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New York Times, sotto indagine otto grandi banche?

New York Times, sotto indagine otto grandi banche?

Posted on 13 mag 2010 at 12:26pm

Notizia bomba quella lanciata dalle pagine del New York Times: ci sarebbero otto grandi banche mondiali sotto indagine. Infatti il procuratore generale di New York, Andrew Cuomo, avrebbe aperto una inchiesta su otto banche, per aver fornito false informazioni alle agenzie di rating. Le banche sotto indagine – secondo il quotidiano newyorkese – sarebbero Goldman Sachs, Morgan Stanley, UBS, Citigroup, Credit Suisse, Deutsche Bank, Credit Agricole e Merrill Lynch, attualmente controllata dalla Bank of America.
Stiamo comunque parlando di otto fra i più importanti istituti di credito a livello mondiale, dunque è una grandissima inchiesta che coinvolgerebbe anche altri paesi. L’accusa – secondo quanto riportato dal New York Times – è la truffa ad agenzie di rating come Standard & Poor’s, Fitch e Moody’s riguardo ad alcune informazioni che sono state fornite alle stesse agenzie. Le false informazioni sono state comunicate per poter ottenere una maggioe affidabilità del titolo che veniva creato dalla banca per sostenere i mutui. Le banche hanno cercato di sopravvalutare le obbligazioni che hanno creato con il raggruppamento di tanti mutui in un maxi bond, che veniva diviso in titoli trasferiti al pubblico dagli investitori: dunque le false informazioni hanno fatto crescere il valore secondo il rating, che le ha definite in maniera positiva. I titoli, garantiti dunque dai mutui, risultavano di fatto inattaccabili e fra i più consigliati dato l’alto tasso di considerazione che le agenzie di rating hanno posto sugli stessi titoli.

Pietro Gugliotta

Vendite Auto: La Cina sorpassa gli USA

Vendite Auto: La Cina sorpassa gli USA

Posted on 29 dic 2009 at 9:36am

Il settore auto ha vissuto un 2009 particolare, in cui c’è stata una vera e propria rivoluzione, ancora adesso in atto, che sta modificando gli assetti mondiali. Dal New York Times arriva la notizia di un incredibile sorpasso in termini vendite della Cina ai danni degli Stati Uniti. Secondo le stime della società di consulenza J.D. Power Associates le auto vendute in Cina sono 12 milioni, contro i 10 milioni di veicoli piazzati in USA. Un duro colpo per il tessuto produttivo statunitense, che nonostante un sforzo non indifferente del governo, ha visto la chiusura di più di 1.500 concessionari.

Un anno da dimenticare se si pensa che il 1 giugno 2009 Barack Obama annunciò la bancarotta di General Motors, facendo così perdere alla casa statunitense prestigio e credibilità. Già nel 2006 aveva passato lo scettro di maggior costruttore del pianeta alla Toyota. I ritmi della Cina fanno paura, le vendite 2009 segnano un +40% rispetto al 2008, il mercato interno è la vera linfa vitale, e intanto le case automobilistiche cinesi fanno shopping all’estero portandosi a casa marchi prestigiosi.

Stesso discorso per l’India, 1,9 milioni di auto vendute nel 2009, capacità produttiva delle fabbriche più che raddoppiata dal 2004, shopping di grandi marchi all’estero e come obiettivo 2016 la vendita di 6 milioni di veicoli. Se il Giappone sembra non riuscire a risollevarsi, l’Europa risponde ai paesi emergenti con vendite aggregate di 14,5 milioni di veicoli nei 15 paesi dell’UE. Il Vecchio Continente non sembra voler cedere il passo.

Giuseppe Raso