
Intervenuto questa mattina alla trasmissione “Mattino Cinque”, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti ha tracciato le linee guida della manovra economica che verrà approvata domani. Già questa sera ci sarà la consulta economica del Pdl, mentre domani pomeriggio verrà aperto il Consiglio dei Ministri che dovrebbe varare questa manovra finanziaria.
“La manovra sarà di 24 miliardi. Ieri sono stato da Tremonti. E’ stata una giornata di lavoro intenso” ha esordito il sottosegretario alla presidenza. “Non ci sarà alcun condono edilizio, si tratta piuttosto di mettere a catasto due milioni di unità abitative. Non si metteranno le mani nelle tasche degli italiani, non ci saranno quindi nuove tasse, piuttosto ci sarà la riduzione delle spese dei ministeri, che dovrà essere concordata con i responsabili dei singoli dicasteri”. E sulle pensioni, Bonaiuti spiega: “Nessun ritocco alle pensioni. Non sono assolutamente previsti ritocchi all’ammontare, mentre ci potranno essere rimodulazioni delle finestre di uscita. L’entità non si tocca. Vedremo se ritoccare le finestre, cioé i tempi di uscita. Ma ne stiamo parlando con le parti sociali. Non ci sarà macelleria sociale”. Verranno sicuramente toccate le tasche dei manager, “Giusto che chi guadagna di più dia un segnale equo al paese, nel momento dei sacrifici” ha concluso Bonaiuti.
Intanto sono state convocate per domani alle ore 12, a Palazzo Chigi, le parti sociali, datoriali e sindacali: oltre 60 sigle verranno ricevute a partire della ore 12 in questo incontro che dovrà far discutere le parti sulle “misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e la competività economica” dell’Italia, come si legge su una nota firmata dalla presindenza del Consiglio.
Pietro Gugliotta

Il Fondo Monetario Internazionale, il FMI, ha rilasciato oggi un rapporto, il Fiscal Monitor, approvato dal direttore del dipartimento Affari Fiscali, Carlo Cottarelli. La ricetta del Fondo include due fronti principali: il primo è quello delle pensioni, il secondo è l’ambiente sanitario. Ecco uno stralcio del rapporto promosso dal FMI.
“Per quanto riguarda il sistema sanitario, la sfida maggiore e fino ad ora è stata sottovalutata, specie in Europa. Le nostre nuove proiezioni indicano che le spese per la salute potrebbero aumentare di 3,5 punti percentuali del Pil nell’arco del prossimo ventennio nei paesi avanzati. Per questo servono riforme per calmierare i prezzi, limitare i benefit pubblici e ridurre la domanda di servizi sanitari magari introducendo forme di co-pagamento in modo da disincentivare le richieste di servizio non autenticamente motivate. Auspichiamo un aumento generalizzato a livello globale di due anni dell’età pensionabile che permetterebbe di compensare l’aumento previsto dell’1% delle spese per pensioni nell’arco dei prossimi venti anni. Ma se molti paesi sono riusciti a riformare in misura significativa i loro piani pensionistici, la difficoltà incontrata invece per quanto riguarda la sanità è manifestata dalla scarsità di progetti di riforma rilevanti nei paesi avanzati che mirino primariamente a ridurre le spese. Sul fronte fiscale - conclude il rapporto del Fondo - si ritiene che un maggiore grado di efficienza permetterebbe di ottenere maggiori entrate pari al 2,8% del Pil. In alcuni casi tuttavia andrebbe considerato anche un inasprimento della pressione”.
Pietro Gugliotta

