Posts Tagged ‘sindacati’

Telecom, è partito il piano esuberi

Telecom, è partito il piano esuberi

Posted on 13 lug 2010 at 11:54am

La Telecom ridimensionerà il proprio organico: l’annuncio è arrivato nel pomeriggio di venerdì. A partire da ieri, lunedì 12 luglio, i sindacati avranno fra le mani le lettere di licenziamenti programmati per i prossimi tre anni. Infatti il piano triennale per dar corso agli esuberi partirà presto, e vedrà la dismissione di 6.882 persone. Il piano si sviluppa in due fasi, la prima riguarda i prossimi undici mesi, dove 3.700 dipendenti Telecom dovranno lasciare il proprio posto di lavoro, partendo dai prossimi mesi fino al giugno 2011. La seconda fase vedrà una più lenta dismissione dei dipendenti, fino al completamento dei 6.882 esuberi nel 2012. Gabriele Galateri di Genola, presidente di Telecom, ha dichiarato che “è un discorso appena cominciato”. Dunque staremo a vedere. Intanto il Governo non sta solo ad osservare la situazione, ecco le dichiarazioni a tal proposito del Ministro Sacconi. “Il governo ha convocato le parti mercoledì pomeriggio proprio per mettere in piedi il dialogo tra di esse su un piano industriale fatto, noi ci auguriamo, di investimenti e di sviluppo per la società e per il sistema di telecomunicazioni nel nostro Paese. Confido che venga meno l’iniziativa dei licenziamenti. La premessa per il dialogo è il ritiro o la sospensione di questa iniziativa”. Intanto i sindacati attendono risposte e prospettive valide, perchè – fanno sapere – è impensabile programmare così tanti licenziamenti in un periodo in cui la Telecom ha un grande attivo (si parla di 1.5 miliardi di euro netti di guadagni).

Pietro Gugliotta

Scioperi: giugno sarà un mese movimentato

Scioperi: giugno sarà un mese movimentato

Posted on 30 mag 2010 at 10:51am

Il 25 giugno ci sarà uno sciopero di ventiquattro ore nel settore del trasporto pubblico locale e ferroviario. All’inizio, lo sciopero era stato previsto per il giorno 28 maggio, ma poi è stato rinviato a seguito di un ordinanza della presidenza del consiglio. I sindacati hanno spiegato che lo sciopero è stato programmato poiché i negoziati per il nuovo contratto mobilità fino ad oggi non hanno portato a nulla di concreto.

La decisione della protesta sindacale è stata presa congiuntamente da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Uglitrasporti, Orsa Trasporti, Faisa, Fast.

In generale si prospetta un giugno molto caldo dal punto di vista degli scioperi nei trasporti. Si inizierà infatti il 7 giugno con il settore aereo, con 4 ore di sciopero indetto da Sdl dalle 12 alle 16, per il personale addetto ai servizi di assistenza a terra.

Il giorno dopo, sciopero di 24 ore per i lavoratori del gruppo Tirrenia, a sostegno del passaggio verso la privatizzazione della compagnia. L’11 invece, sarà il trasporto pubblico locale ad incrociare le braccia. E poi, il 18 giugno, protesta ancora da parte del settore aereo, oltre 24 ore con diverse sigle sindacali coinvolte. Dunque un giugno molto caldo quello che sta per iniziare e che porterà molti disagi ai viaggiatori.

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Manovra finanziaria: i Sindacati chiedono chiarezza

Manovra finanziaria: i Sindacati chiedono chiarezza

Posted on 17 mag 2010 at 8:54am

Sindacati in pieno allarme dopo le indiscrezioni sulla prossima manovra finanziaria del governo, che dovrebbe aggirarsi sui 25 miliardi di euro. Un vero e proprio sacrificio per il contribuente. Guglielmo Epifani, segretario della Cgil, ha chiesto espressamente molta trasparenza sulla manovra, pretendendo inoltre la difesa del lavoratore dipendente e dei pensionati. Epifani ha fatto capire chiaramente che la manovra andrà a colpire le categorie più deboli, per intenderci quelle messe in ginocchio dalla crisi.

