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Lavoro sommerso, in Italia 640mila lavoratori in nero

Lavoro sommerso, in Italia 640mila lavoratori in nero

Posted on 07 set 2010 at 3:19pm

Interessante studio della Confartigianato, quello pubblicato in questi giorni sui principali quotidiani e portali economici. Viene evidenziata la larga “macchia” del lavoro in nero in Italia.Ecco un estratto dello studio di Confartigianto. “L’economia sommersa arruola un ‘esercito’ sempre più numeroso ed agguerrito formato da 639.900 operatori ‘irregolari’, micidiali concorrenti sleali dei veri imprenditori. In aumento il valore aggiunto prodotto dalle attività abusive: l’incidenza sul PIL nel 2008 è salita al 16,9%, rispetto al 16,6% del 2007. Il fenomeno dilaga nel Mezzogiorno dove l’incidenza del lavoro sommerso, che a livello nazionale è dell’11,8%, sale al 18,3%, percentuale doppia rispetto al Centro Nord (9,3%). Il Nord Est è l’area del Paese in cui le imprese subiscono la minore concorrenza sleale del sommerso. A livello regionale è la Calabria a detenere il primato negativo dell’abusivismo, seguita da Sicilia, Puglia, Campania e Molise. In Calabria più di una unità di lavoro su quattro (27,3%) è irregolare. All’altro capo della classifica, guida il gruppo delle regioni ‘virtuose’ l’Emilia Romagna, dove il tasso di irregolarità del lavoro è dell’8,1%, seguita dal Trentino Alto Adige, dalla Lombardia, dal Lazio e dalla Toscana. Il rapporto di Confartigianato rileva anche le province con la maggior presenza di attività sommerse: la ‘maglia nera’ va alla provincia di Crotone, seguita da Vibo Valentia, Cosenza, Enna, Brindisi, Caltanissetta, Reggio Calabria, Trapani, Nuoro e Catanzaro. Il sommerso preoccupa molto meno nelle province del Nord: la minore concorrenza sleale si registra a Bolzano, seguita da Reggio Emilia, Parma, Prato, Milano, Firenze, Mantova, Rimini, Roma e Ferrara”.
L’intero testo è disponibile sul sito di Confartigianto a questo link.

Barroso:

Barroso: “Economia italiana solida e forte”

Posted on 13 apr 2010 at 1:37pm

Il Presidente della Commissione europea, Josè Manuel Durao Barroso, ha parlato della situazione economica dell’Italia, durante una sua visita a Parma. Barroso ha dapprima visitato il “Parma-Point”, una vera e propria vetrina della provincia parmense, prima di recarsi al Teatro Regio, dove ha quindi parlato di economia. Il presidente della Commissione Europea ha inoltre incontrato anche il sindaco di Parma Vignali, che – come riporta l’agenzia AGI – gli ha illustrato i progetti della nuova sede dell’Efsa, della Scuola europea, della nuova stazione ferroviaria e del ponte Nord.
Ecco il pensiero di Barroso sulla situazione economica dell’Italia. “L’economia italiana è solida e forte, nell’affrontare la crisi come per altri Paesi è necessario uno sforzo sui conti pubblici. L’Italia, come altri Paesi, deve fare uno sforzo e mantenere la disciplina – prosegue Barroso – a nostro giudizio l’economia italiana è solida. Tutti i Paesi europei hanno, in questo momento, difficoltà nei conti pubblici. Secondo il capo dell’esecutivo dell’Ue, è  inoltre “necessario mantenere la disciplina, un presupposto molto importante per evitare disequilibri. In questo contesto l’Italia come altri deve fare uno sforzo“.
Dunque Barroso chiede di fare attenzione perchè, l’Italia ha una solida situazione economica, ma è chiaro che come in tutti gli altri paesi europei, la crisi colpisce i conti pubblici. Quindi “disciplina” è la parola chiave di Barroso, che chiede anche di mantere un equilibrio economico che possa aiutare l’Italia ad uscire da questa situazione, con un piccolo sforzo.

Il presidente della BCE Trichet premia la politica di bilancio italiana

Il presidente della BCE Trichet premia la politica di bilancio italiana

Posted on 11 apr 2010 at 10:59am

Il presidente della BCE Jean-Claude Trichet, intervenuto al convegno di Confindustria di Parma, ha ribadito che per rilanciare l’economia italiana saranno necessarie le riforme strutturali, e occorrerà dunque seguire ciò che più volte ha suggerito la Banca d’Italia tramite il suo governatore Mario Draghi. Trichet ha infatti affermato che: “Le economie come l’Italia, che hanno sofferto un calo delle proprie quote di mercato, hanno bisogno di lanciare una nuova strategia a lungo termine per la competitività”.

Parlando della ripresa, il presidente della BCE, ha sottolineato come nell’area Euro ci si attenda una crescita moderata nel 2010, e soprattutto diseguale nelle diverse regioni. Ora che stiamo entrando nel terzo trimestre 2010, l’economia globale ha solo iniziato ad emergere dal lungo periodo di crisi, e la strada è lunga e incerta.

Da Trichet anche parole d’elogio circa la politica di bilancio italiana nel medio termine e il nostro ministro dell’Economia, che è riuscito a resistere alle pressioni per l’introduzione di stimoli fiscali troppo invasivi. Giudizi, quelli del presidente della Banca Centrale Europea, che vanno a premiare l’Italia, un paese che nonostante le molte critiche ha retto bene l’urto con la crisi, ma che ora per evitare una situazione stagnante necessità di un drastico cambio di marcia.

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