
Dopo l’andamento positivo che i mutui e le compravendite avevano avuto nei primi sei mesi del 2010, l’Istat ha riscontrato una flessione nel terzo trimestre dell’anno che si è da poco concluso. Infatti nel periodo compreso fra luglio e settembre, l’Istat ha riscontrato una diminuzione delle compravendite pari al 3.4%, rispetto allo stesso periodo del 2009, mentre la flessione per ciò che riguarda la stipula dei mutui per l’acquisto di un immobile, questa quota è scesa dell’1.9% rispetto al periodo luglio – settembre 2009. “Il 93,6 per cento delle convenzioni effettuate nel periodo considerato, pari a 158.122, riguarda immobili ad uso abitazione ed accessori - si legge nella nota pubblicata dall’Istat sul proprio portale - il 5,7 per cento (9.659) unità immobiliari ad uso economico. Per la prima tipologia, dopo un periodo di risalita, si rileva una diminuzione tendenziale del 2,7 per cento”. L’Istat sottolinea come le compravendite di immobili ad uso economico, che hanno subito una flessione pari all’11.6 per cento, abbiano accentuato l’andamento negativo che aveva caratterizzato anche i primi due trimestri del 2010. “Si segnala inoltre – prosegue l’Istat – che il numero di compravendite di immobili ad uso economico stipulate nel terzo trimestre 2010 è il più basso dal 1997″. Nonostante questi dati siano comunque negativi, analizzando nel complesso i dati dei primi nove mesi dell’anno 2010, si scopre come il numero delle compravendite stipulate in questo periodo, pari a 586.801, è in leggero aumento (+0,6 per cento) rispetto a quello registrato nello stesso periodo del 2009, quando le compravendite raggiunsero quota 583.459.
Pietro Gugliotta

L’Istat ha diffuso quest’oggi, i dati del primo trimestre del 2010 riguardo la compravendita di immobili e la stipula di mutui. L’Istituto Nazionale di Statistica segnala come il primo trimestre 2010 abbia visto una crescita di questo mercato: i dati raccolti dall’Istat mostrano infatti come le compravendite siano cresciute del +2.3% rispetto ai primi tre mesi del 2009; crescono anche i mutui, sempre in rapporto al primo trimestre 2009, i mutui sono aumentati del +13.7%. Ecco un estratto del documento Istat, che potrete trovare per intero a questo link.
“Nel primo trimestre 2010, a livello nazionale, le convenzioni relative a compravendite di unità immobiliari sono state pari a 190.728, in aumento del 2,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il fenomeno mostra per la prima volta variazioni tendenziali positive dopo una fase di discesa che era iniziata nel 2007, proseguita con intensità crescente fino al primo trimestre del 2009 e rallentatasi nei trimestri successivi. È comunque importante sottolineare che il primo trimestre 2009 era stato contrassegnato dalla maggiore contrazione delle compravendite avvenuta negli ultimi anni (-16,1%), per cui l’inversione di tendenza osservata nei primi tre mesi del 2010 ancora non riporta il volume delle transazioni ai valori precedenti la caduta. Il 93,2% delle convenzioni stipulate nel periodo considerato (177.680) riguarda immobili ad uso abitazione ed accessori, il 6,1% (11.611) unità immobiliari ad uso economico.
Nel primo trimestre 2010 sono stati stipulati 179.654 mutui, di cui 105.900 (pari al 58,9%) con costituzione di ipoteca immobiliare e 73.754 (41,1%) senza costituzione di ipoteca immobiliare. Il numero totale dei mutui è aumentato del 13,7% rispetto al primo trimestre 2009, continuando così la fase di ripresa tendenziale del fenomeno iniziata negli ultimi tre mesi dello scorso anno, comunque insufficiente a recuperare i livelli antecedenti la discesa . In particolare, nel periodo gennaio-marzo 2010 i mutui non assistiti da ipoteca immobiliare segnano un aumento tendenziale del 13,3%, quelli garantiti da ipoteca immobiliare del 13,9%”.
Pietro Gugliotta

Una ricerca statistica della Banca d’Italia e dell’Istat ha evidenziato come il 2009 sia stato un anno record per i debiti delle famiglie italiane. Addirittura nel mese di dicembre, il debito di ogni famiglia ha toccato quasi quota 16.000 euro, fermandosi a 15.930 euro. Il Cgia di Mestre ha portato avanti questa inchiesta – sui dati della Banca d’Italia e dell’Istat – ed ha mostrato quanto incidono in questa situazione debitoria i prestiti per l’acquisto di beni mobili e i mutui accesi per l’acquisto di una casa. Inoltre – quasi paradossalmente – sono le città dai redditi più alti ad essere le più indebitate: guida questa speciale classifica la Capitale, Roma, con 22.394 euro a famiglia, seguita da due città del nord come Lodi (22.218 euro a famiglia) e Milano (22.083 euro per famiglia). Ultime in questa classifica le città sarde: per esempio, la provincia di Carbonia-Iglesias ha una media di debito per famiglia pari a 7.486 euro, o addirittura Ogliastra solo 5.784 euro. Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre, commenta i dati a livello nazionale. “Innanzitutto le province più indebitate sono quelle che presentano anche i livelli di reddito più elevati. E’ chiaro che tra queste famiglie in difficoltà vi sono molti nuclei appartenenti alle fasce sociali più deboli. Tuttavia, la forte esposizione di queste realtà, soprattutto a fronte di significativi investimenti avvenuti negli anni scorsi nel settore immobiliare, ci deve preoccupare relativamente”.
Pietro Gugliotta

