
Sono state approvate dal consiglio dei ministri le nuove misure per la realizzazione di nuove infrastrutture per il mercato del gas. In base ad una proposta del ministro Claudio Scajola, si è dato il via al decreto che prevede l’aumento dell’offerta del servizio di stoccaggio di gas naturale. Proprio il ministro ha voluto commentare il provvedimento, dicendo che:” coniuga lo sviluppo infrastrutturale con la riduzione dei prezzi del gas, per ridare competitività al Paese. Le misure approvate consentono di sviluppare opere essenziali per il mercato del gas, anticipandone fin dal prossimo inverno i benefici”.
Saranno gli importatori con posizione dominante nel mercato a realizzare nuove capacità di stoccaggio oppure potenziare quella esistente, sulla base di progetti ministeriali. Alla realizzazione delle infrastrutture si potrà partecipare in base a gare con regole predeterminate. La partecipazione sarà permessa a clienti finali industriali, ma anche a Pmi, organizzate in aggregazioni promosse da associazioni di categoria.
L’aumento dello stoccaggio è raggiungibile grazie ad una revisione delle soglie di immissione di gas della rete, attualmente, esistono due tetti antitrust pari al 50% del mercato retail e al 61% del gas immesso. Con la nuova normativa la soglia per l’Eni arriverà al 60%. Da tale provvedimento, secondo le varie stime, deriverà maggiore concorrenza, dunque prezzi più bassi nel mercato del gas.

Se ne parlava già in settimana però come di consueto, è stato ufficializzato solo oggi, venerdì, giornata di Consiglio dei Ministri.
Quali incentivi offre questo decreto? Innanzitutto parliamo di un movimento di 300 milioni di euro, 200 arriveranno dalla lotta all’evasione fiscale, mentre i restanti 100 saranno investiti dal Ministero dello Sviluppo Economico.
Detto ciò, parliamo dei vari settori che veranno coinvolti in questa spesa. Fuori le auto, sconti fino a mille euro per le cucine, fino a 1500 per l’acquisto di un motociclo di categoria euro3, rottamando un vecchio euro 1 o euro0. Sconti anche per l’acquisto di lavastoviglie, forni, trattori. Capitolo a parte per “l’Eco Casa”: chi acquisterà una casa a risparmio ecologico avrà a disposizione fino a settemila euro di incentivo. Inoltre, nei prossimi giorni, verrà comunicato uno sconto per l’internet veloce per i più giovani.
Il Ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha spiegato che “il decreto sara firmato entro domani e avrà partenza nella data del 6 aprile, l’obiettivo è quello di “sostenere” la ripresa economica per raggiungere nel 2010 una crescita dell’1-1,2%”. Scajola ha anche commentato la quantita delle risorse messe in campo dal Governo: “le risorse disponibili sono poche, abbiamo fatto un attento lavoro per mirarle in maniera chirurgica, in modo da non avere un impatto sui conti pubblici, perchè non crea deficit”.
Umore positivo per il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia che dichiara “è un piccolo aiuto a settori che hanno avuto andamenti molto negativi, sono pochi soldi ma è un supporto”. Molto contrariato invece il segretario del Pd, Pierluigi Bersani: “non credo che siano queste le cose che servono, serve spingere sull’innovazione, sui problemi strutturali della piccola impresa e dare degli orizzonti, aiutare la ricerca e l’internazionalizzazione”.

