Posts Tagged ‘sciopero’

Manovra, i sindacati non ci stanno: sciopero lunedì 12 dicembre

Manovra, i sindacati non ci stanno: sciopero lunedì 12 dicembre

Posted on 06 dic 2011 at 3:11pm

C’è amarezza da parte dei sindacati all’indomani dalla presentazione della manovra economica del Governo Monti. Le misure relative alle pensioni non sono state apprezzate dalle organizzazioni sindacali: possiamo dire che il premier Monti è riuscito a compattare tutte le sigle sindacali. Ed infatti il coro dei “no” vede tutte le associazioni sindacali compatte: si parte da Raffaele Bonanni, leader della Cisl. “La manovra grava solo su lavoratori e pensionati. Noi chiediamo che l’economia sia ravvivata da un minimo di spesa pubblica e dai consumi”, spiega Bonanni. “Si fa cassa sui poveri del Paese. Si interviene su redditi e consumi, ampliando gli effetti recessivi” gli fa eco il segretario generale Cgil, Susanna Camusso. Anche Luigi Angeletti, Uil, è tutt’altro che soddisfatto da questa manovra. “La manovra colpirà soprattutto le donne che non hanno una contribuzione regolare e negli ultimi anni quando avranno una contribuzione più regolare saranno colpite dal contributivo. Sorvolando sull’equità il governo ha puntato a far cassa” chiosa Angeletti. Tutte le associazioni sindacali sono concordi nell’affermare la volontà di scendere in piazza per protestare contro queste misure: lunedì 12 dicembre è stato proclamato uno sciopero, con modalità differenti. La Cgil infatti sciopererà per 4 ore, mentre Uil e Cisl proclamano una astensione dal lavoro di due ore, sempre per la stessa giornata.

Pietro Gugliotta

Carburanti, nuovo picco dei prezzi: salgono benzina e diesel

Carburanti, nuovo picco dei prezzi: salgono benzina e diesel

Posted on 07 nov 2011 at 1:11pm

Non ci sono buone notizie per i tanti automobilisti italiani che in queste ore si stanno mettendo in coda ai distributori per rifornire le proprie vetture: infatti a partire da domani, ci sarà uno sciopero dei benzinai, che vedrà chiudere fino a venerdì i distributori di carburante. Dunque sono in molti che per timore di restar senza carburante, hanno affollato le pompe di benzina, trovando una pessima sorpresa: i prezzi dei carburanti erano aumentati. In questi giorni, prima del fine settimana, a causa dell’alluvione che aveva colpito la scorsa settimana alcune zone della Liguria e della Toscana, il Consiglio dei Ministri aveva prudentemente rialzato le accise di 0.9 centesimi di euro, per stanziare nuovi fondi a favore di queste zone colpite dall’alluvione. Un aumento comunque giustificato da una emergenza straordinaria, ciò che non è giustificato è l’arrotondamento di alcune catene di distribuzione. Infatti alcune compagnie hanno presentato prezzi alla pompa “ritoccati“, ovviamente verso l’alto, sfruttando l’aumento delle accise. Ciò ha portato dei prezzi a livelli mai raggiunti fino ad ora: al Sud – secondo Quotidiano Energia – alcuni distributori facevano segnare prezzi vicini all’1.7 euro per la verde (1,694 euro al litro) e di 1,575 euro al litro per il diesel.

Pietro Gugliotta

Cgil in piazza: oggi sciopero generale in tutta Italia

Cgil in piazza: oggi sciopero generale in tutta Italia

Posted on 06 set 2011 at 10:15am

Oggi, martedì 6 settembre, la Cgil scende in piazza per manifestare il dissenso alla manovra finanziaria del Governo. Uno sciopero molto discusso, anche dalle altre sigle sindacali, che porterà una astensione dal lavoro di otto ore, con modalità differenti per i trasporti. Diverse le manifestazioni in tutta Italia: aprirà Roma, con un corteo che partirà alle ore nove, arrivando intorno alle undici davanti al Colosseo, dove parlerà il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. A Milano la manifestazione si terrà in Piazza Duomo, a parlare ci sarà il segretario confederale Fulvio Fammoni, mentre a Napoli, il corteo si concluderà in Piazza Mancini ed interverrà Vincenzo Scudiere, in conclusione a Torino ci sarà il comizio di Danilo Barbi a Piazza San Carlo. Questi i cortei e le manifestazioni principali. Lo sciopero è stato appoggiato da Sel ed Idv, mentre le sigle sindacali Cisl e Uil non hanno ritenuto opportuno aderire. Problemi per chi viaggia: aerei, navi, treni e autobus sono a forte rischio. Infatti per quanto riguarda il trasporto aereo, lo sciopero durerà dalle 10 alle 18, mentre gli impiegati del mondo ferroviario si fermeranno dalle 9 alle 17. Partenze ritardate di otto ore per navi e traghetti, anche gli autisti di camion e il personale Anas si asterrà da lavoro. Diverse le modalità dello sciopero dei trasporti locali: bus, metro e tram si fermeranno ad orari diversi nelle principali città italiane:
- Milano, dalle 18 a fine turno
- Roma e Napoli, dalle 9 alle 17
- Bologna, dalle 19.30 a fine turno
- Torino, dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18
- Firenze dalle 16 a fine turno
- Palermo dalle 8.30 alle 17.30.

