Posts Tagged ‘occupazione’

Istat, disoccupazione giovanile a livelli record: 28.9%

Istat, disoccupazione giovanile a livelli record: 28.9%

Posted on 10 gen 2011 at 12:11pm

Non ci sono buone nuove dal mondo dell’occupazione: il mese di novembre 2010, ha continuato ad incidere in maniera negativa su un anno per nulla positivo per quello che riguarda la disoccupazione ed in particolare la disoccupazione giovanile. Infatti l’Istat ha segnalato come il tasso di disoccupazione sia praticamente stabile, raggiungendo quota 8.7%, ai massimi dal 2004. Ma è sempre in grande crescita la disoccupazione giovanile, una vera e propria piaga italiana: i giovani senza lavoro adesso sforano una quota di 28.9%, in aumento di quasi un punto percentuale (+ 0.9%) rispetto ad ottobre 2010, mentre l’aumento è di 2.4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ossia novembre 2009. Anche per la disoccupazione giovanile siamo a livelli record, basti pensare che un valore così alto non si era mai visto dal 2004, anno in cui si è aperta la serie storica per questo tipo di ricerca. Le notizie positive arrivano però dal lavoro femminile: infatti è l’unico comparto in crescita a novembre, seppure in lieve aumento. Infatti il lavoro femminile è cresciuto dello 0.2%, circa di 50 mila unità rispetto al mese di ottobre 2010, mentre l’aumento rispetto a novembre 2009 è dello 0.1%, ma il tasso di disoccupazione femminile è in aumento e si attesta al 10%. Il tasso di disoccupazione maschile invece è in diminuzione del 2.1%, ma è anche in aumento del 5.5% rispetto a novembre 2009. Secondo l’Istat, è in diminuzione il numero delle persone che sono in cerca di un lavoro: – 0.4% rispetto ad ottobre 2010.

Pietro Gugliotta

Barack Obama:

Barack Obama: “L’economia americana nel 2011? Ecco come migliorerà”

Posted on 09 gen 2011 at 11:53am

Barack Obama, presidente degli Stati Uniti, ha parlato dell’anno appena passato, sotto l’aspetto economico. Secondo Obama infatti la recessione è stata brutale, la ripresa doveva essere più forte e dunque in maniera inaspettata si è avuta una lenta ripresa: adesso bisogna impegnarsi per tornare a veder crescere l’economia americana e per aumentare l’occupazione.Abbasseremo i costi medi degli investimenti del 75 per cento. Per le aziende è una grande opportunità per potersi espandere e assumere. Invito le compagnie a fare investimenti subito, perchè questo aiuterà a far riprendere l’economia”. Altro impegno per il 2011, come già detto, quello dell’occupazione. “Il dato sull’occupazione di dicembre dimostra inoltre che l’economia americana sta andando nella giusta direzione. I numeri possono oscillare da un mese all’altro, ma il trend è chiaro. Abbiamo assistito a una crescita del settore privato per 12 mesi consecutivi, è la prima volta che succede dal 2006. Sono stati creati 1,3 milioni di posti di lavoro l’anno scorso e ogni trimestre è migliore del precedente, questo significa che il ritmo delle assunzioni sta prendendo piede”. Il presidente Obama dunque si auspica un 2011 molto positivo: alcuni dati fanno ben sperare – come l’ultimo trend dell’occupazione – ma è chiaro che servirà rimboccarsi le maniche per avere una crescita superiore a quella del 2010.