Potremmo dire, scherzosamente, che l’Italia è una Repubblica fondata sul…mattone! Il mercato di questo settore infatti non sembra conoscere grandi crisi, ma piccoli stop locali che fanno calare alcuni prezzi.
Le previsioni degli operatori, per il 2010, infatti parlano simbolicamente di un vero e proprio “stivale a macchie”, dove le macchie rappresentano gli aumenti. Bisogna saper entrare nel momento giusto nell’affare del mattone, dato che anche solo il ritardo o l’anticipo di qualche mese vuol dire perdere parecchi euro.
Pensando a tracciare un bilancio, che va dal marzo 2009 all’attuale marzo 2010, possiamo definire alcuni valori: Napoli e Palermo hanno perso valore immobiliare, sono le due città che hanno perso maggior valore, la città campana 7,8% mentre quella siciliana il 7,7%.
Ma non sono le uniche due città in negativo, confermano questo trend anche Venezia (-6%), Milano e Roma tengono un po meglio e si mantengono su un meno tre percento (- 3,4% per Milano e -3,1 la capitale).
Nel medio periodo, per la precisione 5 anni, ecco il valore che un appartamento ha potuto fruttare in alcune città: a Milano un buon +12,3%, buona rivalutazione per la città lombarda; maggiore valore però ha un appartamento acquistato nel 2005 nella capitale, a Roma infatti la rivalutazione tocca il 13,4%, mentre in Piemonte, a Torino, la rivalutazione arriva al 10,7%.
Male il Sud, dove prendiamo Napoli come campione, dove il valore scende al 4,6% che, se escludiamo il valore dell’inflazione, vuol dire proprio uno zero percento, cioè nulla.
Ma nei prossimi mesi si attende una maggiore considerazione delle banche che dovrebbero ricominciare ad erogare i mutui.

Brutte notizie dall’Associazione bancaria italiana (Abi) in tema di mutui. Nel dicembre 2009 tornano infatti a salire i tassi sui mutui concessi dagli istituti italiani. È la prima volta dall’agosto 2008 che non si segnava un incremento sugli interessi, che proprio in tale mese erano cresciuti di 0,03 punti percentuali rispetto al luglio 2008. Nel novembre del 2009 i tassi erano del 2,90%, a dicembre invece si sono stabilizzati sul 2,95%, con un aumento dello 0,05%.
L’abi minimizza sul dato che sintetizza l’andamento dei tassi fissi e variabili, rilevando in ogni caso una certa stabilità ed escludendo una possibile inversione di tendenza. Da notare come l’Euribor, ossia il tasso base della maggior parte dei mutui, sia rimasto nel mese di dicembre su valori minimi.
Gianfranco Terriero, responsabile dell’ufficio studi dell’Abi, ha chiarito che l’aumento potrebbe essere dovuto alla variazione della composizione delle erogazioni a tassi fissi e variabili che compongono il tasso medio. Invariati invece sono rimasti i tassi alle società non finanziarie, stabilizzatisi sul 2,26%. In generale, il tasso medio ponderato sul totale prestiti alle famiglie e alle società, elaborato dall’Abi, ha subito un decremento dal 3,82% di novembre al 3,77% di dicembre. Resta negativo il trend in Italia riguardante i finanziamenti alle imprese negli ultimi mesi del 2009, mentre aumenta quello alle famiglie per l’acquisto della casa.
Giuseppe Raso

