
Arriva una apertura positiva dal mondo delle banche: in questo periodo di crisi infatti le banche italiane fanno sapere di essere disposte a ragionare sulla possibilità di venire in contro ai pensionati. Infatti le ultime misure del Governo, prevedono i pagamenti in contanti per le pensioni fino a mille euro, circa 980 per la precisione, al netto dell’imposta di bollo. Nelle scorse settimane, la norma in questione parlava di pagamenti in contati fino a 500 euro, fattore che avrebbe messo in crisi parecchi pensionati che a quel punto erano costretti ad aprire un conto corrente o un conto in banca per l’accredito della pensione. In ogni caso Giuseppe Mussari, presidente dell’Abi, ha fatto sapere che le banche italiane sono pronte a venire incontro alle esigenze dei pensionati, con la creazione di conti ad hoc, a costo zero, per i pensionati al minimo. “Tutte le banche italiane sono disponibili a ragionare su un conto corrente a zero spese per i pensionati al minimo e sui costi delle carte di credito alla luce delle misure del Governo. Ma le banche non sono disponibili a dare gratuitamente servizi che costano” avverte Mussari. Infatti – prosegue Mussari – sono servizi che hanno dei costi, dei rischi, che vanno remunerati come qualsiasi altro servizio offerto dalle imprese, dunque è impossibile offrirli gratuitamente, lasciando dunque intendere che potrebbero arrivare comunque interessanti agevolazioni per chi possiede una pensione minima.
Pietro Gugliotta

In anticipo di 24 ore sulla tabella di marcia, il Governo Monti si è riunito ieri a Roma per presentare la nuova manovra: si tratta di una serie di interventi che riguarderanno la crescita, il sistema produttivo ed il mondo del lavoro, per un totale di 20 miliardi di euro. Ci saranno 18 miliardi di euro di nuove entrate, 12 miliardi di tagli alla spesa, inoltre c’è stata una correzione di circa 4 miliardi euro sui saldi previsti dalla manovra approvata ad agosto. Quali sono gli interventi più importanti? Eccoli nel dettaglio.
- Torna l’ICI: torna sulla prima casa, con una imposta dello 0.4%, dalla seconda casa in poi l’imposta sale a 0.75 – 0.76%.
- Irap, per favorire il mercato del lavoro, le aziende riceveranno sgravi fiscali in caso di assunzioni.
- Tracciabilità a 1.000 euro, non si potrà usare denaro contante per pagamenti superiori a mille euro.
- Iva, aumento dell’Iva al 23% (+2%) dal 1 settembre 2012: questa misura è provvisoria. Se non ci saranno altri introiti – dal riordino delle agevolazioni fiscali – verrà attuata.
- Barche, aerei e auto di lusso, ci sarà un superbollo sulle auto che hanno una potenza superiore ai 170 chilowatt, sulle barche oltre i dieci metri, inoltre ci sarà una tassa sul possesso di elicotteri ed aerei privati.
- Pensioni, dal 2012 l’età minima sale a 66 anni per gli uomini e 62 per le donne. Dal 2018 l’età si uniforma e anche le donne andranno in pensione a 66 anni.
- Pensioni di anzianità, si potrà andare in pensione con 42 anni e 1 mese di contributi per gli uomini e 41 anni e 1 mese per le donne.
- Contributo di solidarietà per le pensioni più ricche.
- Nuove aliquote contributive per commercianti ed agricoltori.
- Confermati i bonus energia, che vengono estesi alle aree colpite da calamità naturali.
- Tagli agli enti locali, -5 miliardi di euro per regioni, province e comuni.
- Trasporti, in arrivo una nuova authority sui trasporti.
- Scudo fiscale, verrà applicata una tantum dell’1.5% sui capitali rientrati in Italia con lo “scudo fiscale”.
- Fondo PMI, verrà rifinanziato il fondo di garanzia per piccole e medie imprese, per circa 20 miliardi di credito.
- Politica, vietato il doppio stipendio per ministri e sottosegretari. Il prof. Monti ha inoltre confermato di aver rinunciato al suo compenso da presidente del Consiglio e ministro dell’Economia.
- Farmaci, quelli inseriti nella fascia C saranno venduti anche nelle parafarmacie.
- Authority, taglio al numero dei componenti, che non potrà superare le 28 unità.
- ICE, viene ripristinato l’Istituto nazionale Commercio Estero.
- ACE, viene introdotto l’Aiuto alla Crescita Economica: agevolazioni fiscali per la raccolta di capitale a rischio, per favorire la patrimonializzazione delle imprese.
Pietro Gugliotta