Più duro Raffaele Bonanni, leader della Cisl, che ha invocato il pugno di ferro contro evasori e sprechi, senza andare ad intaccare gli stipendi degli statali. Il numero uno di Cisl vorrebbe un dimezzamento dei livelli amministrativi, l’eliminazione degli enti inutili ed un riequilibrio sul fisco. Bonanni ha poi chiesto chiarezza su una manovra inattesa e così pesante, dato che il governo ha sempre vantato una situazione sottocontrollo e positiva.

L’orientamento del governo è quello di una stretta su pensioni e stipendi statali, con allo studio un intervento tampone su una o due finestre di uscita del 2010, che cadono a luglio e a dicembre, un blocco che congelerebbe l’uscita di 100 mila dipendenti privati. Il congelamento dovrebbe riguardare anche il pubblico impiego, comprese Regioni ed enti locali. A livello di fisco è accantonata ogni possibilità di riduzione fiscale, puntando soprattutto su una stretta sui giochi e sul lotto, da sempre la gallina dalle uova d’oro dello Stato.

Fiat: sono già 16 le manifestazioni d’interesse per Termini Imerese

Fiat: sono già 16 le manifestazioni d’interesse per Termini Imerese

Posted on 07 mar 2010 at 8:04am

Sono già 16 le manifestazioni d’interesse per lo Stabilimento Fiat di Termini Imerese, che entro il 2011 cesserà la produzione di auto. Di queste 16 manifestazioni, 7 riguardano il settore automotive. Per la fine di marzo comunque, il ministero dello Sviluppo economico indirà un bando di gara internazionale per lo stabilimento Siciliano. Successivamente sarà necessario fare un’attenta selezione  delle offerte più “affidabili” e concrete, anche se in realtà una prima selezione c’è stata da parte di Invitalia, l’advisor incaricato dal ministero, che ha già scartato qualche offerta.

In ogni caso è stato confermato un impegno pubblico per il polo siciliano, con uno stanziamento di 350 milioni di euro da parte della regione Sicilia, e altri 100 milioni da parte del ministero dello Sviluppo economico.

Tornando alle proposte in sede di valutazione da parte di Invitalia, per 7 proposte è stata richiesta un’integrazione di documenti. Delle 16 manifestazioni arrivate, 7 riguardano l’automotive, 4 il settore ricerca, 3 il settore manifatturiero, una il settore comunicazione e una il ramo energia.

I sindacati sono risultati molto perplessi sull’ottenimento di ulteriori offerte tramite la pubblicazione del bando internazionale, e sono uniti sul fatto che occorrerà tenere conto del piano industriale che la Fiat presenterà il 21 aprile. In merito alle offerte valutate, sempre i sindacati, sono fermamente convinti che le manifestazioni d’interesse realmente concrete siano soltanto nove. Intanto per il 18 marzo la segreteria unitaria di Fiom, Fim e Uil si riunirà per fare un punto sulla situazione e per decidere su possibili mobilitazioni. Bruno Vita, segretario nazionale della Fim, ha dichiarato: “”Il 18 marzo decideremo sulle possibili mobilitazioni, anche se e’ difficile che siano uno sciopero perché i lavoratori sono in cassa integrazione”.

Pensioni: un problema Europeo

Pensioni: un problema Europeo

Posted on 12 feb 2010 at 1:21pm

In Europa il problema delle pensioni è molto sentito un po’ ovunque, in Francia si avverte già da tempo la necessità di innalzare l’età pensionabile, Zapatero in Spagna lotta contro i sindacati per ritoccare il sistema pensionistico, per non parlare poi della Grecia in piena crisi. Dal vertice europeo straordinario di Bruxelles, il premier Berlusconi evidenzia l’urgenza di intervenire. A margine del vertice dedicato agli aiuti alla Grecia, in difficoltà a livello di conti pubblici, Silvio Berlusconi ha dichiarato: “Le pensioni pesano sempre più sui bilanci di tutti gli Stati e al vertice europeo ho posto il problema dell’età pensionabile”.