Pietro Gugliotta

Corteo Cgil a Roma, Camusso:

Corteo Cgil a Roma, Camusso: “Vogliamo risposte o continueremo a scioperare”

Posted on 29 nov 2010 at 11:54am

Si è tenuta sabato a Roma, la prima manifestazione organizzata dalla Cgil, con il nuovo segretario Susanna Camusso. Tanti i temi che la Camusso ha affrontato dal palco della manifestazione: scuola e riforma Gelmini, il ddl lavoro e dunque un ovvio attacco al Governo. Fra i partecipanti alla manifestazione, erano presenti anche i leader dell’opposizione come Vendola, Bindi, Di Pietro e Bersani. Nessun “balletto” di cifre fra Cgil e Questura, perchè l’organizzazione sindacale non ha voluto dare nessuna stima sui numeri, ma la Camusso ha confermato una grande presenza in piazza. “I numeri ci dicevano che sarebbe stata una grande manifestazione ed eccola”. La leader sindacale ha espresso il proprio disappunto sulle politiche offerte dal Governo. “Al Governo chiediamo risposte e politiche di contrasto alla crisi che fino ad ora non ha avuto, in due anni questo Governo ha tanto parlato, ma non ha fatto nulla per l’occupazione, il lavoro ed il futuro“. Primo punto dolente, la riforma scolastica del ministro Gelmini: “il ministro la smetta di fare appelli su Youtube, vada in Parlamento, dica che ritira il ddl e apra un tavolo di confronto. Solo così si costruisce una vera riforma dell’università”. Chiusura con un pensiero sul ddl lavoro: “è una legge crudele ingiusta”. La Camusso spiega che ci sono circa 60 giorni per impugnare il contratto: è chiaro che specie per i precari sarà una scelta molto difficile: “vogliamo dire a tutti i precari che sappiamo che è una scelta difficile: la conferma di un lavoro, seppure precario, e la volontà di chiedere giustizia”.

Pietro Gugliotta

Draghi:

Draghi: “La situazione è preoccupante: bisogna stabilizzare i precari”

Posted on 08 nov 2010 at 11:40am

Il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, parla delle difficoltà dell’economia italiana, che ovviamente si ripercuotono sull’occupazione e la creazione di reddito. “Senza la prospettiva di una pur graduale stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari si hanno effetti alla lunga negativi su produttività e profittabilità” ha spiegato Draghi al convegno della facoltà di Economia dell’università Politecnica della Marche, dedicato all’economista Giorgio Fuà. Uno dei problemi principali però resta l’occupazione irregolare: “nel nostro Paese rimane diffusa l’occupazione irregolare stimata dall’Istat in circa il 12 per cento del totale dell’unità di lavoro”, tutto ciò danneggia i giovani. Ma a turbare l’economia è sopratutto il deludente andamento della produttività. “La stagnazione nel decennio precedente la crisi, è stata uniformemente diffusa sul territorio, è un problema del Paese. L’Italia mostra una evidente perdita di competitività rispetto ai partner europei. Secondo le stime del Fmi la quota dell’area dell’Euro nel pil mondiale calerà, la nostra economia ne risentirà più di altre dato che manifesta da anni una incapacità a crescere a tassi sostenuti; l’ultima recessione ha fatto diminuire il pil italiano di quasi 7 punti. Abbiamo subito un’evidente perdita di competitività rispetto ai principali partner europei”.
Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, si è detta sostanzialmente d’accordo col pensiero di Draghi, spiegando come il governatore di Bankitalia abbia centrato i veri problemi del Paese. Secondo la Camusso, le due priorità lavorative del Paese sono quelle di stabilizzare i precari e regolarizzare l’occupazione attualmente in nero.

