
La Cgil è scesa in piazza a fianco dei pensionati in occasione della manifestazione nazionale che si sta tenendo a Roma. Infatti pensionati e pensionate d’Italia si sono dati appuntamento alle ore 10 in Piazza del Popolo a Roma, per “Nessun Dorma“, contro “le politiche del governo” e contro la “macelleria sociale” in tema di welfare, sanità e previdenza. “Questo governo proprio non va, la prospettiva di questo Paese si potrà riaprire solo quando riusciremo a fare l’unico licenziamento ammissibile: quello di questo governo” esordisce Susanna Camusso, che poi scende nel dettaglio parlando di licenziamenti. “Il governo sappia che un sindacato contrasterà sempre i licenziamenti. Su questo punto non incontrerà mai il giudizio positivo delle organizzazioni sindacali. Un sindacato lavora per l’occupazione, non per l’opposto. Non ho mai trovato un Paese in cui per crescere bisogna licenziare. Il governo deve dirci se ha intenzione di ridurre gli ammortizzatori sociali come noi sospettiamo che abbia intenzione di fare” spiega il leader della Cgil. In ogni caso, la Camusso ha frenato sulla possibilità di avviare uno sciopero insieme a Uil e Cisl. Nei prossimi giorni si terrà un incontro fra il leader Cgil e il numero uno della Uil, Luigi Angeletti, proprio per cercare un riavvicinamento fra la Cgil e il blocco Cisl-Uil.
Pietro Gugliotta

Si è tenuta sabato a Roma, la prima manifestazione organizzata dalla Cgil, con il nuovo segretario Susanna Camusso. Tanti i temi che la Camusso ha affrontato dal palco della manifestazione: scuola e riforma Gelmini, il ddl lavoro e dunque un ovvio attacco al Governo. Fra i partecipanti alla manifestazione, erano presenti anche i leader dell’opposizione come Vendola, Bindi, Di Pietro e Bersani. Nessun “balletto” di cifre fra Cgil e Questura, perchè l’organizzazione sindacale non ha voluto dare nessuna stima sui numeri, ma la Camusso ha confermato una grande presenza in piazza. “I numeri ci dicevano che sarebbe stata una grande manifestazione ed eccola”. La leader sindacale ha espresso il proprio disappunto sulle politiche offerte dal Governo. “Al Governo chiediamo risposte e politiche di contrasto alla crisi che fino ad ora non ha avuto, in due anni questo Governo ha tanto parlato, ma non ha fatto nulla per l’occupazione, il lavoro ed il futuro“. Primo punto dolente, la riforma scolastica del ministro Gelmini: “il ministro la smetta di fare appelli su Youtube, vada in Parlamento, dica che ritira il ddl e apra un tavolo di confronto. Solo così si costruisce una vera riforma dell’università”. Chiusura con un pensiero sul ddl lavoro: “è una legge crudele ingiusta”. La Camusso spiega che ci sono circa 60 giorni per impugnare il contratto: è chiaro che specie per i precari sarà una scelta molto difficile: “vogliamo dire a tutti i precari che sappiamo che è una scelta difficile: la conferma di un lavoro, seppure precario, e la volontà di chiedere giustizia”.
Pietro Gugliotta

Piu che debito pubblico, l’Italia soffre un debito “locale”. Sono infatti gli enti locali che superano addirittura il debito Statale dell’Italia. Una differenza incredibile, che viene costata dalla Corte dei Conti. Secondo l’ente contabile infatti, il debito statale raggiungerà il 118.4% del Prodotto interno lordo, ma gli Enti Locali hanno saputo fare di “meglio”. Infatti nel 2008, i debiti municipali erano pari a 62 miliardi di euro, Roma esclusa: includendo anche la Capitale, questo debito supera e non di poco i 70 miliardi di euro. Facendo un rapido e sommario calcolo, ci sono oltre mille euro di debito per ogni cittadino italiano. Situazioni record? Oltre della già citata questione di Roma, anche Catania lo scorso hanno ha rischiato la “bancarotta”: il premier Berlusconi però è riuscito ad stanziare 140 milioni di euro circa per tappare questa enorme falla della città siciliana. Per quello che riguarda il dato di comune più indebitato – in relazione al numero dei cittadini – lo scettro poco ambito di comune più indebitato spetta a Torino, dove per ogni torinese c’è un debito di 5.564 euro.
“La sostenibilità del debito – si legge in una nota della Corte dei Conti - considerando sia il peso degli interessi che quello delle quote capitale risulta nel complesso dei comuni critica, in quanto parte dell’onere è coperto con risorse di natura straordinarià. Gli enti in disavanzo nel 2008 sono di numero crescente (da 63 a 82) rispetto agli esercizi precedenti e l’ammontare del disavanzo complessivo aumenta di oltre il 20%. La situazione non appare nel complesso incoraggiante, risultando in aumento gli enti interessati e le situazioni di alcuni di essi appaiono allarmanti. Nel 2009 l’importo dei debiti fuori bilancio è in aumento, ma tale andamento sconta la non completezza degli enti interessati alle rilevazioni”.

