
Tornano buoni i rapporti fra Governo e Banca d’Italia: nei giorni scorsi, c’erano state alcune frizioni in base ai dati pubblicati da Bankitalia in merito ad alcuni fattori, fra cui disoccupazione ed il calo dei consumi. I dati – molto negativi – erano stati bollati da alcuni esponenti del Governo, primo fra tutti il Ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, come “dati esoterici, inutilmente ansiogeni”. Adesso sembra essere tornato il “sereno”: i dati pubblicati in questi giorni sono stati apprezzati e condivisi. Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia, spiega: “anziché parlare di tasso di disoccupazione, parliamo di tasso di sottoutilizzo, non includendo fra disoccupati, i cassintegrati o gli scoraggiati”. Draghi ricorda inoltre che fra il secondo trimestre del 2008 e il quarto del 2009, le persone occupate in Italia sono diminuite sensibilmente, almeno 560.000 persone hanno perso l’impiego. “Il tasso di disoccupazione ha raggiunto l’8,5 per cento delle forze di lavoro, fra le quali sono inclusi anche i lavoratori in nero. Per valutare più compiutamente la situazione del mercato del lavoro, vengono conteggiati, insieme ai disoccupati, i lavoratori assistiti da strumenti quali la CIG, quelli forzosamente occupati a tempo parziale” ed altre categorie. Tutto ciò viene appoggiato dal Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. “C’è assoluta condivisione e sono stati rimossi alcuni equivoci. Però non è detto che scoraggiati equivalga a disoccupati” spiega Tremonti, alludendo allo studio della CGIA di Mestre che evidenziava come moltissime professioni vengono rifiutate, specie dai più giovani.
Pietro Gugliotta

Sbarco in grande dell’Italia in Cina: 230 aziende, circa 600 partecipanti, 9 banche e 18 associazioni parteciperanno alla 27ma Missione di Sistema, organizzata da Ice, Confindustria e Abis, sotto l’egida del governo. È la terza grande missione di sistema in Cina, dopo la prima nel 2004 e la seconda nel settembre 2006. A guidare la missione grandi personalità del tessuto economico Nostrano, tra i quali Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro e delle politiche sociali, e Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria.
È da sottolineare come il made in Italy sia cresciuto molto in Cina negli ultimi tempi, +3,2%, e ora il più grande mercato asiatico sembra diventare un’importante fonte di guadagno per le imprese italiane. La politica commerciale di Pechino oggi è più orientata ai consumi interni, grazie ad un piano di rilancio di 480 miliardi di dollari.
Emma Marcegaglia ha affermato: “Questa missione che vede coinvolti circa 600 operatori italiani, è il frutto di un’intensa ed accurata preparazione. Vogliamo affiancare, a quella già esistente nei settori manifatturieri tradizionali, una solida collaborazione delle nostre imprese con quelle cinesi anche in comparti aventi anch’essi alto contenuto di conoscenza ed innovazione, quali le tecnologie ambientali e dell’efficienza energetica, che rappresentano le sfide più importanti del prossimo futuro e dove le eccellenze del made in Italy sono di assoluto rilievo internazionale”. La missione durerà fino al 4 giugno, e si svolgerà nelle città di Chongqing, Shanghai e Pechino.

Era dal 1971 che l’Italia non segnava un calo di Pil di questa consistenza, – 4,9%. I dati sono stati diffusi nella giornata di venerdì dall’Istat. L’ultima stima del governo indicava un decremento di Pil del 4,8%, dunque previsioni molto vicine alla rilevazione Istat. Pessimi anche i dati relativi al quarto trimestre del 2009, che infatti ha fatto segnare un -0,2% rispetto al terzo trimestre ed un -2,8% rispetto al quarto trimestre del 2008. L’Istat ha precisato che i risultati del quarto trimestre sono dovuti principalmente al calo dell’industria, che ha perso valore aggiunto.
Pierluigi Bersani, segretario del PD, non ha fatto mancare le proprie critiche sul dato appena diffuso. Secondo il leader del Partito Democratico i dati non sono per nulla una sorpresa, in quanto il governo in venti mesi ha raccontato agli italiani una realtà diversa. Bersani ha osservato che il Pil è andato troppo giù rispetto ad altri paesi, evidenziando la necessità che il governo si renda conto di dover fare ben altro.
Il ministro del lavoro Maurizio Sacconi ha dichiarato: “Non si può prevedere un andamento negativo del Pil nel momento in cui è partita la ripresa del commercio globale, Certo non sappiamo come si distribuisce nel mondo, ma ci sono tutte le condizioni di crescita di cui anche l’economia italiana beneficerà: vedremo in che misura”. Sacconi ha dunque confermato le previsioni di crescita per l’Italia.
Giuseppe Raso

In Europa il problema delle pensioni è molto sentito un po’ ovunque, in Francia si avverte già da tempo la necessità di innalzare l’età pensionabile, Zapatero in Spagna lotta contro i sindacati per ritoccare il sistema pensionistico, per non parlare poi della Grecia in piena crisi. Dal vertice europeo straordinario di Bruxelles, il premier Berlusconi evidenzia l’urgenza di intervenire. A margine del vertice dedicato agli aiuti alla Grecia, in difficoltà a livello di conti pubblici, Silvio Berlusconi ha dichiarato: “Le pensioni pesano sempre più sui bilanci di tutti gli Stati e al vertice europeo ho posto il problema dell’età pensionabile”.
Sia in Francia che in Grecia, recenti sondaggi mostrano come la maggior parte dei cittadini voglia mantenere l’età pensionabile a 60 anni. Contro l’innalzamento dell’età pensionabile inoltre ci sono anche sindacati ed opposizione, dunque intervenire diviene molto complicato. Secondo “Le Figaro”, Sarkozy toccherà l’argomento in parlamento solo dopo le regionali di fine marzo.
In Spagna, Zapatero è stato sommerso da critiche, ma il vicepremier Elena Salgado ha lasciato intendere che se non ci sarà l’innalzamento dell’età pensionabile, probabilmente per mantenere l’attuale livello di welfare saranno costretti ad aumentare le tasse. In Italia, in una relazione della Corte dei Conti, si evince che i conti dell’Inps tornano, ma nel medio-lungo periodo il sistema potrebbe non reggere. Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha però dichiarato che il sistema pensionistico italiano è al riparo da pericoli di non sostenibilità.
Giuseppe Raso