
E’ stato un pessimo 2010 per le aziende italiane. Infatti i dati pubblicati dall’Osservatorio crisi d’impresa di Cerved Group, hanno mostrato come ci sia stato un netto aumento dei fallimenti. Una vera e propria “strage”, ben 11 mila aziende che hanno chiuso nel 2010, con un aumento del 20% rispetto al 2009. E già nel 2009, l’aumento rispetto all’anno prima era stato pari al 25%. Numeri veramente molto preoccupanti, è il dato più alto dal 2006, dato che dimostra la sofferenza delle aziende italiane in questo periodo di crisi. Quali sono i settori che hanno maggiormente sofferto la crisi? Sicuramente quello dei mezzi di trasporto, seguito dal settore gomma e plastica, dalle calzature e della meccanica. Fra i settori col peggiore passivo in due anni, c’è sicuramente quello delle costruzioni, che ha visto per il secondo anno consecutivo un numero delle procedure di fallimento molto alto. In generale, possiamo affermare come il settore industriale sia quello col numero maggiore delle procedure di fallimento: infatti le aziende di stampo industriale rappresentano il 45.2% delle aziende con tasso di insolvenza.
Gianandrea De Bernardis, amministratore delegato di Cerved group, ha commentato i dati elaborati dal proprio gruppo. “L’impressione è rafforzata dalla più lenta dinamica dei concordati preventivi nel corso dell’anno, visto che il concordato è la fase in cui l’impresa è in uno stadio di crisi più congiunturale e meno avanzato”.
Pietro Gugliotta

Giungono i dati dell’Istat, istituto nazionale di statistica, a proposito degli investimenti fissi. Non ci sono buone notizie per l’Italia, perchè secondo i dati Istat, gli investimenti fissi lordi nel nostro paese, nel 2009, sono diminuiti del 12.1%. E’ una contrazione che segue il dato negativo del 2008, quando fece segnare un -4.0%, in contrapposizione col dato positivo del 2007, quando il dato degli investimenti fissi lordi fece segnare +1.7%. In flessione anche la crescita dello stock di capitale netto, che fa segnare un -0,8% rispetto al dato del 2008. Quali sono i beni d’investimento in crisi? Sicuramente il settore che perde di più è quello delle costruzioni, con -49.5%; seguono i mezzi di trasporto (-2.8%), software (-3.7%) e altri servizi e immateriali (-6.5%). L’Istat segnala che il dato è molto preoccupante, perchè una crisi così non si registrava dal 1993, quando il dato fece segnare -11.5%. Male il settore industriale, che ha subito un calo del 14.9% rispetto all’anno 2008, con investimenti per addetto di 10.200 euro, 1.100 euro in meno rispetto al 2008. In calo anche il settore dei servizi: il dato del 2009 fa segnare -10.6%, contro il -4% dell’anno precedente, con una spesa per adetto pari a 9.500 euro, ben mille euro in meno rispetto all’anno prima. Analizzando comunque gli investimenti, possiamo dire che quelli sui servizi sono il settore più scelto, con il 68.1% degli investimenti nel 2009, seguono industria (28,3%) e Agricoltura (3,6%) che è il settore che ha subito il crollo piu elevato degli investimenti.
Pietro Gugliotta