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Fiat: Termini Imerese divide i sindacati

Fiat: Termini Imerese divide i sindacati

Posted on 31 dic 2009 at 1:04pm

Sullo stabilimento di Termini Imerese c’è ancora molto fermento da parte dei sindacati, che dopo l’iniziativa congiunta del 24 dicembre, che ha portato ad una manifestazione davanti a Palazzo Chigi, si sono spaccati. La Fiom Cgil ha optato per uno sciopero il 7 gennaio, la Uilm ha proposto scioperi mirati per non incidere sulla produzione, Cisl e Fim hanno invece scelto la linea del dialogo, dichiarando di voler ancora incontrare la Fiat e la Regione in un tavolo di negoziazione. Una situazione, quella appena descritta, che mette in risalto un’assenza di coordinamento di azioni sindacali che potrebbe essere dannosa per il lavoratori.

Il governo intanto fa un deciso pressing su Fiat, per fare in modo che lo stabilimento siciliano continui a produrre auto anche dopo il 2012. Il ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola, ha confermato che il governo è all’opera per cercare all’estero altri produttori interessati a venire a produrre in Sicilia. Raffaele Lombardo, presidente della Regione Sicilia, ha inviato una lettera al presidente dell’Ars, Francesco Cascio, per la convocazione urgente di una seduta straordinaria dell’Assemblea regionale siciliana.

A preoccupare i lavoratori del gruppo è la localizzazione della produzione, sui 17 nuovi modelli annunciati dal Lingotto per i prossimi due anni, occorre capire quali saranno davvero “made in Italy”, e dunque quali saranno prodotti in stabilimenti italiani. Il piano di investimenti di 8 miliardi di euro in due anni è un altro elemento che non convince, poiché saranno soprattutto finalizzati alla Ricerca & Sviluppo, dunque i risultati di tali investimenti non saranno visibili nel breve periodo, mentre i lavoratori hanno bisogno di risposte immediate. Consigli comunali ancora occupati dai lavorati, manifestazioni, cortei e possibili chiusure di stabilimenti, questo è il quadro generale dell’industria automobilistica italiana che sta vivendo un periodo di transizione, che nessuno sa ancora con precisione dove porterà.

Giuseppe Raso

Piano Fiat: 8 miliardi d’investimento e nuovi modelli

Piano Fiat: 8 miliardi d’investimento e nuovi modelli

Posted on 24 dic 2009 at 9:52am

La Fiat è veramente decisa a rilanciare la produzione auto in Italia. Il piano messo a punto dal gruppo torinese risulta molto ambizioso, e prevede investimenti per circa 8 miliardi di euro, per una produzione auto di 1 milione di unità in tre anni e il lancio di 17 nuovi prodotti e l’aggiornamento di 13 modelli esistenti. Il piano però sancisce la chiusura definitiva dello stabilimento di Termini Imerese, che smetterà di produrre veicoli dal 2012. Confermata invece la produzione per Mirafiori e Melfi, mentre per Somigliano d’Arco è prevista una consistente ristrutturazione per accogliere la produzione della Panda. Due modelli Chrysler per la ex-Bertone.

Marchionne definisce come una scelta inevitabile la chiusura di Termini Imerese, non lasciando aperto alcuno spiraglio circa la produzione auto, ma confermando che Fiat sarà pronta a mettere a disposizione lo stabilimento, qualora arrivasse un progetto serio. Per l’Amministratore delegato di Fiat lo svantaggio competitivo e le difficoltà strutturali legate allo stabilimento sono insostenibili, l’unico modo per risolvere la situazione sarebbe quello “di spostare la Sicilia vicino a Piemonte e Lombardia”. Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, prende atto della decisione, ma insiste per non perdere il polo industriale siciliano. È infatti previsto per le prossime settimane un tavolo negoziale per salvare e sostenere l’occupazione dell’area.

