Posts Tagged ‘Pier Carlo Padoan’

Ocse:

Ocse: “Nel 2011 crescita dell’Italia sotto aspettative G7″

Posted on 12 apr 2011 at 11:42am

La crescita dell’economia italiana preoccupa l’Ocse: l’organismo internazionale ha infatti analizzato le stime sull’anno in corso, il 2011, ed ha riscontrato una crescita troppo lenta per quello che riguarda l’economia italiana. Nel documento prodotto proprio dall’Ocse, denominato Interim Economic Assestment per il 2011, si scopre come la crescita dell’economia italiana si attesterà all’1.3%. Dove è il problema? Il fattore negativo sta nel paragonare questo dato con quelli degli altri Paesi del G7: infatti la crescita media prevista per questi altri paesi, si attesta al 3%. Dunque possiamo ben capire le preoccupazioni dell’Ocse, che ha segnalato subito questi dati all’Italia, che a questo punto si candida nel non eccezionale ruolo della cenerentola del G7, escludendo il Giappone, che dopo la catastrofe, è stato estromeso dalle analisi e dalle valutazioni economiche. Pier Carlo Padoan, capo economista dell’Ocse, offre la sua chiave di lettura della situazione economica all’interno del G7. “Le prospettive della crescita oggi appaiono significativamente migliori di quanto sembrasse pochi mesi fa. Le previsioni sono più alte in tutta l’area Ocse e la ripresa sta diventando in grado di autoalimentarsi, e questo significa che ci sarà meno bisogno di sostenerla con le politiche fiscali o monetarie. La ripresa sembra nettamente migliore oggi di quanto si annunciasse qualche mese fa, e comincia a rivelarsi autosufficiente”.

Pietro Gugliotta

Ocse:

Ocse: “Ripresa lenta”. E in Italia cala ancora il Pil

Posted on 09 set 2010 at 3:43pm

L’OCSE, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (denominata anche OCDE ha presentato un nuovo rapporto, titolato “Il il clima di incertezze provoca un rallentamento della ripresa”. Queste le parole di Pier Carlo Padoan, capo economista dell’Ocse. “Per quanto riguarda le tendenze generali dell’economia globale, il rallentamento dell’economia globale si annuncia più pronunciato del previsto. In ogni caso il rallentamento sarà comunque temporaneo ma è difficile prevederne la durata. Se la frenata sarà breve, verrà solo ritardata l’exit strategy della politica monetaria, se invece dovesse prolungarsi saranno forse necessari nuovi stimoli di politica monetaria“. Sicuramente non ci sono buone notizie per l’Italia. L’Italia infatti è l’ultima economia nel G7, secondo le previsioni dell’Ocse: il nostro paese tornerà in negativo nei prossimi due trimestri (l’unico paese nel G7), con una flessione nel Pil pari a -0.3% su base annuale. Leggero miglioramento nel prossimo terzo trimestre, ma la variazione positiva sarà solo di +0.1%, troppo bassa: dunque anche nel terzo trimestre l’economia italiana sarà la peggiore del G7. Ecco le previsioni degli altri paesi, differenziando quella del terzo trimeste e quella del quarto trimestre.
Usa (+2,0%/+1,2%),
Giappone (+0,6%/+0,7%),
Germania (+0,7%/+1,1%),
Francia (+0,7%/+0,3%),
Italia (-0,3%/+0,1%),
Gran Bretagna (+2,7%/+1,5%),
Canada (+2,2%/+2,3%),
Le previsioni medie del G7 sono pari a +1,4% nel terzo trimestre e di +1% nel quarto.

Pietro Gugliotta

Padoan (Ocse):

Padoan (Ocse): “Servirebbe il Fondo Monetario Europeo”

Posted on 03 mag 2010 at 2:07pm

Pier Carlo Padoan, capoeconomista dell’Ocse, torna a parlare del Fondo Monetario Europeo, nella conferenza stampa di fine lavori del meeting dell’Aspen Institute Italia a Berlino.
“A mio parere la crisi greca dimostra che vi è la necessità di due nuove funzioni nell’eurozona: sorveglianza multilaterale e uno strumento finanziario, un fondo, per bloccare le crisi sul nascere.
La prima esigenza dell’eurozona
- esordisce Padoan – è una sorveglianza più articolata e con caratteristiche strutturali che permetta di analizzare le fonti di crescita di un paese nel lungo periodo perché la crisi greca, oltre che essere figlia di un problema di liquidità, è anche conseguenza di scarsa crescita strutturale. La seconda funzione che manca è quella che potrebbe essere svolta da uno strumento finanziario, una facility, che sia subito a disposizione quando si tratta di prevenire una crisi ed evitare che diventi difficile da gestire.
Se vogliamo chiamare tutto questo Fondo Monetario Europeo
- prosegue il capoeconomista -  a me poco importa ma sicuramente c’è consenso sull’esigenza di avere queste due funzioni. La crescita riprenderà ma a velocità differenti e l’Europa crescerà di meno. Nei prossimi anni avremo il problema di un consolidamento fiscale generalizzato per quasi tuti i Paesi avanzati.
Allo stesso tempo, in mancanza di significative correzioni di politica economica, la crescita riprendera’ ma a velocita’ diverse. E’ difficile
- ha concluso Padoan – fare una graduatoria della crescita: le economie emergenti continuano a crescere, gli Stati Uniti riprenderanno la crescita a velocita’ moderata e l’Europa crescera’ di meno.
Questo pone un problema di politica economica e di capacità di prendere decisioni che siano sostenibili e abbiano consenso. Tutti i Paesi avranno il problema di consolidare la propria posizione fiscale e sostenere la crescita”.