
La Coldiretti ha presentato uno studio molto interessante sullo shopping natalizio. O per meglio dire, di uno shopping molto diverso ed assolutamente illegale: il taccheggio. Infatti secondo le prime stime della Coldiretti, aumenteranno del 4% i furti nei negozi in questo periodo natalizio. E’ proprio questo il periodo più caldo per i furti nei negozi, centri commerciali e supermercati: infatti secondo la Coldiretti, in questo periodo dell’anno aumentano più i furti che gli acquisti. Una consuetudine sempre piu diffusa in Italia: i dati – sottolineano dall’ente – mostrano come il 62% dei furti è attribuibile ai clienti, il 30% invece riguarda i dipendenti, mentre solo l’8% è realizzato dai fornitori. Fra i prodotti più rubati, non mancano alimentari, prodotti elettronici, ed abbigliamento; ma il genere più trafugato dagli scaffali resta quello dei prodotti alcolici, vino, spumanti e dunque alcolici in generale, seguiti dagli alimentari tipici di queste feste (come caviale, patè, formaggi). “Nel periodo di Natale, compreso tra metà novembre e fine dicembre, si registrano i maggiori furti dell’anno a causa dell’affollamento che rende piu’ facile sfuggire ai controlli e anche perché è il periodo dell’anno in cui crescono maggiormente le vendite. Ma il clima delle feste fa anche aumentare la voglia di correre maggiori rischi per accaparrarsi oggetti da regalare a se stessi e agli altri.Il fatto che l’età media dei ladri da scaffale durante le feste di Natale sia attorno ai 26 anni conferma che ad essere tentati sono soprattutto i giovani fino ai 40 anni dopo di che la percentuale scende rapidamente”.
Pietro Gugliotta

Dall’ultimo bollettino di Unioncamere, riguardante le dinamiche dei prodotti del Largo Consumo Confezionato, è emerso un nuovo quadro generale. Gli Italiani infatti, nell’ultimo bimestre del 2009, sono tornati a fare spesa nei supermercati facendo sempre più attenzione ai prezzi e alla qualità, puntando dunque su acquisti più oculati, e prodotti in promozione. In netto calo l’acquisto dei surgelati, i cui prezzi segnano un incremento, che non piace affatto ai consumatori. In aumento invece i prodotti di ampio uso, tipo pasta e olio.
L’ultimo bimestre dello scorso anno ha fatto segnare un incremento del 2,2% sui volumi di vendita, proseguendo così il trend di crescita cominciato nel bimestre passato. Il tutto è dovuto ad una politica di contenimento prezzi, che le imprese Gdo hanno assicurato per tutta la seconda metà del 2009. Non solo i consumatori hanno beneficiato della riduzione prezzi, ma anche i fatturati, che hanno registrato un + 1,2%.
A livello regionale si può notare che il Sud ha fatto segnare una riduzione media del fatturato dello 0,8%. È la Campania la regione con il più marcato decremento, -4,3%, mentre la Sicilia ha fatto segnare un +1,2%. Al centro l’Umbria ha registrato un calo del 1,1%, nel Lazio il giro d’affari complessivo è aumentato del 1,9%. Nel Nord-est spicca l’Emilia Romagna con un corposo +3%, mentre il Veneto non va oltre un modesto +0,2%. Nel Nord-Ovest è la Liguria a distinguersi con il suo +2%.