Sia in Francia che in Grecia, recenti sondaggi mostrano come la maggior parte dei cittadini voglia mantenere l’età pensionabile a 60 anni. Contro l’innalzamento dell’età pensionabile inoltre ci sono anche sindacati ed opposizione, dunque intervenire diviene molto complicato. Secondo “Le Figaro”, Sarkozy toccherà l’argomento in parlamento solo dopo le regionali di fine marzo.

In Spagna, Zapatero è stato sommerso da critiche, ma il vicepremier Elena Salgado ha lasciato intendere che se non ci sarà l’innalzamento dell’età pensionabile, probabilmente per mantenere l’attuale livello di welfare saranno costretti ad aumentare le tasse. In Italia, in una relazione della Corte dei Conti, si evince che i conti dell’Inps tornano, ma nel medio-lungo periodo il sistema potrebbe non reggere. Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha però dichiarato che il sistema pensionistico italiano è al riparo da pericoli di non sostenibilità.

Giuseppe Raso

Fiat: scioperi nello stabilimento di Termini Imerese

Fiat: scioperi nello stabilimento di Termini Imerese

Posted on 12 gen 2010 at 7:54pm

Scioperi a sorpresa di un’ora nello stabilimento siciliano, a seguito della parole pronunciate dall’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, a Detroit. L’a.d. ribadendo l’inamovibilità sulla posizione del gruppo ha scatenato la controffensiva degli operai siciliani, che hanno scioperato in due tranche dalle 7,30 alle 8,30 e dalle 9,30 e 10,30. E per domani è previsto un nuovo sciopero di 8 ore ed una manifestazione davanti al Palazzo dei Normanni di Palermo, la sede del parlamento siciliano. Dalla Uilm intanto arriva anche la proposta di allargare la protesta a tutti i lavoratori Fiat, almeno con due ore di sciopero.

Il Segretario confederale della Cisl, Luigi Sbarra, ha ribadito che la riconfermata volontà della Fiat di bloccare definitivamente la produzione di auto nello stabilimento di Termini Imerese è inaccettabile, per via delle ricadute sul piano economico e sociale in uno dei territori più poveri dell’Italia. Secondo Sbarra, la credibilità del piano Fiat dovrebbe passare dal rafforzamento di tutti i siti industriali italiani, nessuno escluso.

Il Sud non può assolutamente accettare la perdita di un polo industriale così importante, ed ecco che il Sindacalista insiste su un maggiore impegno da parte di Governo e Regione, per poi arrivare ad un tavolo di confronto dedicato alla vicenda di Termini Imerese, già richiesto il 22 dicembre scorso. Troppa ambiguità attorno allo stabilimento sta diffondendo un certo nervosismo, ed è giusto che arrivino risposte concrete per i lavoratori.

Giuseppe Raso

Telecom: smentita la vendita a Telefonica

Telecom: smentita la vendita a Telefonica

Posted on 05 gen 2010 at 7:01pm

È stata subito smentita la notizia pubblicata sul quotidiano Milano Finanza, secondo il quale il gruppo Telefonica avrebbe avuto intenzione di prendere il controllo totale di Telco, che detiene e controlla il 22,4% di Telecom Italia, mettendo così fuori gioco gli azionisti italiani della holding. La nota congiunta dei soci Telecom (Generali, Intesa Sanpaolo e Mediobanca) che smentisce la notizia, è stata richiesta da Consob.