Pietro Gugliotta

Istat, in Italia è boom di micro imprese

Istat, in Italia è boom di micro imprese

Posted on 02 nov 2010 at 3:28pm

Secondo quanto calcolato dall’Istat, l’Italia è il paese delle microimprese: infatti lo studio dell’Istituto Nazionale di Statistica riporta alcuni dati molto interessanti. Primo fra tutti quello della divisione delle imprese italiane: la struttura produttiva dell’Italia è costituita per il 94.7% da microimprese. Proprio le microimprese rappresentano il 47.2% degli addetti che lavorano, oltre a costituire il 33.3% del valore aggiunto. In Italia il 64.5% dell’occupazione viene però rappresentato dal lavoro indipendente, mentre le grandi imprese, ossia quelle che occupano piu di 250 addetti, sono circa 3.508 unità, pari al 18.6% degli addetti, con un valore aggiunto del 28.7%. Facendo una vera e propria media delle imprese italiane, si scopre come in Italia ogni impresa ha una media di 3.9 addetti impiegati, una media estremamente bassa. Andando poi ad approfondire lo studio, si scopre come proprio l’industria vera raccoglie 473 mila imprese, che danno lavoro a 4.7 milioni di addetti, realizzando 247 miliardi di euro di valore aggiunto. Qui la dimensione media delle imprese cresce, passando a 9.9 addetti per impresa. Passando proprio all’occupazione vera e propria, lo studio Istat spiega come essa venga localizzata principalmente nel Nord-Ovest dell’Italia. Infatti il 32.3% dell’occupazione viene fissata proprio in quelle regioni, seguita dal 23.8% del Nord Est, dal 20.5% del Centro Italia e dal 23.5 del Sud Italia. Non ci sono molte differenze nel settore delle costruzioni: Nord e Sud si dividono piuttosto equamente gli occupati in questo determinato settore, mentre maggiore differenza troviamo nell’ambito dei Servizi, dove c’è una forbice più netta: al Sud lavorano in questo campo il 25.2% degli occupati, mentre al Nordl a quota sale fino al 31.1%.

Pietro Gugliotta

Studio di Confindustria:

Studio di Confindustria: “Dal 2008 persi 480mila posti di lavoro”

Posted on 17 set 2010 at 4:04pm

Il Centro studi di Confindustria lancia un allarme sulla ripresa economica dell’Italia: “il 2010 si chiuderà con 480 mila persone occupate in meno rispetto al 2008“. Lo studio prosegue spiegando che “bisognerà aspettare il 2013 per vedere l’economia tornare a correre come nel 2007, prima della crisi. E perché questo accada servono riforme, altrimenti si corre il rischio che la disoccupazione aumenti. L’Italia di oggi è più povera, in assoluto e ancor più in rapporto agli altri Paesi avanzati”. Secondo punto importante dello studio è quello dedicato al mondo del lavoro. “Il ricorso alla cassa integrazione rimarrà alto per il resto del 2010. Sono 450 mila i posti di lavoro già persi a fine giugno, altri 30 mila sono a rischio nella seconda metà dell’anno. L’occupazione non ripartirà prima dell’anno prossimo, con una stima del +0,4% delle unità di lavoro, e un tasso di disoccupazione che salirà, terminando il 2011 al 9,3%”. Un sguardo anche alla crescita economica dell’Italia: Confindustria rivede al ribasso le stime relative al Pil italiano. “Il Pil italiano salirà nel 2010 dell’1,2% e dell’1,3% nel 2011, revisione al ribasso rispetto al +1,6% che era stato previsto in precedenza. Serve uno scatto di reni nelle riforme, ci sono nodi strutturali non sciolti”. Chiusura per i conti pubblici italiani. “Secondo le nostre stime, nel 2010 ci sarà una riduzione dell’indebitamento netto al 5,1% del Pil, in linea con gli obiettivi governativi. Si sta rivelando più forte la riduzione della spesa pubblica in rapporto al Pil, stimata al 52% nel 2010 (-0,5 punti) ed al 50,8% nel 2011 (-1,2 punti)”.

Pietro Gugliotta

Napolitano:

Napolitano: “L’Italia ha bisogno di una seria politica industriale”