Iniziano a circolare le prime voci sulla futura manovra che il Governo Monti dovrebbe presentare. Si parla con sempre più insistenza di una manovra correttiva da 20 miliardi, che permetterebbe di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013. Se Monti dovesse ottenere indicazioni positive da Bruxelles, con suggerimenti meno restrittivi, la manovra potrebbe scendere fino a 15 miliardi. L’alternativa, dunque con misure molto restrittive da Bruxelles, potrebbe vedere appunto una manovra correttiva da 20-25 miliardi di euro. Fra le idee che sembrano essere circolate nello scorso Consiglio dei Ministri, la possibilità di avviare alcuni interventi atti a sostenere il sistema produttivo italiano: si potrebbe ridurre il carico fiscale sui lavoratori e sulle imprese, diminuendo il peso dell’Irap. Inoltre fra le proposte in ballo c’è la possibilità di passare per un premio fiscale alla capitalizzazione delle imprese. La manovra comunque sarà molto articolata, come conferma lo stesso Monti. “Le linee di una complessa politica economico-sociale saranno presentate nei prossimi giorni. Proprio per questo c’è voluto più tempo del previsto per mettere a punto la squadra di governo”. La manovra verrà articolata in tre filoni: il primo riguarda le misure più urgenti, con particolare attenzione ai nuovi tagli alla spesa, il secondo livello riguarderà il sostegno alla crescita mentre il terzo punto sarà quello delle riforme strutturali. Verrà ritoccato il sistema delle pensioni, si sta lavorando sulla reintroduzione dell’Ici sulla prima casa, mentre più difficoltà sulla patrimoniale, bocciata apertamente da Silvio Berlusconi. La nuova manovra potrebbe essere presentata la prossima settimana, a pochi giorni dal nuovo Consiglio Europeo dell’8-9 dicembre.
Pietro Gugliotta

Continuano gli appelli da parte degli industriali italiani alla politica del nostro paese: serve una nuova politica economica, che sia diversa dall’attuale. L’ultimo “grido” arriva dal presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, in occasione della presentazione ufficiale alla stampa del “Progetto delle imprese per l’Italia“. Si tratta di un piano – annunciato nelle scorse settimane dalla stessa Marcegaglia – messo a punto in questi giorni, contiene cinque punti fondamentali che possono dare nuovi impulsi all’economia italiana. E’ una sorta di manifesto delle imprese per salvare l’Italia – spiega la Marcegaglia in conferenza stampa – e come già detto, si riassume in cinque punti:
- riforma fiscale per abbassare le tasse su lavoratori e imprese,
– infrastrutture,
– privatizzazioni,
– liberalizzazioni,
– pensioni.
Questi i temi che affronta il “Progetto delle imprese per l’Italia”. “Se le nostre proposte non andranno avanti Confindustria valuterà se non stare più ai tavoli” dichiara la Marcegaglia. Possiamo definire questo progetto come segnale della volontà delle imprese italiane di dettare una strada alla politica per uscire dalla crisi. Il documento affronta infatti temi molto importanti, le proposte raccolte in questo progetto sono appoggiate anche dal presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari, da Ivan Malavasi, numero uno di Rete Imprese Italia, dall’alleanza Cooperative Italiane guidata da Luigi Marino e dall’Ania di Fabio Cerchiai, tutti personaggi di spicco delle sfere affrontate dal progetto di Confindustria.
Pietro Gugliotta

