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Corte di giustizia :

Corte di giustizia : “Mediaset dovrà rimborsare gli aiuti di Stato per i decoder DTT”

Posted on 29 lug 2011 at 3:16pm

Momento poco felice per Mediaset, che dopo la crisi che sta attraversando Endemol, si trova di fronte un nuovo problema. Infatti la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha deliberato che Mediaset dovrà rimborsare lo Stato per gli aiuti erogati negli anni scorsi per l’acquisto dei decoder digitali terrestri, respingendo il ricorso presentato nei mesi scorsi per la sentenza dello scorso anno. “I contributi italiani per l’acquisto dei decoder digitali terrestri nel 2004 e 2005 costituiscono aiuti di Stato incompatibili con il mercato comune. Le emittenti radiotelevisive che hanno beneficiato indirettamente degli aiuti di Stato sono tenute a rimborsare le somme corrispondenti ai vantaggi in tal modo ottenuti” spiega la Corte di Giustizia nella motivazione della sentenza. L’esposto era stato portato avanti dalle emittenti televisive Centro Europa 7 e Sky Italia: infatti gli incentivi riguardavano l’acquisto dei soli decoder digitali, escludendo dunque il mondo satellitare. Adesso tocca al giudice nazionale – fanno sapere dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea – decidere e fissare un corretto importo del rimborso che Mediaset dovrà effettuare a favore dello Stato: non solo Mediaset non solo dovrà rimborsare i milioni di euro del contributo dello Stato, ma anche i vantaggi economici tratti dall’aumento dello share causato dall’operazione. Mediaset ha reso noto che ”l’importo a carico della nostra societá determinato dal Ministero dello Sviluppo Economico, su delega della Commissione Europea, è stato pari a 6,1 milioni di euro. La somma è stata interamente versata da Mediaset allo Stato Italiano nel febbraio 2010. E non è previsto alcun altro importo a nostro carico”.

Pietro Gugliotta

Crisi Tirrenia, sciopero il 30-31 agosto?

Crisi Tirrenia, sciopero il 30-31 agosto?

Posted on 12 ago 2010 at 12:41pm

C’è grossa crisi all’interno della Tirrenia, una compagnia di navigazione italiana, che collega con le sue navi merci e passeggeri diversi porti italiani e del Mar Mediterraneo. Gli accordi per la privatizzazione non sono andati a buon fine, adesso c’è il rischio di perdere migliaia di posti di lavoro. In un’intervista alla Stampa, il segretario generale di Uiltrasporti, Giuseppe Caronia, parla della situazione della Tirrenia e dello sciopero indetto per il 30-31 agosto, che potrebbe bloccare molti rientri dalle vacanze. “Non e’ un caso se siamo arrivati ad agosto, quando il Paese e’ fermo. Il piano del Governo era di far fallire Tirrenia per procedere allo spezzatino. Sono mesi che chiediamo un tavolo al Governo su Tirrenia. Nessuna risposta. Che altro potevamo fare per spezzare questo silenzio? Abbiamo chiesto allo Stato di mantenere una quota di controllo, ma non abbiamo alcuna pregiudiziale contro la vendita ai privati. Certo, si doveva procedere in modo piu’ ordinato e non cosi’ precipitosamente. Ma non e’ stato un caso. Il Governo voleva sin dall’inizio procedere con lo spezzatino, come ha detto il vice ministro Vegas alla Camera. Mettendo insieme Tirrenia e Siremar, sapevano che nessuno si sarebbe fatto avanti. Cosi’ loro avrebbero proceduto con il piano”. Ma i tempi sono molto brevi: il 30 settembre scade il termine per la privatizzazione fissato dall’Ue, l’Unione Europea. “Si puo’ ottenere una proroga. Anzi, il Governo avrebbe dovuto chiederla subito, scegliendo un momento migliore per privatizzare e non quello di crisi globale. Ora si proceda alla vendita separata di Tirrenia e di tutte le controllate. Il Governo gestisca la privatizzazione di Tirrenia e coordini, garantendo sulle clausole sociali, quella delle rotte locali”.

Pietro Gugliotta

Partono oggi gli

Partono oggi gli “Incentivi 2010″. Ecco le informazioni

Posted on 15 apr 2010 at 12:48pm

Partono oggi i nuovi Incentivi 2010, voluti dallo Stato per incentivare la spesa delle famiglie in alcuni settori. Cucine, elettrodomestici, moto, motori fuoribordo, immobili, rimorchi, macchine agricole, nautica, gru a torre per edilizia, efficienza energetica industriale, immobili ad alta efficienza energetica e la novità internet banda larga per i giovani (fra 18 e 30 anni) con uno sconto di 50 euro per le attivazione di questo servizio: sono questi i settori in cui il Governo ha preferito intervenire con una “iniezione” di 300 milioni di euro. Sono oltre ventimila i commercianti abilitati a vendere prodotti e servizi con l’utilizzo di uno sconto promosso dal Governo. E’ attivo un call center di Poste Italiane, al numero 800.123.450 da telefono fisso e al 199.123.450 da telefono mobile, attivo dal lunedì al sabato dalle 8 alle 20, per rispondere a tutti i vostri dubbi. E’ attivo anche un sito internet, dove troverete numerose informazioni sugli incentivi.