In Mattinata Mf aveva riportato l’intenzione dei tre colossi finanziari italiani di cedere le proprie partecipazioni in Telco a Telefonica, il gruppo spagnolo avrebbe così acquisito l’intero pacchetto senza necessariamente lanciare un’opa. Telefonica attualmente detiene il 46,35% in Telco, mentre le tre società italiane nel complesso possiedono una partecipazione del 53,75%, della quale ben il 30,61% è di Generali.

I Sindacati a seguito del voci si sono allarmati, la Cgil vedrebbe di buon occhio il controllo totale di Telefonica, la Uil invece ha fatto capire che potrebbe essere un freno allo sviluppo un azionariato completamente spagnolo, mentre la Cisl ha preferito non intervenire, aspettando notizie più certe. Comunque i sindacati su un punto sono d’accordo, ossia la completa assenza di investimenti in Telecom Italia da parte dell’imprenditoria italiana. Telefonica è un gruppo molto forte in Spagna e l’ipotesi di una tale acquisizione non è poi così irrealistica. La smentita in ogni caso ha frenato gli acquisti sul titolo, che in mattina ha segnato un incremento delle quotazioni fino al top intraday di 1,118 euro.

Giuseppe Raso

Fiat: Termini Imerese divide i sindacati

Fiat: Termini Imerese divide i sindacati

Posted on 31 dic 2009 at 1:04pm

Sullo stabilimento di Termini Imerese c’è ancora molto fermento da parte dei sindacati, che dopo l’iniziativa congiunta del 24 dicembre, che ha portato ad una manifestazione davanti a Palazzo Chigi, si sono spaccati. La Fiom Cgil ha optato per uno sciopero il 7 gennaio, la Uilm ha proposto scioperi mirati per non incidere sulla produzione, Cisl e Fim hanno invece scelto la linea del dialogo, dichiarando di voler ancora incontrare la Fiat e la Regione in un tavolo di negoziazione. Una situazione, quella appena descritta, che mette in risalto un’assenza di coordinamento di azioni sindacali che potrebbe essere dannosa per il lavoratori.

Il governo intanto fa un deciso pressing su Fiat, per fare in modo che lo stabilimento siciliano continui a produrre auto anche dopo il 2012. Il ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola, ha confermato che il governo è all’opera per cercare all’estero altri produttori interessati a venire a produrre in Sicilia. Raffaele Lombardo, presidente della Regione Sicilia, ha inviato una lettera al presidente dell’Ars, Francesco Cascio, per la convocazione urgente di una seduta straordinaria dell’Assemblea regionale siciliana.

A preoccupare i lavoratori del gruppo è la localizzazione della produzione, sui 17 nuovi modelli annunciati dal Lingotto per i prossimi due anni, occorre capire quali saranno davvero “made in Italy”, e dunque quali saranno prodotti in stabilimenti italiani. Il piano di investimenti di 8 miliardi di euro in due anni è un altro elemento che non convince, poiché saranno soprattutto finalizzati alla Ricerca & Sviluppo, dunque i risultati di tali investimenti non saranno visibili nel breve periodo, mentre i lavoratori hanno bisogno di risposte immediate. Consigli comunali ancora occupati dai lavorati, manifestazioni, cortei e possibili chiusure di stabilimenti, questo è il quadro generale dell’industria automobilistica italiana che sta vivendo un periodo di transizione, che nessuno sa ancora con precisione dove porterà.

Giuseppe Raso

Piano Fiat: 8 miliardi d’investimento e nuovi modelli

Piano Fiat: 8 miliardi d’investimento e nuovi modelli

Posted on 24 dic 2009 at 9:52am

La Fiat è veramente decisa a rilanciare la produzione auto in Italia. Il piano messo a punto dal gruppo torinese risulta molto ambizioso, e prevede investimenti per circa 8 miliardi di euro, per una produzione auto di 1 milione di unità in tre anni e il lancio di 17 nuovi prodotti e l’aggiornamento di 13 modelli esistenti. Il piano però sancisce la chiusura definitiva dello stabilimento di Termini Imerese, che smetterà di produrre veicoli dal 2012. Confermata invece la produzione per Mirafiori e Melfi, mentre per Somigliano d’Arco è prevista una consistente ristrutturazione per accogliere la produzione della Panda. Due modelli Chrysler per la ex-Bertone.