Posted on 04 set 2010 at 12:24pm

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha parlato ieri a Mestre, durante l’inaugurazione di una piazza a Gianni Pellicani, amministratore e politico veneziano morto nel 2006. Ecco le sue parole dedicate ai giovani ed al mondo del lavoro. “E’ venuto il momento che l’Italia si dia una seria politica industriale nel quadro europeo, secondo le grandi coordinate dell’integrazione europea. Ne abbiamo bisogno per l’occupazione e per i giovani, che oggi sono per noi il motivo principale di preoccupazione. Attorno alla questione dell’occupazione giovanile si stringono i nodi dell’economia. C’è una nuova categoria di giovani che non sono impegnati nè in processi formativi, nè lavorativi, nè in processi di addestramento al lavoro. Noi dobbiamo dare delle risposte su tutti questi terreni tenendo conto dei limiti stretti in cui si muove l’azione pubblica e tenendo conto delle risorse nel bilancio dello Stato, punto ineludibile per governo e opposizione”. Questa mattina, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è intervenuto a Cernobbio, in provincia di Como, al Forum Ambrosetti. Ha sottolineato l’importanza del settore dei Servizi, chiedendo anche un rafforzamento del mercato interno. “Serve più competizione nel settore dei Servizi, un comparto che è rimasto al riparo dalla unificazione che si è compiuta in altre sfere del mercato e della attività economica in Ue. Tra le riforme necessarie da mettere in primo piano, c’è la questione di una più aperta competizione e concorrenza e quindi un rafforzamento delle regole del mercato interno. Bisogna lavorare per aprire alla competizione l’area dei servizi che è rimasta al riparo dalla unificazione che si è compiuta in altre sfere del mercato e della attività economica”.

Pietro Gugliotta

Sciopero Cgil:

Sciopero Cgil: “Un milione di lavoratori in piazza”

Posted on 26 giu 2010 at 1:02pm

Grande successo per lo sciopero generale indetto dalla Cgil contro la manovra economica. “Un dato oltre le aspettative che dimostra come il nostro non sia rassegnato” ha detto la vice segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso. Ecco cosa ha dichiarato la vice segretaria generale, dal palco di Bologna, la città che ha portato in piazza almeno 100 mila lavoratori. “Questa manovra va cambiata perchè la pagano solo i lavoratori, gli enti locali e i cittadini mentre al contrario bisogna chiedere a chi più ha di contribuire in base alle proprie risorse. C’è bisogno di una manovra che non sia depressiva ma che guardi all’occupazione e alla possibilità di rilanciare l’economia,e che sia equa, e che guardi al futuro”. Per quello che riguarda il settore trasporti, “lo sciopero ha registrato – secondo l’organizzazione sindacale – una notevole adesione nel trasporto aereo con oltre il 50% dei voli soppressi tra le 10 e le 14 (solo a Fiumicino 86 voli annullati) al netto delle cancellazioni e riprogrammazioni da parte delle compagnie. Alta anche la partecipazione degli addetti agli aeroporti con punte del 100% allo scalo di Genova”. Prosegue il comunicato della Cgil, sullo sciopero nel settore trasporti. “Nel settore ferroviario non ha circolato il 56% dei convogli non garantiti mentre si sono fermate le navi traghetto Fs che collegano lo stretto di Messina. Lo sciopero sta registrando una notevole adesione anche nel trasporto pubblico locale, a Roma e Napoli in mattinata ferme le linee della metropolitana e circa il 50% dei mezzi pubblici, a Genova fermi l’85% dei bus, a Milano dove lo sciopero prosegue fino alle 22 fermi circa il 40% dei bus e chiuse le tre linee metropolitane, a Torino dove la protesta prosegue fino alle 21.45 stop a circa il 70% dei bus mentre inizia alle 19.30 lo sciopero a Bologna. Lo sciopero si sta svolgendo nel rispetto della legge sui servizi pubblici e sono garantiti i servizi minimi essenziali previsti”. Per quanto riguarda le tutte blu, la Fiom ha detto che ha aderito almeno il 70% dei lavoratori, con punte di 90-100% in alcuni stabilimenti. Nel settore della Pubblica Amministrazione, ha scioperato poco meno del 4% degli impiegati.