La soglia oltre la quale i tassi, riguardanti i mutui a tasso fisso, sono considerati usurai, passa dal 6,69% all’8,04%. Per ciò che concerne i mutui a tasso variabile, la soglia è invece scesa al 4,38%. Questo è quanto emerge dal decreto ministeriale pubblicato sul sito del ministero dell’Economia. Il tetto è fissato dalla Banca d’Italia ogni trimestre, e l’applicazione delle nuove soglie partirà dal 1 gennaio 2010 ed avrà scadenza 31 marzo 2010.
In un comunicato di Banca d’Italia è stato segnalato un tasso effettivo globale pari al 5,36% per i mutui a tasso fisso e 2,92% per i mutui a tasso variabile. Per le principali categorie di operazioni sono stati stabiliti i seguenti tassi soglia: 19,27% per i conti correnti “garantiti e non” fino a 5.000 euro, per quei conti che superano quest’ultima cifra la soglia è invece pari a 14,39%, 29,94% per gli scoperti senza affidamento fino a 1.500 euro, per quelli oltre 19,68%, 15,39% per anticipi e sconti fino a 5.000 euro, 8,15% per quelli oltre. Per i leasing il tasso d’usura stabilito è del 21,47% quando l’oggetto del contratto è un veicolo con valore fino a 25.000 euro, per i contratti che superano tale cifra è stato invece fissato un 19,01%. Per il leasing riguardante immobili, è previsto un tasso d’usura del 6,59%, un 15,50% per i beni strumentali fino a 25.000 euro, 9,84% oltre i 25.000 euro.
La banca d’Italia ha chiarito che la nuova rilevazione prende in esame nuovi criteri che hanno come base, oltre al tasso di interesse, ulteriori parametri, come le spese di finanziamento, le polizze assicurative, i compensi di mediazione, tutte le forme di remunerazione diverse dal tasso di interesse (ad esempio le commissioni di massimo scoperto).
Giuseppe Raso

Il presidente dell’Abi, Corrado Fissola, ha annunciato che entro gennaio sarà attivata la sospensione dei mutui per quelle famiglie che si trovano in difficoltà finanziarie. Nello specifico, coloro che potranno richiedere la sospensione del mutuo saranno le persone che hanno subito eventi sfavorevoli nell’ultimo periodo, come ad esempio la cassa integrazione, la perdita del posto di lavoro o la morte di uno dei componenti del nucleo familiare percettore di reddito di sostegno della famiglia.
Le associazioni Federconsumatori e Adusbef, hanno appreso con molta soddisfazione la notizia della moratoria, che secondo loro porterà benefici ai 400 mila nuclei familiari che navigano in cattive acque. In ogni caso mancano solo i dettagli, che l’Abi sta discutendo con le associazioni dei consumatori.
Sembra che la sospensione riguarderà soltanto prestiti non superiori ai 120 mila euro, un tetto che comunque potrebbe essere rivisto al rialzo su pressione delle associazioni dei consumatori. In un primo momento era stato fissato a 100 mila euro. Il prestito oggetto della moratoria dovrà riguardare l’acquisto per l’abitazione principale del nucleo familiare, oppure la costruzione e ristrutturazione della casa. La sospensione avrà la durata di 12 mesi, e ne potranno usufruire le persone fisiche. Non rientrano nei benefici le morosità iniziate prima della perdita dell’impiego o della cassa integrazione, ed i finanziamenti con durata inferiore ai 5 anni. La moratoria non prevede interessi di mora per il periodo di sospensione. Da risolvere ancora alcune questioni riguardanti gli interessi sulle rate sospese, l’indirizzo delle associazioni dei consumatori è quello del limite massimo del 10% di aumento per gli interessi sulle rate.
Giuseppe Raso

La crisi ha invalidato ogni prospettiva per il futuro, ha vanificato i nostri progetti di vita, il sogno di ogni famiglia: avere una casa. Oggi, la Banca Popolare di Milano (BPM) da un calcio alla crisi e un mattone alla tua casa. La BPM ha lanciato sul mercato il mutuo TassoSempreBasso, la soluzione ideale studiata per le famiglie.
TassoSempreBasso, a differenza dei tanti mutui variabili presenti sul mercato, è un mutuo a tasso variabile collegato ad uno spread di mercato al tasso BCE (Banca Centrale Europea). Questo esorbitante passo avanti, fa sì che il tasso cambi con una minore frequenza; normalmente, infatti, i mutui variabili sono riferiti al tasso Euribor, che varia con maggiore frequenza rispetto a quello BCE. Perciò, la rata del mutuo sarà caratterizzata da una maggiore stabilità nel tempo, pianificando il futuro con assoluta certezza.
Il secondo vantaggio di TassoSempreBasso è la garanzia che ne offre e il vantaggio competitivo: il tasso variabile che lo remunera non oltrepassa il 5,5%; in parole povere, questo mutuo è a tasso variabile fino al 5,5% ed è stabile dal 5,5% in su. Tutto questo, indipendentemente dalla durata del mutuo stesso, quindi, che siano 10 o 20 anni la cosa non cambia.
Detto questo, è doveroso considerare la nuova soluzione della BPM estremamente vantaggiosa, in quanto, rispetto ai tassi precedenti, permette di avere maggiori certezze e meno rischi. Questo tasso, infatti, nasce con la voglia di sostenere tutti coloro che sono alle prese con l’acquisto, non di una qualsiasi, ma della prima casa, indispensabile per dar spazio alla propria concretezza famigliare.