
Che i Social Network, usati durante le ore di lavoro, potessero essere una perdita di tempo, penso che fosse sotto gli occhi di tutti. Sembra poco il tempo che passiamo su questi siti, ma in realtà una volta entrati su Facebook (come su Twitter o MySpace) per “controllare qualche novità”, si finisce per trovare qualche amico in chat, o condividere qualche link o notizia, insomma il tempo passa e non ce ne accorgiamo. Uno studio inglese però, oltre a certificare il tempo perso, ha anche quantificato economicamente il danno provocato dai social network. In tutto il mondo, facendo una media, il tempo passato sui Social Network durante le ore di lavoro è costato ben 22 miliardi di dollari. Sembra eccessivo ma è così: i dati forniti dal gruppo inglese sono un po vaghi, però su alcuni c’è molto da discutere. Per esempio, su mille lavoratori inglesi, almeno il 6% passa un ora sui social network, ben il 55% accede a questo tipo di siti durante le ore di lavoro e addirittura un terzo conferma di passare almeno mezzora su Facebook, MySpace o Twitter. Ma non solo, i lavoratori inglesi infatti passano tempo a guardare le foto su Flickr o i video su Youtube! Insomma, non si fanno mancare proprio niente! Ma siamo sicuri che siano solo gli inglesi a svagarsi durante le ore di lavoro? Se un simile studio venisse fatto in Italia, i risultati che ne potrebbero venir fuori, potrebbero essere anche peggiori.
Pietro Gugliotta

Il money-sharing arriva su Facebook. Sul famoso social network in genere ci si scambia foto e video, e ora anche il denaro. L’idea era nell’aria da tempo e già circolavano crediti per giocare con le applicazioni. Questa settimana è stata lanciata Buxter, un’applicazione con la quale i vari iscritti possono inviare somme di denaro minime, fino ad un massimo di 50 euro. Le commissioni variano a seconda del tipo di valuta utilizzata, 1,9% per i versamenti in euro o in dollari, 5% per altre monete.
L’applicazione è stata lanciata dalla società di Londra Click&Buy, specializzata in pagamenti online. Le commissioni sono in ogni caso richieste quando si esce dal circuito Buxter, ad esempio con un versamento sul conto corrente bancario.
Questa condivisione online di piccoli quantitativi di denaro sembra la soluzione ideale per dividersi il conto di una cena tra amici, e risulta completamente inadatta per grosse spese. Dunque una funzionalità parecchio limitata, ma che risulta il preludio di una grande rivoluzione. Infatti, molto probabilmente anche Facebook entrerà con prepotenza nel business dei pagamenti online, forte di un bacino di utenza che conta milioni di connessioni al giorno. La società ha annunciato proprio la scorsa settimana l’intenzione di potenziare la sua moneta virtuale. A lanciare Facebook nel nuovo giro d’affari è proprio il crescente utilizzo dei cellulari per connettersi alla rete internet, che presto ci porterà ad effettuare la maggior parte dei pagamenti proprio tramite il telefonino.