Pietro Gugliotta

Istat, disoccupazione aprile all'8,9%

Istat, disoccupazione aprile all’8,9%

Posted on 02 giu 2010 at 12:33pm

Nuove rilevazioni Istat dedicate al lavoro. L’Istituto nazionale id statistica, segnala che il tasso di disoccupazione ad aprile è salito all’8,9%, dato record dal 2001. Mentre continua a crescere il tasso di disoccupazione tra i giovani, uno su tre, il 30% dunque, è senza lavoro. Questo dato è il più alto da gennaio 2004. Inoltre il tasso di disoccupazione è aumentato di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 1,5 punti percentuali rispetto ad aprile 2009.
Le persone in cerca di occupazione adesso salgono a 2 milioni 220 mila, in aumento dell’1% (+21 mila unità) su base mensile e del 20,1 per cento (+372 mila unità) su base annua. C’è anche un dato positivo, quello che riguarda il numero di occupati: si attesta a 22 milioni 831 mila unità, in aumento dello 0,2% (+56 mila unità) rispetto a marzo e inferiore dell’1,3% (-307 mila unità) rispetto ad aprile 2009. Cresce il tasso di disoccupazione tra i giovani, circa il 30% è senza lavoro. Nella popolazione tra i 15 e i 24 anni il tasso di disoccupazione sale infatti al 29,5%, ad aprile, con un aumento di 1,4 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 4,5 punti percentuali rispetto ad aprile 2009.
Ecco il commento del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. “La rilevazione Istat del mese contiene due dati solo apparentemente contraddittori. Crescono, infatti, di un decimale tanto il tasso di occupazione quanto quello di disoccupazione. La ripresa alimenta il primo ma, in certa misura, anche il secondo. Il tasso di disoccupazione, infatti, - continua Sacconi – è influenzato ovviamente dalla difficoltà di trovare un lavoro da parte di coloro che lo cercano ma, in ogni fase di ripartenza dell’economia, una porzione di ’scoraggiatì sono incoraggiati ad offrirsi sul mercato del lavoro. Non a caso scende il tasso di inattività – conclude il ministor Sacconi -. Il differenziale con la media europea rimane inalterato”.

Pietro Gugliotta

 Istat, aumenta disoccupazione ma resta sotto media UE

Istat, aumenta disoccupazione ma resta sotto media UE

Posted on 30 apr 2010 at 11:19am

Secondo uno studio ISTAT, nel 2009 in Italia, il tasso di occupazione è diminuito a livello nazionale al 57,5% (-1,2 punti percentuali su base annua), nella fascia di eta’ fra 15 e 64 anni. Il valore è inferiore di oltre sette punti rispetto alla media dell’Unione Europea, che si attesta al 64,6%. L’Istat precisa inoltre che nel 2009, il tasso di disoccupazione passa in Italia dal 6,7% dell’anno precedente al 7,8%, contro l’8,9% registrato nell’Unione europea a 27 Paesi.
Rispetto alla UE, il valore più basso del tasso di disoccupazione è collegabile ad un più elevato indicatore di inattività: infatti il tasso di inattività si posiziona al 37,6%, superiore di quasi 10 punti alla media Ue (28,9%). Nel 2008 il tasso di disoccupazione era cresciuto di sette decimi di punto rispetto al 2007, dopo nove anni di continua discesa.Secondo i dati pubblicati dall’Istat sul mondo del lavoro, l’occupazione nelle grandi imprese a febbraio registra un calo dell’1,9% (al lordo della Cig) e dell’1,3% al netto. L’Istat spiega che nel gennaio 2010 c’e’ stata una variazione nulla al lordo della Cig e del +0,2% al netto. Invece nei primi 2 mesi 2010 l’occupazione cala del 2,1% al lordo della Cig e dell’1,8% al netto. Le retribuzioni lorde per ora lavorata aumentano a febbraio del 6,5% su febbraio 2009 e del 2,4% sul mese precedente. Cala l’uso del Cig, la Cassa integrazione guadagni.
I dati più negativi arrivano dal Sud Italia: Sicilia (13,9%), Sardegna (13,3%) e Campania (12,9%) sono le tre regioni con il tasso di disoccupazione più alto d’Italia. Al lato opposto di una ipotetica classifica sulla disoccupazione, le due regioni con il tasso minore di inoccupati sono Trentino Alto Adige (3,2%) e Valle D’Aosta (4,4%).


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