Il problema principale resta comunque il dislivello tra la manodopera degli stabilimenti auto Fiat Italiani ed esteri, questi ultimi assorbono meno risorse, e permettono al gruppo di contenere i costi e di offrire al mercato veicoli a prezzi competitivi. È da ricordare infatti che un’azienda per sopravvivere deve essere necessariamente competitiva, senza questa caratteristica rischia la chiusura, dunque certi provvedimenti aziendali vanno valutati attentamente sotto questo punto di vista. D’altro canto gli aiuti statali a Fiat dovrebbero essere ricambiati con una maggiore considerazione della manodopera italiana. I sindacati hanno accolto in modo critico il piano, seppur sono state prese con soddisfazione le novità positive riguardanti molti stabilimenti, ma il nodo da sciogliere rimane Termini Imerese.

Giuseppe Raso

Gli incentivi auto drogano il mercato

Gli incentivi auto drogano il mercato

Posted on 13 dic 2009 at 8:28pm

Per il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, intervenuto all’assemblea generale dei presidenti delle Camere di Commercio in Italia, gli incentivi “sono un doping, falsano il mercato, quindi devono scendere, per riportarci nella normalità del mercato”. Per il ministro, il problema è da trattare a livello Europeo, e per questo è importante valutare bene delle azioni congiunte con gli esponenti politici degli altri paesi europei.

L’obiettivo è quello di estendere gli incentivi anche a settori non auto, nella logica del risparmio e del rispetto dell’ambiente, dando così una spinta al consumo, per mantenere un’occupazione forte, e dare linfa vitale all’economia generale del paese. Il ministro si augura una crescita di produzione per l’Italia, non solo come numero di pezzi ma anche in termini di investimenti.

Intanto sugli incentivi auto girano numerose voci di una possibile esclusione dalla Finanziaria 2010, che però non hanno ricevuto conferme. L’orientamento del governo è quello di far rientrare gli incentivi nel testo della Finanziaria, ma a cifre di molto inferiori a quelle previste per il 2009.

Il segretario generale della Uim, Antonino Ragazzini, è invece intervenuto sullo stabilimento Fiat di Termini Imerese, affermando l’importanza dell’impianto e la necessità di aumentare la produzione fino ad 1,3 milioni di auto l’anno, per salvare non solo Termini Imerese ma anche altri siti. Gli ecoincentivi senza ombra di dubbio hanno evitato un tracollo del comparto auto, e hanno contribuito a migliorare il parco vetture in Italia, che risultava obsoleto e altamente inquinante. La strada è quella giusta, e l’ambiente ne gioverà sicuramente.

Giuseppe Raso

Fiat - Stop alla produzione auto a Termini Imerese

Fiat – Stop alla produzione auto a Termini Imerese

Posted on 03 dic 2009 at 11:58am

Sembra ormai definitiva la decisione di Fiat di fermare la produzione di auto a Termini Imerese. Un’ora di colloquio fra il ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola e Fiat Auto è il preludio di un intenso faccia a faccia, che vedrà in dicembre un mese particolarmente caldo sul fronte decisionale.

L’obiettivo del governo e l’auspicio dei sindacati è principalmente quello di fare aumentare la produzione di automobili in Italia, tramite politiche industriali e di incentivo a sostegno del mercato. Per il segretario generale della Uilm, Antonio Regazzi, è necessario che Fiat faccia chiarezza sulla sua strategia per l’Italia, indicando chiaramente a quali condizioni si può aumentare la produzione a 1,5 milioni di auto l’anno. Per sopravvivere lo stabilimento di Termini Imerese ha bisogno di essere attrezzato in maniera adeguata.

L’amministratore delegato Sergio Marchionne su Termini Imerese parla di una riconversione ad altre produzioni, facendo capire che la sua intenzione non è quella di chiudere lo stabilimento, ma di produrre altra componentistica, della quale ancora non si sa nulla. Scajola ha riferito che il governo sta lavorando ad una ridefinizione degli incentivi per l’acquisto di vetture ecologiche nel 2010, agevolazioni al consumo che possono sicuramente sostenere la domanda.

