
La collaborazione tra i comuni italiani e l’Agenzia delle entrate ha fruttato un 3,6 milioni dalla lotta all’evasione fiscale. Dalla conferenza stampa, indetta per illustrare i primissimi risultati del Protocollo d’intesa antievasione (siglato nel novembre 2009 tra agenzia delle Entrate, Anci e Ifel), il direttore dell’agenzia delle entrate, Attilio Befera, ha riferito che si intravedono grosse possibilità per il futuro con questo nuovo provvedimento, sia nel contrasto all’evasione fiscale sia in un prospettiva più ampia in previsione del federalismo fiscale.
Ben 3.216 segnalazioni trasmesse dai comuni agli uffici dell’agenzia delle Entrate, delle quali più di 400 sono già in fase di accertamento. I fenomeni di evasione scovati riguardano soprattutto l’area legata al territorio e all’urbanistica, che assorbe circa il 70% delle segnalazioni.
Ad essere operativi sono già 300 comuni, tra i quali si possono contare le prime grandi adesioni di Bologna, Torino e Roma. In prospettiva si ipotizza la possibilità di arrivare ad una maggiore imposta accertata tra i 400 e i 550 milioni di euro annui. I comuni da questa collaborazione incasseranno il 30%, risorse utili alle sempre più povere casse comunali. Intanto Befera, si dice convinto che saranno in molti ad aderire, e che per avere risultati più sostanziosi è necessario aspettare ancora 6 mesi.
Giuseppe Raso

A dieci giorni dall’inizio dei saldi è già possibile tracciare dei bilanci sulle vendite. In quasi tutte le regioni si è potuto registrare un 10% in più nelle vendite rispetto all’anno scorso. Un dato più che positivo per i commercianti. La Fismo-Confesercenti ci ha tenuto a ribadire che nonostante il buon livello delle vendite, la collocazione dei saldi è troppo a ridosso delle festività, e sarebbe opportuna qualche modifica.
Tra le città più attive troviamo Roma e Milano. Milano ha registrato un aumento delle vendite di circa il 20%. Capi d’abbigliamento, calzature e accessori sono i più venduti, e le grandi firme la fanno da padrone. A Roma i saldi sono iniziati il 2 gennaio, ed il boom c’è stato, nonostante il maltempo abbia colpito a più riprese la città. Gli operatori sono molto soddisfatti, proprio perché questi saldi 2010 stanno raddrizzando una stagione partita non proprio bene, con un dicembre al di sotto delle attese.
Anche altre città si sono comportate bene, Venezia ha risentito però della concorrenza degli outlet di nuova generazione, Firenze invece è risultata in linea con la media vendite realizzata l’anno scorso. Napoli ha mostrato vendite “al rallentatore”, nonostante le buone performance delle griffe. Si può notare comunque un andamento diseguale nel capoluogo campano, infatti alcune zone hanno avuto picchi di vendite a livello di Roma e Milano.
Giuseppe Raso

La manovra del governo sarà di circa 8,9 miliardi di euro, un miliardo in più rispetto alle stime. Il maxiemendamento è giunto finalmente alla commissione bilancio. Dal maxiemendamento arrivano conferme per il pacchetto welfare, il codice delle autonomie, il patto per la salute e la distribuzione dello scudo fiscale. Nuove risorse giungeranno dalla vendita di beni demaniali, circa 250 milioni, un miliardo da accordi per una maggiore autonomia con le province di Trento e Bolzano, 200 milioni dai fondi FAS, 350 invece dalla rivalutazione terreni.
Nella manovra confluirà la riduzione del 20% della acconto Irpef di novembre. Presenti inoltre le risorse per l’inizio dei lavori del ponte sullo stretto di Messina ed il turn-over al 100% per polizia e vigili del fuoco. Non confermati invece gli sgravi per le banche che hanno sottoscritto la moratoria per i debiti delle piccole medie imprese, cancellate quelle norme che prevedevano i rimborsi agli azionisti e obbligazionisti Alitalia e le risorse per il termovalorizzatore di Acerra.
Ben 400 milioni di euro saranno destinati al 5 per mille, 400 all’università, 600 per Roma capitale, da reperire con la dismissione di immobili della Difesa, 500 milioni per la costruzione di nuove carceri e l’aumento della capienza di quelle attuali. Confermato infine il fondo comune per le piccole e medie imprese e l’aumento di 200 milioni del credito d’imposta per le imprese che effettuano investimenti nella ricerca.
Il capogruppo del Partito Democratico in commissione, Pier Paolo Baretta, definisce la situazione “grottesca e senza precedenti”. Criticati infatti i 3,1 miliardi del tfr inopatato trasferiti al “patto per la salute”. L’opposizione intanto si è già mossa, scrivendo una lettera al presidente della Camera Gianfranco Fini, per denunciare la totale impraticabilità ad esaminare la Finanziaria.
Giuseppe Raso

Interessante questa correlazione inversa tra popolarità e debiti nel calcio Italiano di oggi. Se da un lato c’è una calo della popolarità, dall’altro troviamo un immenso debito delle squadre della Serie A che cresce. Da un’inchiesta del Sole24ore è emerso un totale debiti delle squadre di calcio di circa 1882 milioni di euro.
La ripartizione di questo cospicuo debito vede in testa le due squadre Milanesi, l’Inter con debiti complessivi lordi per 431,55 milioni di euro (22,9% dei debiti di tutta la serie A.) e il Milan 364 milioni di debiti lordi, pari al 19,3% del totale. Seguono Lazio, Juventus e Roma. Ultime Livorno e Catania. Sempre dall’Inchiesta del Sole24ore, è emersa la scarsa patrimonializzazione delle squadre di serie A, che mostrano una posizione debitoria nettamente superiore al patrimonio netto, evidenziando una chiara assenza di solidità.
E all’estero la situazione come si presenta? Non migliore. La rinomata Premier League ha come punti deboli Chelsea e Manchester UTD, che nonostante un ottimo ammontare delle entrate, presentano mega debiti. Male anche la Liga delle spese folli, esempio di virtuosismo invece dalla Bundesliga.
Riflessioni sulla gestione finanziaria delle squadre di Calcio ci spingono a concludere che di società sane e solide ce ne sono davvero poche, occorrerebbero regole ben precise sulla limitazione del debito, sia a livello nazionale che a livello europeo. Intanto il castello di carte rimane in piedi.