Una ricerca statistica della Banca d’Italia e dell’Istat ha evidenziato come il 2009 sia stato un anno record per i debiti delle famiglie italiane. Addirittura nel mese di dicembre, il debito di ogni famiglia ha toccato quasi quota 16.000 euro, fermandosi a 15.930 euro. Il Cgia di Mestre ha portato avanti questa inchiesta – sui dati della Banca d’Italia e dell’Istat – ed ha mostrato quanto incidono in questa situazione debitoria i prestiti per l’acquisto di beni mobili e i mutui accesi per l’acquisto di una casa. Inoltre – quasi paradossalmente – sono le città dai redditi più alti ad essere le più indebitate: guida questa speciale classifica la Capitale, Roma, con 22.394 euro a famiglia, seguita da due città del nord come Lodi (22.218 euro a famiglia) e Milano (22.083 euro per famiglia). Ultime in questa classifica le città sarde: per esempio, la provincia di Carbonia-Iglesias ha una media di debito per famiglia pari a 7.486 euro, o addirittura Ogliastra solo 5.784 euro. Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre, commenta i dati a livello nazionale. “Innanzitutto le province più indebitate sono quelle che presentano anche i livelli di reddito più elevati. E’ chiaro che tra queste famiglie in difficoltà vi sono molti nuclei appartenenti alle fasce sociali più deboli. Tuttavia, la forte esposizione di queste realtà, soprattutto a fronte di significativi investimenti avvenuti negli anni scorsi nel settore immobiliare, ci deve preoccupare relativamente”.
Pietro Gugliotta

Partiranno nei prossimi giorni i saldi in Italia. La stagione estiva dei saldi partirà dal Piemonte, l’1 luglio infatti Torino da il via a questa campagna di forti sconti che si spera possa aiutare l’economia e permettere ai cittadini di risparmiare. Il Codacons avverte che – secondo le stime – il trend sarà negativo, ci sarà un calo degli acquisti rispetto al 2009. Infatti i commercianti nutrono scarse attese da un periodo che fino a qualche anno fa era visto con grande ottimismo, sia dai commercianti che dai cittadini stessi. “I saldi estivi faranno registrare acquisti stabili o in lieve calo rispetto a quelli del 2009. Sulla base delle nostre stime, prevediamo a Roma una spesa a famiglia in linea con quella dello scorso anno, che si aggirerà attorno ai 200 euro, mentre solo una percentuale compresa tra il 50 e il 55% dei cittadini potrà avvalersi degli sconti di fine stagione. Crediamo che i saldi estivi debbano essere anticipati al mese di giugno soprattutto se si vuole ridare fiato al commercio, specie quello della piccola distribuzione, che appare sempre più in crisi”.
Questo il calendario delle principali città italiane per i Saldi estivi 2010:
Torino 1 luglio – 30 settembre;
Napoli 2 luglio – 29 settembre;
Milano 3 luglio – max 60 gg.;
Bologna 3 luglio – 4 settembre;
Perugia 3 luglio – max 60 gg.;
Roma 3 luglio – max 6 settimane;
Bari 3 luglio – 15 settembre;
Reggio Calabria 3 luglio – 31 agosto;
Palermo 3 luglio – 15 settembre;
Firenze 7 luglio – 7 settembre;
Ancona 7 luglio – 30 settembre;
Cagliari 8 luglio – 8 settembre;
Genova 9 luglio – max 45 giorni;
Venezia 17 luglio – 31 agosto.
Pietro Gugliotta