La Banca Centrale Europea aveva avvisato l’Italia: infatti ad agosto, per la precisione il 5 agosto, il Governo italiano ha ricevuto una lettera firmata da Jean-Claude Trichet e Mario Draghi. Questa lettera era un avviso: la Bce avvisava l’Italia sulle operazioni da fare, possibilmente da approvare entro settembre 2011. La lettera ricorda molto una serie di avvisi inviati alla Grecia, dove erano presenti condizioni simili a quelle inviate all’Italia. Nella lettera si fa esplicita richiesta di alcune esigenze, l’Italia avrebbe dovuto proporre un pareggio di bilancio entro il 2013, giusto per citarne una. Come si legge nella lettera, pubblicata quest’oggi dal Corriere della Sera, la BCE “confida che il Governo assumerà le azioni appropriate”. Fra i punti più importanti possiamo citare le pensioni e la riduzione dei costi del pubblico impiego: la Bce chiedeva di rendere più rigorosi i criteri per l’idoneità delle pensioni di anzianità, mentre per quanto riguarda il pubblico impiego, si chiedeva di ridurre gli stipendi e rafforzare le regole per il turn over. Inoltre veniva chiesta una revisione delle norme che regolano l’assuzione ed il licenziamento dei dipendenti, così come la Bce chiedeva la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Un totale di undici punti, che comprende anche una riforma costituzionale sulle norme di bilancio, l’utilizzo degli indicatori di performance (specie nell’istruzione e nel settore sanitario), l’abolizione di “strati amministrativi intermedi”, come le Province. Fra gli ultimi punti suggeriti dalla Banca Centrale Europea, il consiglio di introdurre una clausola di riduzione automatica del deficit e un maggiore controllo dell’assunzione di indebitamento per le spese degli enti locali. Molte di queste norme sono state recepite dal Governo Berlusconi, altre lo sono stato solo in parte ma è possibile che vengano attuate nei prossimi mesi.
Pietro Gugliotta

Negli ultimi giorni c’è stata un po’ di tensione fra il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi e le principali sigle sindacali. L’oggetto del contendere è l’accordo sulle pensioni. Il ministro Sacconi ha evidenziato come l’importanza di un accordo fra le parti sindacali per il tema delle pensioni. “Sarebbe opportuno un avviso comune sulla transizione del sistema: pensioni delle donne, sistema contributivo e aspettativa di vita. Se le parti trovassero un’intesa sulle pensioni aiuterebbero la funzione di governo”. A margine dell’assemblea dei consulenti del lavoro, Sacconi ha risposto alle domande relative alla possibilità di interventi del Governo sulle pensioni. “Al momento stiamo lavorando sulla crescita e sull’accelerazione delle infrastrutture”.
Non è tardata la risposta delle varie associazioni sindacali: Vera Lamonica, segretario confederale della CGIL, ha dichiarato che “il ministro Sacconi fa appello alle parti sociali per un avviso comune sulle pensioni. Non ha alcuna credibilità un ministro che ha fatto della divisione tra le parti sociali e dell’attacco alla loro autonomia la ragione della sua esistenza. Si smetta di mettere le mani sulle pensioni”. Il segretario generale UIL, Luigi Angeletti, ha parlato di interventi al rialzo, perchè le pensioni sono troppo basse, mentre Maurizio Petriccioli, segretario confederale della CISL, ha spiegato come sia necessario “un confronto concertativo leale e concreto tra governo e parti sociali” per una riforma così importante.
Pietro Gugliotta

