
Giancarlo D’Andrea, commissario straordinario della compagnia di navigazione Tirrenia, ha da poco inviato le lettere d’invito ai tredici possibili acquirenti della stess compagnia di navigazione. I tredici acquirenti ora potranno formulare la propria offerta d’acquisto per la Tirrenia: avranno tempo fino al 15 marzo prossimo per inviare la propria offerta. Sono invece cinque le aziende che hanno presentato le offerte per Siremar, la controllata della Tirrenia che si occupa del trasporto marittimo locale in Sicilia. A tal proposito è stato rilasciato proprio un comunicato della compagnia: “facendo seguito al decreto del Ministro dello sviluppo economico con il quale è stato approvato il programma di cessione dei compendi aziendali di Tirrenia di navigazione e di Sicilia Regionale Marittima-Siremar”. Ecco le società che hanno ricevuto l’invito a formulare l’offerta per la Tirrenia: Atlantica spa di navigazione (Civitavecchia), Costantino Tomasos Trasporti Marittimi, la Forship, l’azienda anconetana Frittelli Maritime Group, il gruppo Grandi Navi Veloci, l’azienda nordamericana XTL, il gruppo Laviosa Minerals, Mediterranea Holding di Navigazione, Moby, Shipping Investments, Stradeblu, la Strategic Value Partners, il fondo Zao Soyuzneftegas Invest.
Per quello che riguarda la Siremar, le aziende che potranno presentare l’offerta sono: Caronte & Tourist, Mediterranea Holding di Navigazione, Riccardo Sanges & C., Traghetti delle Isole e Ustica Lines.
Pietro Gugliotta

C’è grossa crisi all’interno della Tirrenia, una compagnia di navigazione italiana, che collega con le sue navi merci e passeggeri diversi porti italiani e del Mar Mediterraneo. Gli accordi per la privatizzazione non sono andati a buon fine, adesso c’è il rischio di perdere migliaia di posti di lavoro. In un’intervista alla Stampa, il segretario generale di Uiltrasporti, Giuseppe Caronia, parla della situazione della Tirrenia e dello sciopero indetto per il 30-31 agosto, che potrebbe bloccare molti rientri dalle vacanze. “Non e’ un caso se siamo arrivati ad agosto, quando il Paese e’ fermo. Il piano del Governo era di far fallire Tirrenia per procedere allo spezzatino. Sono mesi che chiediamo un tavolo al Governo su Tirrenia. Nessuna risposta. Che altro potevamo fare per spezzare questo silenzio? Abbiamo chiesto allo Stato di mantenere una quota di controllo, ma non abbiamo alcuna pregiudiziale contro la vendita ai privati. Certo, si doveva procedere in modo piu’ ordinato e non cosi’ precipitosamente. Ma non e’ stato un caso. Il Governo voleva sin dall’inizio procedere con lo spezzatino, come ha detto il vice ministro Vegas alla Camera. Mettendo insieme Tirrenia e Siremar, sapevano che nessuno si sarebbe fatto avanti. Cosi’ loro avrebbero proceduto con il piano”. Ma i tempi sono molto brevi: il 30 settembre scade il termine per la privatizzazione fissato dall’Ue, l’Unione Europea. “Si puo’ ottenere una proroga. Anzi, il Governo avrebbe dovuto chiederla subito, scegliendo un momento migliore per privatizzare e non quello di crisi globale. Ora si proceda alla vendita separata di Tirrenia e di tutte le controllate. Il Governo gestisca la privatizzazione di Tirrenia e coordini, garantendo sulle clausole sociali, quella delle rotte locali”.
Pietro Gugliotta