Sarà il consiglio dei ministri del 19 marzo a stabilire gli incentivi per i settori in crisi. Lo ha riferito a Napoli, il ministro per lo Sviluppo Claudio Scajola, che ci ha tenuto a precisare che il ministero è al lavoro sul testo, molto complicato da elaborare. L’obbiettivo del provvedimento è principalmente quello di incentivare il consumo per quanto riguarda i settori maggiormente in crisi e aiutare alcune aree industriali depresse.
Il Ministro ha chiarito che il fondo a disposizione ammonta a circa 300 milioni di euro, e che andrà a sostenere i settori che in passato non hanno beneficiato di alcun aiuto statale. Gli incentivi riguarderanno soprattutto il settore nautico e agricolo. Da sommare alle risorse già citate anche 400 milioni di euro per uno specifico fondo destinato a fronteggiare possibili crisi aziendali.
Ottimista infine il pensiero del Ministro per ciò che concerne l’impegno di Fiat nella risoluzione della crisi degli stabilimenti campani. Scajola ha infatti dichiarato: ”Pomigliano avrà prospettive di sviluppo, e questo e’ molto importante non soltanto per la Campania e per Napoli, ma per tutto il Sud. Poi c’e’ la crisi della Fma di Pratola Serra (Avellino), anche su questo stiamo lavorando e c’e’ un tavolo convocato il 30 marzo, dove faremo il punto”.

L’amministratore delegato della Fiat ha parlato di “scelta condivisa”, riferendosi ovviamente alla non concessione degli incentivi auto da parte del governo. Sergio Marchionne ci ha tenuto a precisare che non c’è nessuna polemica con il ministro Claudio Scajola, e che la scelta dell’esecutivo porterà una inevitabile riduzione delle immatricolazioni di circa 350 mila unità nel mercato italiano. Per quanto riguarda i posti di lavoro, è stato assicurato che nessun altro stabilimento, a parte Termini Imerese, è a rischio. Proprio sullo stabilimento siciliano, Marchionne ha riferito che si sta lavorando per trovare una soluzione, ma che al momento non c’è ancora nulla di concreto.
Scajola ha ribadito che gli incentivi sono assimilabili ad una droga del mercato in grado di destabilizzarlo, evidenziando dunque la necessità di un ritorno alla normalità. Le risorse sono limitate, ed il governo sembra intenzionato a dedicarsi ad altri settori che stanno soffrendo la crisi e che hanno bisogno di una notevole spinta. Anche Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, ha dichiarato nel corso del suo intervento, alla consegna dei Confindustria Awards for Excellence Andrea Pininfarina 2010 a Torino, che la scelta del governo è condivisibile.
Intanto è stato confermato, per la giornata del 19 febbraio, un incontro tra i ministri europei dell’industria per discutere del settore automobilistico e dei suoi problemi. Nel corso della riunione potrebbe essere oggetto di discussione un provvedimento per gli incentivi sull’acquisto di auto ecologiche.
Giuseppe Raso

Il presidente della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, torna a parlare del rapporto con il governo, che considera forte e costruttivo, nonostante le polemiche degli ultimi giorni con Bossi e Calderoli. Per Montezemolo è molto importante questo rapporto, soprattutto con il presidente del Consiglio, con il quale si sente molto spesso. Non mancano gli elogi anche per la collaborazione del ministro Scajola. Dunque nessuna contrapposizione Fiat-governo dalle parole del presidente Fiat.
Sul discorso incentivi ha dichiarato che la Fiat è attrezzata per un 2010 senza aiuti statali, chiarendo comunque che gli incentivi sono sconti finanziati dallo Stato a disposizione del consumatore. “Fiat non vuole abbandonare l’Italia”, su questo è stato categorico, infatti dal 2004 ad oggi il gruppo ha investito in totale nel mondo qualche cosa come 25 miliardi di euro, di cui due terzi nel nostro paese. L’orientamento di Fiat sembra proprio quello di continuare su questa strada, ossia con gli investimenti.
Sull’accordo con Chrysler, Montezemolo, ha evidenziato come il fatto di entrare nel mercato più grande del mondo, ossia quello USA, porterà ingenti benefici all’azienda, ma anche all’Italia. In merito al futuro di Termini Imerese, il presidente ha soltanto detto che è necessario garantire uno sbocco occupazionale diverso e contribuire ad una soluzione vera e duratura per quando Fiat smetterà di costruire auto. Dagli ambienti politici diverse interpretazioni. Calderoli ha sostenuto che “chi chiude o se ne va” deve restituire gli aiuti ricevuti dallo Stato. Più cauto il leader dell’UDC Casini, per lui non serve lo scontro al momento. Per Scajola invece occorre rispettare le scelte Fiat, che però non dovrà abbandonare i lavoratori di Termini, ma trovare valide soluzioni.
Giuseppe Raso