Pietro Gugliotta

Sciopero Fiom, in migliaia scesi in piazza in tutta Italia

Sciopero Fiom, in migliaia scesi in piazza in tutta Italia

Posted on 29 gen 2011 at 3:09pm

Si è tenuto ieri lo sciopero proclamato dal sindacato Fiom-Cgil: uno sciopero in difesa del contratto nazionale e contro gli attacchi di Federmeccanica e Confindustria. Sono state organizzate più di 20 manifestazioni in tutta italia, con presidi in numerosi stabilimenti. I lavoratori sono scesi in piazza chiedendo uno sciopero generale di tutte le categorie, addirittura contestando i rappresentanti Cgil che parlavano dal palco. Maurizio Landini, segretario della Fiom, è intervenuto dal palco di Milano a favore dello sciopero generale. “Abbiamo bisogno che si metta in campo lo sciopero generale. So perfettamente che non è facile da costruire e che non è sufficiente. Ma se vogliamo riunificare i lavoratori non c’è che la Fiom per farlo”. Stesso pensiero anche per Giorgio Cremaschi, segretario nazionale Fiom. “La Fiat si sta avviando verso una deriva autoritaria e fascista che impedisce la libertà sindacale. Serve uno sciopero contro il modello Marchionne, non vogliamo in Fiat o nella società italiana il ritorno all’Ottocento, quando i lavoratori erano soggetti al ricatto in azienda, un ricatto che subiscono tutti i lavoratori inclusi i precari”. I numeri Fiom per l’adesione allo sciopero sono molto alti: si parla di una cifra attorno all’80%, con punte anche del 95% ad Asti.

Pietro Gugliotta

La cultura contro i tagli, musei chiusi il 12 novembre

La cultura contro i tagli, musei chiusi il 12 novembre

Posted on 05 nov 2010 at 11:20am

La cultura incrocia le braccia: il 12 novembre ci sarà uno sciopero contro la Finanziaria che prevede tagli sensibili al mondo dell’arte e della cultura. Una mobilitazione senza precedenti, già iniziata a Roma durante il Festival del Cinema: si perchè anche il mondo del cinema soffre questi tagli, l’occupazione dei lavoratori del cinema è stato un segnale forte. “Questa è una di quelle conferenza stampa che non avremmo mai voluto fare – spiega il numero uno di Federculture, Roberto Grossi – siamo costretti ad annunciare manifestazioni di chiusura. E’ gravissimo. La nostra è una protesta nata a giugno per reagire al decreto 78, diventato la legge 122, che prevede norme gravi, ed è diventata l’affermazione al diritto della cultura”. Ma non sarà una semplice chiusura, Grossi spiega quali sono le intenzioni di Federculture. “La chiusura dei siti prevede anche altre forme di adesione, come forme di promozione della cultura e di apertura gratuita dei siti”. Pieno appoggio anche dal direttore del Fai, Marco Magnifico, che spiega come le 112 delegazioni Fai in Italia rispetteranno la chiusura del 12 novembre, nonostante si tratti anche di ingressi a pagamento. “E’ un’iniziativa drammatica e il Fai partecipa a questa protesta con un sentimento di dramma. Chiudere i vostri siti è una vergogna, un affronto, qualcosa che va contro il nostro statuto. Questo per far capire che non è un piccolo gesto ma una protesta forte”. Ma a quanto ammontano i tagli alla cultura? Si parla di circa 280 milioni di euro solo per il prossimo anno, mentre nel prossimo biennio i tagli dovrebbero arrivare anche a 800 milioni di euro. Cifre enormi per un movimento comunque in crisi. Ma la manovra finanziaria obbliga a sottostare a nuove regole, come la “riduzione numero componenti organi di amministrazioni e collegiali” o piuttosto la “soppressione delle spese per sponsorizzazioni”, passando anche per la “limitazione delle spese per mostre e pubblicità al 20 per cento rispetto al 2009″.

