
Iniziano a circolare le prime voci sulla futura manovra che il Governo Monti dovrebbe presentare. Si parla con sempre più insistenza di una manovra correttiva da 20 miliardi, che permetterebbe di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013. Se Monti dovesse ottenere indicazioni positive da Bruxelles, con suggerimenti meno restrittivi, la manovra potrebbe scendere fino a 15 miliardi. L’alternativa, dunque con misure molto restrittive da Bruxelles, potrebbe vedere appunto una manovra correttiva da 20-25 miliardi di euro. Fra le idee che sembrano essere circolate nello scorso Consiglio dei Ministri, la possibilità di avviare alcuni interventi atti a sostenere il sistema produttivo italiano: si potrebbe ridurre il carico fiscale sui lavoratori e sulle imprese, diminuendo il peso dell’Irap. Inoltre fra le proposte in ballo c’è la possibilità di passare per un premio fiscale alla capitalizzazione delle imprese. La manovra comunque sarà molto articolata, come conferma lo stesso Monti. “Le linee di una complessa politica economico-sociale saranno presentate nei prossimi giorni. Proprio per questo c’è voluto più tempo del previsto per mettere a punto la squadra di governo”. La manovra verrà articolata in tre filoni: il primo riguarda le misure più urgenti, con particolare attenzione ai nuovi tagli alla spesa, il secondo livello riguarderà il sostegno alla crescita mentre il terzo punto sarà quello delle riforme strutturali. Verrà ritoccato il sistema delle pensioni, si sta lavorando sulla reintroduzione dell’Ici sulla prima casa, mentre più difficoltà sulla patrimoniale, bocciata apertamente da Silvio Berlusconi. La nuova manovra potrebbe essere presentata la prossima settimana, a pochi giorni dal nuovo Consiglio Europeo dell’8-9 dicembre.
Pietro Gugliotta

Olli Rehn, vicepresidente della Commissione europea e commissario per gli Affari economici e monetari, è stato ascoltato ieri in una audizione alla Camera. E’ nel nostro paese per fare una relazione sull’attuale situazione e sull’avanzamento dell’attuazione del piano di misure promesse all’Ue. Nel suo intervento ha parlato positivamente del nuovo premier, il prof. Mario Monti, che dunque riceve un altro parere positivo in pochi giorni, dopo la fiducia raccolta dall’incontro con Nicolas Sarkozy e Angela Merkel. “Ho sempre amato la cultura italiana, da ragazzo leggevo i libri di Guareschi e mi piace pensare che sia Don Camillo che Peppone sosterrebbero oggi il governo Monti” spiega con una battuta Olli Rehn, che poi prosegue la sua analisi sulla situazione italiana. “Ha davanti sfide formidabili, anche per le debolezze antiche. Oltre al consolidamento di bilancio, sono necessarie ambiziose misure per rilanciare la crescita, garantendo l’equità sociale. Non c’è strada alternativa a quella della riduzione del rapporto debito-Pil. Ma in Italia sono necessarie anche le riforme strutturali per incentivare la crescita” prosegue il commissario europeo agli affari Economici e monetari, esortando il nostro paese ad avere una politica più aggressiva. “L’Italia deve avere un atteggiamento aggressivo in tema di riforme strutturali. Il precedente esecutivo si era occupato meno di riforme strutturali” lanciando dunque una stoccata al precedente Governo di Silvio Berlusconi. “E’ essenziale che venga dato corso alle decisioni prese, non a partire dal 2013, ma anticipandole al 2012″ chiarisce Olli Rehn. “Questo consentirebbe – conclude il vicepresidente della Commissione europea e commissario per gli Affari economici e monetari - di contenere il contagio e favorirebbe una ripresa economica. Monti è stato molto chiaro sul fatto che il suo governo prenderà le misure necessarie per arrivare al pareggio di bilancio nel 2013″.
Pietro Gugliotta

Il Fondo Monetario Internazionale, o FMI, ha condotto una analisi sulla situazione economica del paesi più avanti, sicuramente non ci sono buone notizie per il nostro paese. L’Italia infatti risulta più lenta a ripartire dopo la crisi, a causa di un deficit di competività. Ecco uno stralcio dell’analisi del FMI.
“La ripresa alla fine ha guadagnato un pò di forza, ma con ogni probabilità resterà ancora moderata e irregolare. Ci sono dunque differenze pronunciate all’interno della regione dovute in particolare alle condizioni dei bilanci del settore pubblico e di quello privato e allo spazio che hanno le politiche macroeconomiche di sostenere la ripresa. Ci si aspetta una ripresa moderata in Germania, per la Francia si parla di una crescita modesta, mentre in Italia ci si attende una ripresa ancora più lenta. In Italia esiste un persistente problema di competitività che limita lo spazio per la crescita dell’export e il programmato consolidamento fiscale indebolisce la domanda privata. Il consolidamento fiscale deve iniziare nel 2011. Le politiche di bilancio dei governi si stanno muovendo dagli stimoli a breve termine ad un consolidamento di medio periodo. Tuttavia le politiche fiscali devono urgentemente mettere a punto misure per ridurre i deficit nel medio periodo. Ciò è necessario non solo per contrastare e alla fine invertire il consistente rialzo dei livelli di debito pubblico, ma anche per cercare maggior spazio di manovra nel breve periodo. Gli aggiustamenti di bilancio devono essere supportati da riforme strutturali. È di massima importanza il fermo impegno verso strategie ambiziose e credibili per ridurre i deficit nel medio termine, preferibilmente con riforme delle tasse e della spesa che diventino effettive nel futuro e sostengano investimenti e lavoro nel medio periodo. E’ un obiettivo più urgente ora di sei mesi fa, dal momento che potrebbe esser necessario un ulteriore accomodamento fiscale a breve termine se l’attività economica globale rallentasse molto più del previsto”.
Pietro Gugliotta