Dialogo riaperto tra Fiat e il governo, per il 5 febbraio è infatti previsto un tavolo di discussione, al quale parteciperanno anche i sindacati. Durante il vertice verranno esaminate le diverse soluzioni per quanto riguarda il salvataggio dello stabilimento di Termini Imerese, ma saranno oggetto di dibattito anche i piani industriali di riordino degli stabilimenti Fiat in Italia e il piano degli investimenti.
Il ministro Scajola si è detto molto soddisfatto dell’apertura del dialogo, con il quale stanno riordinando le fila per una più stretta collaborazione. Sempre il ministro ha riferito che sono pervenute ben sette proposte per il futuro dello stabilimento siciliano, sulle quali c’è però molto riserbo, in quanto si intende valutarne l’effettiva consistenza.
Il governo spera che nello stabilimento rimanga la produzione legata all’automobile, e sembra molto propenso ad agevolare l’attività di una grande industria italiana quale è Fiat, ma pretende che anche l’azienda faccia la sua parte. Su un punto il governo sembra inamovibile: “il sud non può essere penalizzato dalla ristrutturazione della Fiat”. Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, è stata più categorica, per lei la chiusura delle stabilimento è inevitabile, poiché non competitivo. Intanto il clima sembra più teso, e i sindacati si aspettano che il 5 febbraio la situazione si sblocchi in meglio per lavoratori e famiglie.
Giuseppe Raso

Alla convention del Pdl di Arezzo, il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, torna a parlare di tasse, garantendone la riduzione quando la situazione economica lo permetterà. Il Ministro ha voluto precisare che è priorità dell’esecutivo “conservare le persone e la coesione sociale”, facendo intendere che un taglio delle tasse in questo momento potrebbe essere dannoso per sanità, sicurezza e pensioni. In merito alla politica adottata nei confronti delle banche dal presidente USA Obama, il ministro è parso molto scettico sulla tempistica di attuazione della stessa, giudicandola tardiva.
Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, replica seccamente alle parole del ministro, che lo accusavano di essere pro aumento delle tasse, dichiarandosi semplicemente stanco di sentire la solita favola dell’abbassamento delle tasse. Bersani ha sottolineato come diversi paesi (Gran Bretagna, Francia e Germania) stiano facendo riforme fiscali in tempi di crisi, cosa che l’Italia non è intenzionata a fare. Per Treu, senatore del Partito Democratico, troppe le contraddizioni attorno a Tremonti e al governo, che hanno preferito concentrarsi sullo scudo fiscale, piuttosto che dare priorità alle famiglie e ai redditi da lavoro.
Ottimista il ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola, che si è detto convinto che entro la fine dell’anno partirà il taglio delle tasse, tutto questo grazie alla gestione rigorosa dei conti del 2008, 2009, 2010.
Giuseppe Raso

Il ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola, a margine della cerimonia di consegna dei premi Leonardo 2009 al Quirinale, è tornato a parlare di rinnovo degli incentivi al settore auto 2010. Il governo sembra intenzionato a rimettere sul piatto una cifra vicina a quella dello scorso anno, stiamo parlando di qualcosa come 1,2 miliardi di euro, ma distribuita su una più vasta gamma di prodotti, come computer ed elettrodomestici, oltre alle classiche automobili.
Il ministro ha voluto sottolineare come l’obiettivo principale sia quello di incentivare i consumi su settori collegati al risparmio energetico e alla difesa dell’ambiente, aggiungendo inoltre, che gli incentivi saranno ridotti sia in termini di tempo che di quantità. Secondo l’Unrae, gli incentivi riguarderanno in gran parte le auto a metano, puntando così ad un aumento del 70% delle immatricolazioni delle auto ecologiche nel 2010.
La Fiat è molto interessata alla proroga degli incentivi, il 22 dicembre scorso l’ad del Gruppo Torinese, Sergio Marchionne, ha evidenziato la necessità degli aiuti di Stato, senza i quali il mercato delle vendite potrebbe precipitare. Il governo è stato categorico, una produzione di 900.000 unità l’anno, in cambio del rinnovo degli incentivi. Non sono ancora chiare le modalità di varo degli incentivi, sulle quali si sta valutando la possibilità di un nuovo decreto legge oppure di un emendamento al decreto Milleproroghe. Anche sui tempi non si hanno al momento notizie precise, ma secondo fonti ministeriali, la prima data utile per il decreto potrebbe essere il 29 gennaio, data in cui si terrà il Consiglio dei ministri.
Giuseppe Raso