Come ci ricorda Wikipedia, “la Confederazione Generale dell’Industria Italiana, conosciuta anche come Confindustria è la principale organizzazione rappresentativa delle imprese manufatturiere e di servizi italiane”. Questa associazione fu fondata il 5 maggio 1910, dunque ha appena compiuto i suoi primi cento anni di vita. E la Confindustria ha voluto festeggiare questo speciale compleanno con una grande mostra fotografica alla Triennale di Milano, “Cento anni di imprese per l’Italia”: oltre trecento immagini e video sulla vita di questa importante associazione, per testimoniare l’impegno nel mondo dell’industria di Confindustria. La mostra fotografica resterà aperta fino al 6 giugno e poi sarà a Roma, dal 30 settembre al 30 novembre.
A inaugurare la mostra ieri, era presente la presidentessa dell’associazione, Emma Marcegaglia, ecco il suo pensiero sulla storia della Confindustria e sul futuro che può avere. “La storia delle nostre imprese è la storia del paese. In questi 100 anni Confindustria è stata un punto di riferimento e un’ulteriore garanzia di democrazia e libertà. In molti casi la Confederazione ha supplito, con i sindacati, all’assenza della politica, realizzando accordi che hanno cambiato le sorti dell’Italia.
Quando agli imprenditori è stato chiesto di impegnarsi, non abbiamo mai fatto mancare il nostro sostegno. Sono orgogliosa di essere la presidente di Confindustria e faccio a tutti gli imprenditori gli auguri di buon compleanno perché questa è la nostra festa.
Avremo altri 100 di questi anniversari e a quelli dobbiamo guardare: imparare dal passato con l’occhio rivolto al futuro, alla crescita, alla nuove sfide che ci attendono. Questo centenario non vuol essere una celebrazione fine a se stessa, ma una riflessione sulla nostra storia per andare oltre, capire come diventare più forti, come imprese e come paese”.

Potremmo dire, scherzosamente, che l’Italia è una Repubblica fondata sul…mattone! Il mercato di questo settore infatti non sembra conoscere grandi crisi, ma piccoli stop locali che fanno calare alcuni prezzi.
Le previsioni degli operatori, per il 2010, infatti parlano simbolicamente di un vero e proprio “stivale a macchie”, dove le macchie rappresentano gli aumenti. Bisogna saper entrare nel momento giusto nell’affare del mattone, dato che anche solo il ritardo o l’anticipo di qualche mese vuol dire perdere parecchi euro.
Pensando a tracciare un bilancio, che va dal marzo 2009 all’attuale marzo 2010, possiamo definire alcuni valori: Napoli e Palermo hanno perso valore immobiliare, sono le due città che hanno perso maggior valore, la città campana 7,8% mentre quella siciliana il 7,7%.
Ma non sono le uniche due città in negativo, confermano questo trend anche Venezia (-6%), Milano e Roma tengono un po meglio e si mantengono su un meno tre percento (- 3,4% per Milano e -3,1 la capitale).
Nel medio periodo, per la precisione 5 anni, ecco il valore che un appartamento ha potuto fruttare in alcune città: a Milano un buon +12,3%, buona rivalutazione per la città lombarda; maggiore valore però ha un appartamento acquistato nel 2005 nella capitale, a Roma infatti la rivalutazione tocca il 13,4%, mentre in Piemonte, a Torino, la rivalutazione arriva al 10,7%.
Male il Sud, dove prendiamo Napoli come campione, dove il valore scende al 4,6% che, se escludiamo il valore dell’inflazione, vuol dire proprio uno zero percento, cioè nulla.
Ma nei prossimi mesi si attende una maggiore considerazione delle banche che dovrebbero ricominciare ad erogare i mutui.