Marchionne definisce come una scelta inevitabile la chiusura di Termini Imerese, non lasciando aperto alcuno spiraglio circa la produzione auto, ma confermando che Fiat sarà pronta a mettere a disposizione lo stabilimento, qualora arrivasse un progetto serio. Per l’Amministratore delegato di Fiat lo svantaggio competitivo e le difficoltà strutturali legate allo stabilimento sono insostenibili, l’unico modo per risolvere la situazione sarebbe quello “di spostare la Sicilia vicino a Piemonte e Lombardia”. Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, prende atto della decisione, ma insiste per non perdere il polo industriale siciliano. È infatti previsto per le prossime settimane un tavolo negoziale per salvare e sostenere l’occupazione dell’area.

Il problema principale resta comunque il dislivello tra la manodopera degli stabilimenti auto Fiat Italiani ed esteri, questi ultimi assorbono meno risorse, e permettono al gruppo di contenere i costi e di offrire al mercato veicoli a prezzi competitivi. È da ricordare infatti che un’azienda per sopravvivere deve essere necessariamente competitiva, senza questa caratteristica rischia la chiusura, dunque certi provvedimenti aziendali vanno valutati attentamente sotto questo punto di vista. D’altro canto gli aiuti statali a Fiat dovrebbero essere ricambiati con una maggiore considerazione della manodopera italiana. I sindacati hanno accolto in modo critico il piano, seppur sono state prese con soddisfazione le novità positive riguardanti molti stabilimenti, ma il nodo da sciogliere rimane Termini Imerese.

Giuseppe Raso

Indennità di disoccupazione: Draghi chiede una revisione

Indennità di disoccupazione: Draghi chiede una revisione

Posted on 21 dic 2009 at 7:28am

In un discorso all’Università di Padova, dove gli è stata conferita una laurea honoris causa in statistica, il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi spezza una lancia a favore del governo, affermando che quanto fatto finora per il mondo del lavoro è già moltissimo, ma avverte che un passo avanti deve essere ancora fatto, per andare a coprire quella parte di popolazione esclusa dagli ammortizzatori sociali, che dovrebbero essere più capillari in quanto mezzi di sostegno per i cittadini. Per il governatore l’indennità di disoccupazione resta ancora modesta e la cassa integrazione è essenzialmente limitata ai comparti industriali, dunque ancora troppi gli esclusi.

Per la riforma dell’indennità di disoccupazione sono favorevoli i sindacati, è da tempo che richiedono a gran voce e con urgenza più tutele per i lavoratori che sono esclusi dal sistema, ma i consensi arrivano anche dal mondo politico, in particolare dall’opposizione, mentre la maggioranza non commenta, in quanto è quest’ultima ad avere in mano la patata bollente, e mettere mano al portafoglio in tempi di crisi non è cosa facile.

L’esigenza di una revisione nasce soprattutto dall’obiettivo di rafforzare sia l’efficienza produttiva che l’equità sociale, quest’ultima non sempre garantita. Il governatore ha fatto notare come questo inizio di ripresa economica sia dovuto soprattutto alle misure adottate dal governo per attutire gli effetti della crisi economica, dunque il dato che mostra una crescita nel terzo trimestre 2009 in termini di PIL è un dato che va preso con le molle e valutato con cautela, proprio perché frutto della spinta delle misure eccezionali. Un dato su tutti: i consumi che crescono grazie agli incentivi auto, ossia grazie ad una misura esterna al mercato. C’è da chiedersi se il mercato è ora in grado di andare avanti da solo, senza alcun intervento governativo.

Giuseppe Raso


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