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, prima che la manovra finanziaria che il Governo sta presentando al Senato, è voluto intervenire per chiarire alcuni aspetti. Infatti il presidente della Repubblica ha voluto invocare alcune correzioni che potrebbero essere apportate al testo della manovra, correzioni che andrebbero – secondo Napolitano – a rafforzare sia la crebilità che l’efficacia di questa manovra finanziaria. “Si è ancora in tempo per introdurre in Senato nella legge di conversione del decreto del 13 agosto misure capaci di rafforzarne l’efficacia e la credibilità. Faccio appello a tutte le parti politiche perché sforzi rivolti a questo fine non vengano bloccati da incomprensioni e da pregiudiziali insostenibili” spiega Napolitano. “Nessuno può sottovalutare il segnale allarmante rappresentato dall’odierna impennata del differenziale tra le quotazioni dei titoli del debito pubblico italiano e quelli tedeschi. È un segnale di persistente difficoltà a recuperare fiducia”. Questo l’appello di Napolitano alle forze politiche italiane. In questi giorni si è parlato molto del tema delle pensioni: Tremonti avrebbe voluto intervenire sulle pensioni, ma Berlusconi e Bossi lo hanno stoppato. L’idea del ministro dell’Economia era quella di innalzare gradualmente l’eta pensionabile delle donne, a partire dl 2012 e non più dal 2016, ma l’idea è stata subito bocciata. Intanto l’opposizione, per bocca del capogruppo PD, Anna Finocchiaro, fa sapere che “il Partito Democratico non attuerà alcuna forma di ostruzionismo e presenterà un numero limitato di emendamenti, a patto che vengano approvate due modifiche, ossia l’eliminazione dell’articolo 8 e la cancellazione dei tagli a province, regioni e comuni”.
Pietro Gugliotta

La manovra economica che sta per essere definitivamente varata continua ad essere modificata. E’ delle ultime ore infatti l’ultima variazione, che riguarda il tema delle pensioni. E’ rimasta praticamente attiva solo per due giorni la norma che escludeva il riscatto degli anni di laurea e del servizio militare, ai fini del conteggio dei 40 anni di contributi. Ciò dunque non permetteva al cittadino di considerare il periodo universitario e del servizio militare nel computo totale dei 40 anni validi per l’uscita dal lavoro. Questa norma aveva scatenato la rabbia di molti, non contenti di una scelta che sfavoriva chi ha preferito continuare e puntare sull’acquisizione di una laurea: fra i più indignati senza dubbio la categoria dei medici. Ma come detto, la norma ha avuto una breve vita: solo due giorni, dopo di che è stata tagliata. Infatti a seguito di un incontro, fra il ministro della Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi e i tecnici del Ministero dell’Economia (non era presente Giulio Tremonti, ministro dell’Economia, in collegamento telefonico) la norma è stata bocciata.
Nel frattempo dall’Europa continuano ad arrivare segnali d’ammonimento verso l’Italia, l’Unione Europea infatti avvisa il nostro Paese. “Nell’analizzare i contenuti della manovra italiana, la Commissione europea dedicherà particolare attenzione alle misure strutturali destinate ad agevolare e sostenere la crescita per verificare che esse rispettino i parametri fissati nelle raccomandazioni rivolte dall’Ue all’Italia lo scorso giugno” spiega Amadeu Altafaj, portavoce del commissario europeo per gli affari economici e monetari. Insomma anche l’Unione Europea chiede all’Italia misure sulla crescita economica.
Pietro Gugliotta