Nella nota rilasciata quest’oggi, l’Inps comunica che i conti sono in attivo, ma la spesa è in netta crescita. E’ questo il dato principale che emerge dai dati di bilancio dell’Inps, dati contenuti nel rapporto che è stato presentato alla Camera. Aumenta anche la spesa per le pensioni: nel 2009 la spesa è stata di 173,127 miliardi di euro, in crescita del 3% rispetto all’anno passato, con 697mila nuove pensioni accolte e liquidate, in calo del 4% rispetto all’anno precedente, con un’incidenza sul Pil dell’11,32%.
L’ottim notizia arriva dal bilancio in attivo: l’Inps infatti archivia il bilancio 2009 con un avanzo finanziario di 7,961 miliardi. Le entrate si attestano a 276,643 miliardi di euro, in aumento del 2,3% rispetto al 2008, e le uscite a 268,682 miliardi, cresciute del 4,6%. Un dato negativo che emerge, è quello delle invalidità: l’Inps ha revocato nel 2009 il 15% delle invalidità, effettuando anche 200mila controlli.
Questo il commento del ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. “Nel campo della previdenza abbiamo compiuto riforme significative, senza conflitto sociale, l’assenza del quale non deve portare a sottovalutarle. Sono entrati in vigore i coefficienti che con saggezza la riforma Dini aveva previsto per adeguare le prestazioni all’allungamento della vita e si incroceranno ormai presto con l’adeguamento dell’età delle pensioni all’allungamento delle aspettative di vita calcolato dall’Istat”. Sacconi poi si concentra sul fenomeno del lavoro sommerso. “Il fenomeno del lavoro sommerso è abnorme ed è doveroso e possibile combatterlo soprattutto al Sud. Contro l’economia sommersa – ha spiegato Sacconi – bisogna lavorare anche con le funzioni di vigilanza dell’istituto. Bisogna usare il bastone della vigilanza e la carota, cioè la possibilità di regolarizzare i lavoratori con i voucher”.

Tremonti è tornato a parlare della crisi. Per il Ministro, intervenuto al Forum di Cernobbio della Confcommercio, ha riferito che la crisi continua a girarci intorno, e che i governi hanno dato alla finanza i soldi per salvarsi, ma ora la finanza stessa utilizza tali risorse per speculare contro i governi. Insomma, uno scenario non idilliaco, ma sulla tenuta del paese Tremonti non ha dubbi.
Il ministro ha sottolineato una priorità su tutte, ossia la riforma fiscale, precisando come tempistica base due o tre anni, giusto il tempo di mettere su una vera e propria riforma strutturale il più possibile condivisa. Gli ostacoli sono tanti, il problema delle pensioni non è drammatico, ma neanche da sottovalutare, e l’assistenza agli anziani richiede sempre più risorse. La definizione di basi stabili è il presupposto per una riforma di successo. Il Ministro ha voluto sottolineare che l’attuale sistema fiscale è stato disegnato negli anni Sessanta, e tramutato in legge negli anni settanta e successivamente rattoppato. Pare ovvio che ora risulti superato. L’obiettivo dichiarato è quello di allineare il sistema fiscale all’attuale sistema sociale ed economico del paese.
Tremonti ha poi voluto insistere sulla necessità di un comparto di regole comuni per i mercati finanziari dichiarando: “Non avere regole non è positivo, è stato uno dei fattori della crisi. E’ meglio avere regole europee, per quanto riguarda il mercato, che una assenza di regole. L’ideale sarebbe avere regole universali, ma se questo non è possibile la cosa migliore è avere regole europee”.

In Europa il problema delle pensioni è molto sentito un po’ ovunque, in Francia si avverte già da tempo la necessità di innalzare l’età pensionabile, Zapatero in Spagna lotta contro i sindacati per ritoccare il sistema pensionistico, per non parlare poi della Grecia in piena crisi. Dal vertice europeo straordinario di Bruxelles, il premier Berlusconi evidenzia l’urgenza di intervenire. A margine del vertice dedicato agli aiuti alla Grecia, in difficoltà a livello di conti pubblici, Silvio Berlusconi ha dichiarato: “Le pensioni pesano sempre più sui bilanci di tutti gli Stati e al vertice europeo ho posto il problema dell’età pensionabile”.
Sia in Francia che in Grecia, recenti sondaggi mostrano come la maggior parte dei cittadini voglia mantenere l’età pensionabile a 60 anni. Contro l’innalzamento dell’età pensionabile inoltre ci sono anche sindacati ed opposizione, dunque intervenire diviene molto complicato. Secondo “Le Figaro”, Sarkozy toccherà l’argomento in parlamento solo dopo le regionali di fine marzo.
In Spagna, Zapatero è stato sommerso da critiche, ma il vicepremier Elena Salgado ha lasciato intendere che se non ci sarà l’innalzamento dell’età pensionabile, probabilmente per mantenere l’attuale livello di welfare saranno costretti ad aumentare le tasse. In Italia, in una relazione della Corte dei Conti, si evince che i conti dell’Inps tornano, ma nel medio-lungo periodo il sistema potrebbe non reggere. Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha però dichiarato che il sistema pensionistico italiano è al riparo da pericoli di non sostenibilità.
Giuseppe Raso