Gran parte degli affitti in Italia è in nero come scoperto da molte inchieste giornalistiche, che hanno dimostrato come case di proprietà di Italiani vengano affittate con canoni altissimi ad extracomunitari clandestini, studenti, lavoratori in trasferta e famiglie meno abbienti, il tutto senza lasciare traccia contabile. Un’evasione fiscale che oltre a far danno all’economia del paese, va a colpire quelle categorie di persone più deboli.
Per il Sunia, il sindacato inquilini, l’evasione fiscale in ambito immobiliare riguarderebbe oltre un milione e mezzo di case. Per ciò che concerne i dati della Guardia di Finanza, circa i controlli svolti lo scorso anno, è emerso che su 2.639 verifiche l’evasione fiscale complessiva ammonterebbe a circa 18 milioni di euro, di cui 13 milioni riguardanti gli affitti. Numeri che danno un’idea precisa della grandezza del fenomeno, che non riguarda soltanto i contratti di locazione ma anche i contratti di compravendita immobiliare. L’evasione totale accertata per questi ultimi ammonterebbe a 5,4 milioni di euro.
Gli studi del Sunia fotografano dunque una situazione ben precisa, il 40% dei contratti sfugge al fisco, generando una voragine importante nei conti statali. Le città che guidano la speciale graduatoria degli affitti in nero sono: Milano, Genova, Roma, Vicenza, Napoli, Salerno e Torino. In queste città il fenomeno assume proporzioni gigantesche nei centri, dove è cospicua la presenza di extra-comunitari e studenti, le due categorie che subiscono maggiormente questa situazione, che per necessità sono costretti a firmare contratti palesemente irregolari, con affitti sproporzionati e diritti e garanzie quasi inesistenti.

Vicente Gonzalez Loscertales, segretario generale del Bureau International des Expositions (BIE), ha elogiato l’Expo di Milano, per lui infatti l’organizzazione è eccellente ed il coordinamento è ottimo. Dopo varie bacchettate finalmente parole positive per l’Expo 2015. Sempre Loscertales ha dichiarato: «Essere riusciti ad arrivare a questo punto in soli dieci mesi di lavoro è un risultato straordinario».
Lo spagnolo Loscertales ha pronunciato tali parole a Palazzo Marino, dopo aver passato la mattinata nell’ufficio dell’Expo nella sede della Bovisa. Un gruppo di architetti ha inoltre illustrato al segretario della BIE a che punto sono i lavori del progetto che dovrà essere ufficialmente presentato a Parigi entro il 30 aprile. Loscertales è poi tornato sulle polemiche dell’ultimo periodo, riguardanti i ritardi dell’organizzazione, affermando chiaramente di non avere alcuna preoccupazione e che l’area dell’Expo 2015 diventerà un punto di riferimento per l’interpretazione dell’Expo del futuro.
Per il presidente è senza ombra di dubbio la stampa italiana a fare tanta confusione in merito alle polemiche sulle infiltrazioni criminali. Il sindaco Letizia Moratti e l’amministratore delegato di Expo Spa, Lucio Stanca, hanno sottolineato con orgoglio che le parole del segretario generale del BIE sono un riconoscimento alla qualità del lavoro svolto e al rispetto dei tempi. Proprio per quanto riguarda i tempi, Moratti ha riferito che la bozza del progetto da registrare entro la fine di aprile sarà presentata al comitato di coordinamento con il governo nella settimana dall’8 al 12 marzo a Roma.
Giuseppe Raso

La collaborazione tra i comuni italiani e l’Agenzia delle entrate ha fruttato un 3,6 milioni dalla lotta all’evasione fiscale. Dalla conferenza stampa, indetta per illustrare i primissimi risultati del Protocollo d’intesa antievasione (siglato nel novembre 2009 tra agenzia delle Entrate, Anci e Ifel), il direttore dell’agenzia delle entrate, Attilio Befera, ha riferito che si intravedono grosse possibilità per il futuro con questo nuovo provvedimento, sia nel contrasto all’evasione fiscale sia in un prospettiva più ampia in previsione del federalismo fiscale.
Ben 3.216 segnalazioni trasmesse dai comuni agli uffici dell’agenzia delle Entrate, delle quali più di 400 sono già in fase di accertamento. I fenomeni di evasione scovati riguardano soprattutto l’area legata al territorio e all’urbanistica, che assorbe circa il 70% delle segnalazioni.
Ad essere operativi sono già 300 comuni, tra i quali si possono contare le prime grandi adesioni di Bologna, Torino e Roma. In prospettiva si ipotizza la possibilità di arrivare ad una maggiore imposta accertata tra i 400 e i 550 milioni di euro annui. I comuni da questa collaborazione incasseranno il 30%, risorse utili alle sempre più povere casse comunali. Intanto Befera, si dice convinto che saranno in molti ad aderire, e che per avere risultati più sostanziosi è necessario aspettare ancora 6 mesi.
Giuseppe Raso