Il ministro dello Sviluppo economicoClaudio Scajola ha commentato l’intervento dello Stato sulla questione Incentivi. “L’intervento contribuirà a rilanciare i consumi e a rafforzare la crescita economica in questa fase di ripresa ancora lenta e intermittente“. La presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia però non è d’accordo con le parole del Ministro, tanto da attaccare quasi l’idea degli incentivi, che secondo la Marcegaglia non sono per nulla sufficienti. “In un Paese che per problemi di debito pubblico non ha avuto di fatto un pacchetto di stimolo, i mezzi a disposizione sono pochi e soprattutto sono rimasti fuori alcuni settori fondamentali della nostra economia come il mobile-arredo”. La presidente di Confindustria chiede anche “un ripensamento, con un’attenzione maggiore proprio nei confronti di questo settore (mobili d’arredamento)”. Anche il Codacons chiede che sia fatta qualcosa in più, specie nelle cifre: “Bisognerebbe aumentare lo stanziamento di fondi da 300 milioni a 3 miliardi di euro”. Richiesta provocatoria ma che fa capire il bisogno che ha l’industria ed il mercato italiano, di una forte spinta come quella degli incentivi.

Raccolti ben 100 miliardi con lo Scudo Fiscale

Raccolti ben 100 miliardi con lo Scudo Fiscale

Posted on 13 dic 2009 at 2:27pm

Sono stati rimpatriati ben 100 miliardi con lo scudo fiscale, questo è quanto riferito dalle fonti parlamentari della maggioranza. Tale cifra permette dunque allo Stato un gettito di 5 miliardi tramite l’applicazione dell’aliquota del 5% sulle somme rimpatriate. La scadenza per aderire rimane il 15 dicembre, ma fino al 31 dicembre del 2010 potranno essere concluse le operazioni che per motivi non legati alla volontà del contribuente non sono state concluse nei termini di legge. L’agenzia delle Entrate ha inoltre presentato una norma salvagente, che fa slittare al 30 aprile 2010 il termine per i transfrontalieri e dipendenti che lavorano all’estero.

Tra le possibili cause che permettono di slittare il completamento delle operazioni di rientro capitali, troviamo i ritardi nell’esecuzione dei bonifici transfrontalieri da parte di intermediari non residenti, operazioni di liquidazione attività, acquisizione di perizie di stima per attestare il valore di beni.

Per il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera,  dallo scudo fiscale trarranno vantaggio non solo le casse del fisco, ma anche l’economia del paese, poiché ben il 99% delle operazioni concluse ha riguardato capitali che sono rientrati in Italia, fisicamente o giuridicamente. Il direttore ha inoltre precisato che dopo la scadenze previste dallo scudo, coloro che verranno scoperti a lasciare patrimoni in paradisi fiscali rischieranno sanzioni molto severe, che potranno arrivare ad un massimo del 480 per cento della maggior imposta dovuta e non pagata. È da ricordare che con lo scudo fiscale sono entrate in vigore norme antievasione più severe.

Sempre a livello antievasione, stanno aumentando le collaborazioni internazionali per la scoperta dei furbetti che non pagano le tasse. Tra i paesi con i quali c’è un intenso scambio di dati fiscali c’è la Spagna, e un accordo simile prestò sarà stipulato con la Francia. Befera, conferma che la collaborazione con i paesi confinanti è un passo molto importante per la lotta all’evasione internazionale, e prospetta possibili collaborazioni future con paesi anche non europei.

Giuseppe Raso

60 Miliardi dallo scudo fiscale

60 Miliardi dallo scudo fiscale

Posted on 20 nov 2009 at 12:50am

Lo scudo fiscale è riuscito a riportare in Italia 60 Miliardi. Il rientro dei capitali procede dunque con un buon ritmo, in un primo momento si sono mossi soprattutto i piccoli patrimoni, mentre ora anche i grandi portafogli hanno preso la rotta verso l’Italia. Per tali portafogli, proprio per la loro consistenza, scaturiscono situazioni più complicate da gestire, ed inoltre occorre tenere conto dei tentennamenti da parte dei “Paperoni” indecisi.

In ogni caso secondo esperti di private banking si è solo a metà strada, e si prevede di raggiungere quota 100 miliardi. Siccome la scadenza, relativa al rientro di capitali, è prevista per il 15 dicembre, e molti portafogli sono costituiti soprattutto da strumenti illiquidi oppure da Hedge Fund, a gran voce è richiesta un proroga, che permetterebbe sicuramente ai ritardatari di rientrare nello scudo.

Il 5% del denaro rientrato in Italia sarà intascato dallo Stato, che aveva previsto un incasso di circa 4 miliardi. A questi ritmi il risultato sembra facilmente raggiungibile. Per le imprese lo scudo rappresenta un ottimo affare in quanto i capitali riportati in patria possono essere riutilizzati per patrimonializzare le imprese ottenendo deduzioni fiscali, oppure reinvestiti in beni strumentali ottenendo una speciale detassazione.

Al di là degli incassi dello Stato, occorre ricordarsi che lo scudo fiscale è una misura eccezionale, che va a premiare in un qualche modo gli evasori, e molti si interrogano sull’equità di un tale provvedimento. La speranza è quella di dover ricorrere il meno possibile in futuro a tali mezzi per far cassa.

Giuseppe Raso