Pietro Gugliotta

Salta lo sciopero nazionale dei trasporti di giovedì 21?

Salta lo sciopero nazionale dei trasporti di giovedì 21?

Posted on 19 ott 2010 at 4:24pm

Era stato indetto nei giorni scorsi, uno sciopero del trasporto pubblico locale a livello nazionale, che riguardava trasporto urbano ed interurbano su gomma e il trasporto ferroviario. Lo sciopero è stato indetto a sostegno della vertenza per il nuovo CCNL della Mobilità ed era stato appoggiato da tutte le principali sigle sindacali, da Filt-Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugltrasporti, Orsa Trasporti, Faisa e Fast.
L’astensione dal lavoro nel trasporto ferroviario sarà di 24 ore: partirà dalle 21 di giovedì 21 ottobre e terminerà alla stessa ora di venerdì 22 ottobre. Trenitalia ha già provveduto a comunicare che “alcuni treni potranno dunque essere oggetto di cancellazioni o limitazioni di percorso. I treni a media-lunga percorrenza saranno assicurati tutti i convogli elencati nell’apposita tabella A dei treni previsti in caso di sciopero nei giorni feriali e festivi, consultabile sull’orario ufficiale e sul sito web www.ferroviedellostato.it. Per quanto riguarda i treni regionali, saranno garantiti i servizi essenziali nelle fasce orarie a maggiore mobilità pendolare nei giorni feriali (6-9 e 18-21)”.
Lo sciopero del trasporto urbano ed interurbano su gomma ha modalità diverse da città a città, ma il servizio resta garantito nella fascia fino alle ore 8.30 e dalle 17 alle 20. Ma in queste ultime ore è arrivata la notizia che lo sciopero potrebbe essere sospeso: infatti il Ministro dei Trasporti avrebbe fornito delle rassicurazioni proprio sul nuovo contratto della Mobilità e dunque lo sciopero nelle prossime ore potrebbe venire definitivamente sospeso.

Pietro Gugliotta

Tirrenia, confermato lo sciopero del 30-31 agosto

Tirrenia, confermato lo sciopero del 30-31 agosto

Posted on 24 ago 2010 at 12:23pm

Ne avevamo già parlato il 12 agosto, quando si paventava la possibilità di uno sciopero a fine agosto, ma si pensava che la situazione fosse ancora sanabile. Pochi giorni dopo invece c’è stata la dichiarazione di insolveza per la Tirrenia e la situazione è degenerata. Adesso però i tempi sono molto brevi e lo sciopero è stato confermato: la Tirrenia, e la sua controllata Siremar, hanno comunicato uno sciopero di 48 ore, il 30-31 agosto. “Il previsto sciopero non ci sarà perché fino al 5 settembre la legge non lo consente”. Breve ma efficace il discorso del Ministro dei Trasporti, Altero Matteoli. Giuseppe Caronia, il segretario della UilTrasporti, commenta così le parole del ministro. “Siamo consapevoli che è uno sciopero fuori dalle regole, non ci assoggetteremo ad una eventuale precettazione. Se non avessi dichiarato lo sciopero ci sarebbe stato il rischio di agitazioni spontanee e quindi, paradossalmente, la dichiarazione di sciopero ha un valore regolatorio. Mi auspico un atto di responsabilità da parte del governo nei confronti dei lavoratori e di chi deve rientrare dalle vacanze. C’è la necessità di una convocazione a Palazzo Chigi per mettere nero su bianco le garanzie per i lavoratori”. Anche i segretari generali di Fit-Cisl, Claudio Claudiani, e Filt-Cgil, Franco Nasso, appoggiano le parole di Caronia. “I vertici sindacali sono impegnati a trovare una adeguata soluzione alla complessa vicenda Tirrenia. Auspichiamo che Palazzo Chigi voglia intervenire già nei prossimi giorni con la consueta attenzione per avviare a positiva conclusione la privatizzazione del gruppo di navigazione. Inoltre chiediamo che vi sia a stretto giro una convocazione e si apra così un confronto decisivo per risolvere l’intricata privatizzazione del Gruppo Tirrenia che desta vivissima preoccupazione. La salvaguardia occupazionale, la continuità dei contratti e un futuro solido costituisce un elemento fondamentale per individuare le giuste soluzioni per la privatizzazione, evitando ipotesi pasticciate che finirebbero per danneggiare i lavoratori, la Compagnia e i cittadini che necessitano di una rete di collegamenti marittimi efficienti”.

Pietro Gugliotta

Crisi Tirrenia, sciopero il 30-31 agosto?

