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 Marchionne:

Marchionne: “Negli Usa si fa, in Italia si parla”

Posted on 24 nov 2010 at 12:37pm

Sergio Marchionne, a.d. della Fiat, negli Stati Uniti per una visita agli stabilimenti Chrysler, ha lanciato una pesante accusa nei confronti dell’Italia. “La gente deve capire che questa è la realtà. Qui negli Stati Uniti si agisce, lì, in Italia si parla“. Parole durissime sull’immobilismo italiano, Marchionne poi rincara la dose e spiega che potrebbe saltare l’incontro con i sindacati. “Potrei non esserci al prossimo incontro che si terrà nei prossimi giorni su Mirafiori. E’ un incontro istituzionale”. Sulle velate accuse del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che lo accusava di utilizzare modi bruschi, Marchionne è molto fermo. “Le mie parole sono accurate, precisi ed efficaci. Questa gente deve rendersi conto che la realtà e la realtà: qui, a Kokomo, in 18 mesi sono stati annunciati investimenti per 3 miliardi di dollari. Qui si fa, da noi si parla”. Lo stesso Obama ha più volte elogiato pubblicamente il lavoro della Fiat per la rinascita dell’azienda automobilistica americana Chrysler. A tal proposito, Marchionne spiega una delle chiavi del successo Fiat-Chrysler. “Qui l’incidenza del costo del lavoro è abbastanza bassa e comunque i sindacati americani collaborano in modo ammirevole”. Ciò ha permesso di salvare la fabbrica di Kokomo, che con la scomparsa dell’azienda americana avrebbe chiuso. Adesso “rischia” di essere uno dei maggiori punti di produzione di impianto di trasmissione al mondo.

Pietro Gugliotta

Usa, Obama ringrazia Marchionne per il lavoro alla Chrysler

Usa, Obama ringrazia Marchionne per il lavoro alla Chrysler

Posted on 03 ago 2010 at 11:53am

La sinergia fra Fiat e Chrysler ha portato tantissimi benefici all’azienda automobilistica americana. A dirlo è il presidente americano, Barack Obama, che in una visita all’impianto di Jefferson North a Detroit, ha incontrato Sergio Marchionne. L’amministratore delegato di Fiat e Chrysler, Sergio Marchionne, saluta così Barack Obama, presidente americano. “Siamo onorati dall’avere il presidente con noi oggi. È stato grazie al coraggio delle sue decisioni che Chrysler è stata in grado sopravvivere e crescere a poco più di un anno dalla bancarotta”. Anche Obama ha elogiato il lavoro di Marchionne. “Marchionne sta facendo un grande lavoro. Un anno fa il futuro sembrava essere in dubbio, qualcuno mi ha detto era stupido aiutarvi, ma la nostra strategia era rimettere in carreggiata il settore automobilistico. Abbiamo una lunga strada da fare ma cominciamo a vedere che alcuni importanti decisioni pagano. Quest’industria cresce e diventa più forte, ha creato 55 mila posti di lavoro in un anno, uno studio indipendente attesta che se non avessimo aiutato Chrysler e Gm ne avremmo perduti un milione. Per la prima volta in sei anni tutti e tre i grandi produttori di auto registrano profitti, dunque un settore che torna a crescere”. In occasione dellaa visita del presidente Obama all’impianto di Jefferson North a Detroit è stata presenta la nuova Jeep Grand Cherokee.

Pietro Gugliotta

Fisco: dopo la crisi Tremonti abbasserà le tasse

Fisco: dopo la crisi Tremonti abbasserà le tasse

Posted on 24 gen 2010 at 1:31pm

Alla convention del Pdl di Arezzo, il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, torna a parlare di tasse, garantendone la riduzione quando la situazione economica lo permetterà. Il Ministro ha voluto precisare che è priorità dell’esecutivo “conservare le persone e la coesione sociale”, facendo intendere che un taglio delle tasse in questo momento potrebbe essere dannoso per sanità, sicurezza e pensioni. In merito alla politica adottata nei confronti delle banche dal presidente USA Obama, il ministro è parso molto scettico sulla tempistica di attuazione della stessa, giudicandola tardiva.

Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, replica seccamente alle parole del ministro, che lo accusavano di essere pro aumento delle tasse, dichiarandosi semplicemente stanco di sentire la solita favola dell’abbassamento delle tasse. Bersani ha sottolineato come diversi paesi (Gran Bretagna, Francia e Germania) stiano facendo riforme fiscali in tempi di crisi, cosa che l’Italia non è intenzionata a fare. Per Treu, senatore del Partito Democratico, troppe le contraddizioni attorno a Tremonti e al governo, che hanno preferito concentrarsi sullo scudo fiscale, piuttosto che dare priorità alle famiglie e ai redditi da lavoro.

Ottimista il ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola, che si è detto convinto che entro la fine dell’anno partirà il taglio delle tasse, tutto questo grazie alla gestione rigorosa dei conti del 2008, 2009, 2010.

Giuseppe Raso

Dagli USA la ricetta per il rilancio del mercato del lavoro

Dagli USA la ricetta per il rilancio del mercato del lavoro

Posted on 09 dic 2009 at 5:33pm

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama intervenendo al Brooking Institution, ha illustrato le iniziative che intende attuare per il rilancio del mercato del lavoro, avvertendo però che la strada è ancora lunga. Per Obama è una priorità aiutare gli americani che hanno perso il lavoro (circa sette milioni), sostenendo le aziende con politiche mirate. Secondo le stime del capo della maggioranza alla Camera, Steny Hoyer, i costi del piano per l’occupazione si aggirerebbero sui 100 miliardi di dollari.

Tre aree per il rilancio: infrastrutture, piccole imprese ed energia. In USA sono previsti ingenti investimenti nel settore lavori pubblici, autostrade, ponti e ferrovie. Le piccole e medie imprese saranno aiutate soprattutto dal punto di vista fiscale, ad esempio con sgravi su assunzioni. Previsti inoltre nuovi incentivi per coloro che investiranno in tecnologie verdi per le proprie case, per incrementare l’efficienza energetica e al tempo stesso aiutare i consumatori a risparmiare. Il tentativo è quello di ripetere il successo del programma di incentivi alla rottamazione di auto.

I fondi Tarp (Troubled asset relief program) saranno utilizzati con un occhio di riguardo alla creazione di nuovi posti di lavoro e al taglio del deficit. Obama ha confermato l’obiettivo di ridurre a metà il deficit ereditato dalla passata amministrazione. I conti pubblici sono il vero fardello dell’economia americana secondo Moody’s, che non esclude il rischio di declassamento di rating (oggi tripla A).

Intanto il mercato del lavoro americano sembra dare segnali confortanti, il tasso di disoccupazione è diminuito, e i datori di lavoro hanno ridotto i tagli. Nel novembre 2009 negli Usa si sono persi 11.000 posti di lavoro (la previsione di novembre era un pessimistico -130.000), contro un calo di 111.000 posti di ottobre. Il tasso di disoccupazione è sceso dell’0,2% rispetto al mese precedente. Ovvio, non sono dati da boom economico, ma bastano per disperdere del sano ottimismo all’economia americana.

Giuseppe Raso