
Sappiamo bene che la casa di proprietà per gli italiani è sempre stata una priorità, anche se difficile da raggiungere. Dalle ultime rilevazioni Istat, riferite al 2008, è emerso però che molti sono riusciti nell’acquisto dell’immobile, infatti circa 7 famiglie su 10 risultano proprietarie dell’appartamento in cui vivono. Ma il 13% di queste famiglie sono alle prese con i mutui, le cui rate mensili incidono non poco sul bilancio familiare.
Due famiglie su dieci invece risultano affittuarie, mentre pochi fortunati, circa il 12,6% vive in una casa in usufrutto o in uso gratuito. Ad optare per i mutui sono soprattutto le famiglie del centro-nord, che sono circa il 16% del totale, mentre al sud sono l’8,2%. Sono soprattutto le famiglie di recente costituzione ad accollarsi il mutuo.
Ma a pesare sullo stipendio degli italiani, non è solo la rata del mutuo o l’affitto mensile, ma anche le sempre più salate spese per l’abitazione, comprendenti le spese di condominio, per il riscaldamento e altri servizi. La percentuale di spese per l’abitazione sul reddito raggiunge cifre elevate quando si tratta di famiglie a basso reddito, arrivando ad un’incidenza di oltre trenta punti percentuali.
Federconsumatori ha denunciato il caro-affitti, che dal 2001 al 2009 è aumentato del 79%, così come sono aumentate le varie utenze, come la nettezza urbana (+97%) e condominio (+77%). L’unico ribasso registrato sono state le spese per il telefono, con una contrazione dell’11%. Si può certamente affermare che mantenere oggi una casa in affitto risulta una vera e propria impresa.

È finalmente scattata la moratoria sui mutui, molto attesa da parte di quelle famiglie ormai da troppo tempo in ginocchio per via della crisi finanziaria. L’accordo siglato tra Abi e associazioni dei consumatori riguarda sostanzialmente la sospensione delle rate sui prestiti per 12 mesi. La domanda dovrà essere presentata allo sportello e l’accettazione sarà vincolata a precise regole stabilite dall’intesa. Non tutti gli istituti hanno però aderito.
Ad aver aderito al provvedimento sono infatti circa 90 istituti di credito, ai quali si ricollegano più del 70% degli sportelli presenti sul territorio italiano. Ad usufruire della sospensione saranno comunque oltre 110 mila famiglie, e l’intera operazione dovrebbe avere un valore complessivo di 8 miliardi di euro. I principali interessati sono coloro che hanno un reddito imponibile inferiore ai 40 mila euro e che hanno subito tra il 2009 e il 2010 un evento dannoso, come il licenziamento, la cassa integrazione o un lutto. I Mutui che potranno subire una sospensione del piano di rimborso non dovranno superare i 150 mila euro, e dovranno avere come causale di accensione la costruzione o ristrutturazione dell’abitazione principale.
Si potrà inoltrare la richiesta fino al 31 gennaio dell’anno prossimo. Carlo Pileri, presidente dell’Adoc, si augura che le banche migliorino le condizioni di base sui mutui, per individuare soluzioni più vicine alle esigenze delle famiglie. In ogni caso l’Abi e le associazioni dei consumatori svolgeranno un monitoraggio mirato sull’andamento dell’iniziativa per avere un quadro sempre aggiornato.
Giuseppe Raso