La Fiat sostiene che un solo stabilimento in Polonia con 6/7 mila operai produce lo stesso numero di auto, ossia 650.000, prodotte in 6 stabilimenti Fiat in Italia con ben 22.000 dipendenti. Numeri che giustificano la delocalizzazione produttiva della multinazionale a scapito del fattore umano. Ma quanto giova al nostro paese?

Giuseppe Raso

I Ministri battono cassa

I Ministri battono cassa

Posted on 26 nov 2009 at 11:17am

Ogni ministro cerca di accaparrarsi più risorse possibili, per fare fede alle proprie promesse. Le richieste sembrano davvero cospicue, ed i grattacapi per il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti non mancano, e far quadrare il bilancio e accontentare tutti diventa una vera e propria missione impossibile.

La richiesta più esosa arriva dal Ministero per lo sviluppo economico, che ha richiesto circa 5,2 miliardi euro per finanziare l’avvio dell’Agenzia sul nucleare e leggi a sostegno dell’innovazione. Gli 800 milioni per la Banda Larga sembrano essere già sicuri, ma congelati, per sbloccarli è necessaria una delibera del Cipe. Dal ministero del Lavoro e Salute, richieste per 4,1 miliardi di euro, per il finanziamento del patto Salute e del fondo per anziani non autosufficienti. Stefania Prestigiacomo per l’ambiente invece ha richiesto a Tremonti 2,7 milioni per opere di Bonifica e per ampliare il fondo per l’attuazione del protocollo di Kyoto. Renato Brunetta ha chiesto finanziamenti per la nuova Commissione di valutazione delle performance della PA, mentre Mariastella Gelmini è pronta a rimodulare i tagli a scuola e università, e destinare al First (Fondo investimenti per la ricerca scientifica e tecnologia) 250 milioni.

L’unico ministro a non presentare cifre ufficiali è Angelino Alfano, il ministro della Giustizia, che invoca risorse per rendere i tempi del procedimento penale compatibili con le esigenze dei cittadini, e introdurre regole di efficienza, anche aziendale. In Totale dai Ministri è arrivata una richiesta di 17 miliardi. Ce la farà Tremonti ad accontentare tutti?

Giuseppe Raso

PIL: segnali di ripresa

PIL: segnali di ripresa

Posted on 17 nov 2009 at 3:16am

Dopo 5 trimestri di risultati negativi il PIL (corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato) torna a crescere nel terzo trimestre del 2009, con un incremento dello 0,6%. L’ISTAT ha confermato che l’aumento congiunturale del PIL è il risultato di un aumento del valore aggiunto dell’industria e dei servizi e di una diminuzione del valore aggiunto dell’agricoltura.

Operando un confronto con lo stesso periodo dello scorso anno, invece, il PIL è diminuito del 4,6%. A livello europeo la situazione risulta non uniforme. Il Pil dell’eurozona nel terzo trimestre 2009 è cresciuto dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti.
Il PIL della Francia è cresciuto dello 0,3% nel terzo trimestre, sotto le attese, che invece stimavano una crescita dello 0,6%, la Spagna ha registrato un – 0,3%, mentre nel Regno Unito il Prodotto Interno Lordo è diminuito dello 0,4%. Positiva la situazione USA con un + 0,9%.

Confcommercio commenta positivamente i dati diffusi dall’ISTAT, pur ammettendo la necessità di misure più incisive per accelerare lo sviluppo e stimolare i mercati. Le difficoltà permangono, e sempre Confcommercio, avverte che non ci sarà da aspettarsi tassi di crescita particolarmente elevati, almeno nel breve periodo. Il ministro Scajola parla di un primo segnale importante, in linea con le previsioni che danno nel 2010 un PIL in crescita. Un recupero dell’Italia in termini di PIL può offrire al paese una boccata di ossigeno. Pragmatico il commento di Confsercenti, che vede una ripresa troppo lenta e diseguale, auspicando un “Natale freddo” sul fronte dei consumi e dell’attività produttiva.

Giuseppe Raso


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