Il Consiglio dei Ministri ha varato le nuove misure economiche per provare a sconfiggere la crisi che sta bloccando l’economia italiana. Ecco quali sono dunque, nel dettaglio, i vari provvedimenti proposti dal Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti.
- Irpef, ci sarà l’aumento della quota Irpef agli autonomi, per i redditi oltre i 55.000 euro. La misura che vedrà l’aumento a partire dal 41% attuale, dovrebbe essere proposta per i prossimi due-tre anni, con possibilità di essere prolungata anche in maniera permanente.
- Tfr, sarà ritardato il pagamento del Tfr per gli impiegati statali: il pagamento dell’indennità di buonuscita dei lavoratori pubblici avverrà con due anni di ritardo-
- Feste nazionali, stop ai ponti per le feste “non concordatarie” che si trovano nel mezzo della settimana. Verranno spostate al lunedì.
- Pensioni: dal 2015 innalzamento dell’età pensionistica a 65 anni per le donne nel settore privato.
- Tagli alla politica, i tagli sono molto “sottili” e riguardano principalmente gli enti locali, mentre i deputati nazionali non subiscono grandi tagli (eccetto i voli in classe economica)
- Comuni, saranno accorpati tutti i comuni sotto i 1000 abitanti.
- Provincie, saranno soppresse tutte le Provincie sotto i 300.000 abitanti, solo dopo il prossimo censimento.
- Rendite finanziarie, ci sarà una tassazione del 20% tutte le rendite finanziarie, escludendo gli interessi dei titoli di Stato che restano al 12,5%.
- Contributo di solidarità, per i dipendenti del privato sarà un prelievo pari al 5% per un reddito eccedente i 90mila euro e del 10% per la parte eccedente i 150mila euro. Aliquota al 41% per i redditi superiori ai 55mila euro per i lavoratori autonomi.
Questi i provvedimenti principali, ma ad essere contenuti nella nuova manovra economica ci sono anche altre misure: sono a rischio le tredicesime dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, nuove misure saranno approvate per giochi e tabacco (nuove accise sul fumo), riduzioni per Ministeri ed Enti Locali e la Robin Hood Tax per il settore energetico.
Pietro Gugliotta

La Camera ha finalmente approvato in maniera definitiva la Manovra economica: il testo è stato votato da 321 sì, 270 no e 4 astenuti. Dunque dopo un lungo tira e molla, la Manovra diventa legge: manovra pesante ma necessaria, che graverà molto sulle amministrazioni locali. Non si placano infatti le polemiche per i grossi tagli alle Regioni. Ecco le principali novità:
- Stipendi statali: gli stipendi degli statali resteranno in linea con quelli del 2010, almeno fino all’anno 2013.
- Pensioni: dal 2015 l’età pensionabile si adegua sulle aspettative di vita. La finestra unica per la pensione si aprirà 12 mesi dopo l’età pensionabile. Le donne, impiegate nel settore pubblico, dal 2012 andranno in pensione a 65 anni, come gli uomini.
- Enti locali: grossi tagli a tutti gli enti locali. Sono stati tagliati 800 milioni di euro alle Province, 3.7 miliardi di euro ai Comuni e ben 8.5 miliardi di euro alle Regioni.
- Stipendi ministri: gli stipendi dei ministri e dei sottosegretari vengono tagliati del 10%. Taglio di 10 cent, per ogni voto alle elezioni per i partiti.
- Evasione fiscale: torna il redditometro, che è stato modificato sulle esigenze attuali.
- Aumenti pedaggio: l’aumento del pedaggio sulle autostrade è stato già effettuato da parte dell’Anas già dal primo luglio.
- Sanità: la filiera farmaceutica subisce un taglio del 3.65%, la tessera sanitaria verrà sostituita dalla Carta Nazioanle dei Servizi, che darà vita ad un piano di trasmissione telematica delle ricette.
- Imprese: incentivi per le nuove imprese. Si tratta di esenzioni, detrazioni e deduzioni valide solo per le nuove imprese.
Questo il commento di Renato Schifani, presidente del Senato: “La manovra è dolorosa ma evita il default come è successo per la Grecia. L’entità della manovra ci mette al riparo da speculazioni finanziarie. C’è un clima di difficoltà economica che nasce da Oltreoceano e per sopperire all’esigenza della riduzione del debito si è fatta una manovra in cui si chiedono sacrifici ai cittadini italiani. L’esigenza primaria è la tenuta dei conti”.
Pietro Gugliotta