Alla convention del Pdl di Arezzo, il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, torna a parlare di tasse, garantendone la riduzione quando la situazione economica lo permetterà. Il Ministro ha voluto precisare che è priorità dell’esecutivo “conservare le persone e la coesione sociale”, facendo intendere che un taglio delle tasse in questo momento potrebbe essere dannoso per sanità, sicurezza e pensioni. In merito alla politica adottata nei confronti delle banche dal presidente USA Obama, il ministro è parso molto scettico sulla tempistica di attuazione della stessa, giudicandola tardiva.
Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, replica seccamente alle parole del ministro, che lo accusavano di essere pro aumento delle tasse, dichiarandosi semplicemente stanco di sentire la solita favola dell’abbassamento delle tasse. Bersani ha sottolineato come diversi paesi (Gran Bretagna, Francia e Germania) stiano facendo riforme fiscali in tempi di crisi, cosa che l’Italia non è intenzionata a fare. Per Treu, senatore del Partito Democratico, troppe le contraddizioni attorno a Tremonti e al governo, che hanno preferito concentrarsi sullo scudo fiscale, piuttosto che dare priorità alle famiglie e ai redditi da lavoro.
Ottimista il ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola, che si è detto convinto che entro la fine dell’anno partirà il taglio delle tasse, tutto questo grazie alla gestione rigorosa dei conti del 2008, 2009, 2010.
Giuseppe Raso

Da gennaio le pensioni saranno un po’ più leggere, infatti dal prossimo mese entreranno in funzione i nuovi coefficienti per il calcolo dei trattamenti di vecchiaia calcolati con il sistema misto o solo contributivo. È da ricordare che la revisione dei parametri era già in programma nella riforma Dini (legge 335/95) e doveva scattare ogni dieci anni. La legge 247/07, stabilì invece di fare partire in nuovi coefficienti dal 2010 con aggiornamento ogni 3 anni.
Secondo stime del Sole 24 Ore, la riduzione potrebbe oscillare tra lo 0,8% e il 3,7%. La Cgil calcola che con il metodo di calcolo contributivo, dal 2010, si perderà circa il 4% della pensione rispetto a coloro che vanno in pensione oggi con il sistema misto. Perdite ancora più consistenti se confrontate con le pensione prevista dal sistema retributivo. A subire maggiormente gli effetti dell’aggiornamento, saranno sicuramente i lavoratori la cui pensione si basa sul solo sistema contributivo. Un esempio ci aiuterà a capire meglio il decremento, una lavoratrice con 30 anni di contribuzione, avrà una pensione di circa 1.800 euro con il sistema retributivo o misto, e di circa 1500 euro in caso di sistema contributivo, con i criteri attuali. Con i nuovi parametri del 2010, arriverebbe a prendere invece una pensione di circa 1.700 euro con il sistema misto, o 1.400 con il contributivo. Perdite non indifferenti.
Per il Ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, non succederà nulla di grave, in quanto le pensioni aumenteranno seppur in misura minore. Domenico Proietti, segretario confederale della UIL, è categorico, per lui i nuovi coefficienti sono inadeguati alla realtà del nostro sistema, e chiede a gran voce nuovi criteri per la determinazione dei coefficienti.
Giuseppe Raso