lavoro del Governo

Lavoro, in arrivo il piano-Lavoro del Governo

Posted on 17 apr 2010 at 10:20am

Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, parlando a un convegno della Cisl, ha ricordato che nei prossimi giorni, il Governo produrrà un piano sul lavoro triennale: conterrà politiche nuove, formazione, mercato del lavoro e tutto ciò che è strettamente legato al mondo del lavoro. “Stiamo pensando  alla creazione di un fascicolo elettronico personale che riunisca i percorsi educativi – spiega Sacconi – e lavorativi della vita attiva di una persona con l’obiettivo di poter accedere al proprio estratto conto previdenziale e alla propria posizione contributiva”. Poi Sacconi si è concentrato sul mondo della Formazione. “La formazione - prosegue il ministro – dovrà essere finalizzata a ottenere un incontro tra domanda e offerta, evitando lunghi periodi di inattività delle persone servono analisi sull’andamento del mercato del lavoro, sulle figure professionali che mancano“. Inoltre il ministro ha duramente contestato il sistema formativo italiano: “c’è troppa burocrazia, così si fa soltanto la festa dei formatori” spiega Sacconi. “Siamo impegnati a cercare di realizzare iniziative, anche in collaborazione con il ministro Gelmini, per avvicinare il nostro popolo ad una più responsabile cultura previdenziale – conclude il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi - Stiamo inoltre studiando una giornata della cultura previdenziale con l’obiettivo di diffondere il tema a partire dalle scuole”. Al termine del suo intervento Sacconi ha duramente contestato i lavoratori che rifiutano un lavoro o una possibilità di formazione lavorativa, spiegando che è molto importante sanzionare queste persone, come tassello per arrivare a una politica attiva del lavoro. Il ministro ha anche contestato anche l’idea del contratto unico.