I dati Istat hanno mostrato come l’inflazione del 2009 sia stata la più bassa degli ultimi 50 anni, l’indice dei prezzi al consumo ha subito infatti un incremento dello 0,8% nell’anno appena trascorso. Il ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola, ha commentato i dati sottolineando come la crisi non abbia penalizzato più di tanto il potere d’acquisto dei cittadini.
Nel mese di dicembre l’inflazione è aumentata dello 0,2% rispetto a novembre e dell’1% rispetto al dicembre 2008. Nel 2008 invece l’inflazione aveva fatto registrare un incremento complessivo annuo del 3,3%. I dati Istat al microscopio mostrano come gli aumenti congiunturali più interessati siano avvenuti nella voce bevande alcoliche e tabacchi (+1,8%) e ricreazione e spettacoli (+0,7%). Invariati i prezzi per prodotti alimentari e istruzione. Variazioni di segno meno invece per comunicazioni (-0,4%) e acqua ed elettricità (-0,3%).
Sempre il ministro dello sviluppo economico ha evidenziato come in questa fase di avvio della ripresa, effettuare controlli sui prezzi per evitare comportamenti speculativi sia molto importante e ha fatto capire che il governo si sta muovendo in questa direzione. Il Codacons all’ottimismo generale mostrato dal ministro risponde con un secco: “Non è abbastanza”. Che l’inflazione sia calata è un dato di fatto, ma l’anno appena trascorso è stato interessato da una contrazione dei consumi cospicua. Secondo l’associazione dei consumatori il dato sull’inflazione va valutato in un contesto di crisi economica, dunque non è rappresentativo di una situazione di benessere generalizzato.
Giuseppe Raso

Il ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha ribadito che il governo manterrà gli impegni assunti con le piccole e medie imprese, raddoppiando le risorse promesse tramite l’impiego dei fondi europei ed il versamento di 250 milioni di euro sul Fondo di Garanzia. I soldi saranno indirizzati prevalentemente verso le imprese del mezzogiorno e che investono in energie rinnovabili e innovazione, con l’intento di portarle fuori dal tunnel dalla crisi.
Per mezzo di un comunicato del Ministero, si è fatto inoltre sapere che nel 2010 le risorse stanziate per il Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese ammonteranno a 740 milioni di euro per poi superare, nel 2012, i 1.800 milioni di euro. Secondo stime tecniche, tale stanziamento sarà in grado di innescare gli investimenti imprenditoriali per un ammontare di circa 4 miliardi.
Il Ministro ha commentato lo stanziamento sottolineando come i fondi europei saranno impiegati correttamente in politiche di stimolo alla ripresa del paese. In ogni caso queste cifre mettono in risalto l’impegno di un governo che intende dare nuova spinta propulsiva al tessuto produttivo medio piccolo del paese, da troppo tempo stagnante. Le modifiche ai criteri del Fondo di Garanzia, hanno indubbiamente snellito le procedure di accesso al credito, spesso macchinose e laboriose, tanto da produrre un vero e proprio onere per le società che ne facevano richiesta. Interessante l’inserimento di un criterio teso a favorire le reti di imprese, che vuole premiare quelle realtà in qui le imprese fanno gruppo con un fitto sistema di alleanze.
Giuseppe Raso