Crisi Tirrenia, sciopero il 30-31 agosto?

Posted on 12 ago 2010 at 12:41pm

C’è grossa crisi all’interno della Tirrenia, una compagnia di navigazione italiana, che collega con le sue navi merci e passeggeri diversi porti italiani e del Mar Mediterraneo. Gli accordi per la privatizzazione non sono andati a buon fine, adesso c’è il rischio di perdere migliaia di posti di lavoro. In un’intervista alla Stampa, il segretario generale di Uiltrasporti, Giuseppe Caronia, parla della situazione della Tirrenia e dello sciopero indetto per il 30-31 agosto, che potrebbe bloccare molti rientri dalle vacanze. “Non e’ un caso se siamo arrivati ad agosto, quando il Paese e’ fermo. Il piano del Governo era di far fallire Tirrenia per procedere allo spezzatino. Sono mesi che chiediamo un tavolo al Governo su Tirrenia. Nessuna risposta. Che altro potevamo fare per spezzare questo silenzio? Abbiamo chiesto allo Stato di mantenere una quota di controllo, ma non abbiamo alcuna pregiudiziale contro la vendita ai privati. Certo, si doveva procedere in modo piu’ ordinato e non cosi’ precipitosamente. Ma non e’ stato un caso. Il Governo voleva sin dall’inizio procedere con lo spezzatino, come ha detto il vice ministro Vegas alla Camera. Mettendo insieme Tirrenia e Siremar, sapevano che nessuno si sarebbe fatto avanti. Cosi’ loro avrebbero proceduto con il piano”. Ma i tempi sono molto brevi: il 30 settembre scade il termine per la privatizzazione fissato dall’Ue, l’Unione Europea. “Si puo’ ottenere una proroga. Anzi, il Governo avrebbe dovuto chiederla subito, scegliendo un momento migliore per privatizzare e non quello di crisi globale. Ora si proceda alla vendita separata di Tirrenia e di tutte le controllate. Il Governo gestisca la privatizzazione di Tirrenia e coordini, garantendo sulle clausole sociali, quella delle rotte locali”.

Pietro Gugliotta

Fiat: scioperi nello stabilimento di Termini Imerese

Fiat: scioperi nello stabilimento di Termini Imerese

Posted on 12 gen 2010 at 7:54pm

Scioperi a sorpresa di un’ora nello stabilimento siciliano, a seguito della parole pronunciate dall’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, a Detroit. L’a.d. ribadendo l’inamovibilità sulla posizione del gruppo ha scatenato la controffensiva degli operai siciliani, che hanno scioperato in due tranche dalle 7,30 alle 8,30 e dalle 9,30 e 10,30. E per domani è previsto un nuovo sciopero di 8 ore ed una manifestazione davanti al Palazzo dei Normanni di Palermo, la sede del parlamento siciliano. Dalla Uilm intanto arriva anche la proposta di allargare la protesta a tutti i lavoratori Fiat, almeno con due ore di sciopero.

Il Segretario confederale della Cisl, Luigi Sbarra, ha ribadito che la riconfermata volontà della Fiat di bloccare definitivamente la produzione di auto nello stabilimento di Termini Imerese è inaccettabile, per via delle ricadute sul piano economico e sociale in uno dei territori più poveri dell’Italia. Secondo Sbarra, la credibilità del piano Fiat dovrebbe passare dal rafforzamento di tutti i siti industriali italiani, nessuno escluso.

Il Sud non può assolutamente accettare la perdita di un polo industriale così importante, ed ecco che il Sindacalista insiste su un maggiore impegno da parte di Governo e Regione, per poi arrivare ad un tavolo di confronto dedicato alla vicenda di Termini Imerese, già richiesto il 22 dicembre scorso. Troppa ambiguità attorno allo stabilimento sta diffondendo un certo nervosismo, ed è giusto che arrivino risposte concrete per i lavoratori.

Giuseppe Raso

Alitalia annulla 38 voli. Sciopero di 4 ore

Alitalia annulla 38 voli. Sciopero di 4 ore

Posted on 12 ott 2009 at 1:24am

Il sindacato dei lavoratori ha indetto uno sciopero dalle ore 12 alle 16; la compagnia di bandiera italiana, Alitalia, ha così dovuto annullare 38 voli.
Ma i vertici aziendali fanno sapere che sono state già attivate le procedure per riccollocare i passeggeri su altri aerei e, quindi, ridurre il disagio per i viaggiatori.
Alitalia ha contattato telefonicamente i possessori dei biglietti prenotati; chi non avesse ricevuto una chiamata, può contattare il servizio clienti al numero 06.2222.