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Europa, gli Italiani pagano più tasse e ricevono meno servizi

Europa, gli Italiani pagano più tasse e ricevono meno servizi

Posted on 22 ago 2010 at 12:47pm

Interessante studio del Centro studi della Cgia di Mestre, a riguardo delle tasse e dei servizi che i cittadini ottengono in tutta Europa. Il dato deve fare molto riflettere: in Italia, il cittadino versa in media 7.350 euro di tasse, ricevendo 8.023 euro di servizi welfare. Gli Italiani sono quelli che pagano mediamente di più (ad eccezione dei francesi) e che ottengono meno. Ecco alcuni esempi europei:
- Francia, tasse medie pagate: 7.438 euro, servizi welfare: 10.776 euro;
- Germania, tasse medie pagate: 6.919, servizi welfare: euro 9.171 euro.
Differenze dunque sostanziali rispetto a questi due Paesi, presi in esempio dal Cgia di Trieste. Infatti anche se i francesi pagano più tasse rispetto agli italiani (ma la differenza come potete notare è minima) possono ottenere più servizi. In Italia dunque pochi servizi e cari. Il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, intervistato da CNRmedia, commenta i dati del Cgia. “La situazione è fortemente sconfortante perché dimostra ancora una volta come, in Italia non vengano destinate risorse adeguate per la casa, per aiutare le famiglie indigenti, i giovani, i disabili e chi vive ai margini della società. E’ evidente a tutti che le tasse così elevate nel nostro Paese sono la conseguenza di una spesa pubblica eccessiva. E’ innegabile che il problema dell’evasione fiscale pesi sull’Italia. Ma allora sarebbe anche opportuno studiare una strategia efficace affinché venga fatta emergere l’economia sommersa e si faccia pagare chi è completamente sconosciuto al fisco”.

Pietro Gugliotta

Bonaiuti:

Bonaiuti: “Manovra economica da 24 miliardi ma niente condono”

Posted on 24 mag 2010 at 3:56pm

Intervenuto questa mattina alla trasmissione “Mattino Cinque”, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti ha tracciato le linee guida della manovra economica che verrà approvata domani. Già questa sera ci sarà la consulta economica del Pdl, mentre domani pomeriggio verrà aperto il Consiglio dei Ministri che dovrebbe varare questa manovra finanziaria.
“La manovra sarà di 24 miliardi. Ieri sono stato da Tremonti. E’ stata una giornata di lavoro intenso” ha esordito il sottosegretario alla presidenza. “Non ci sarà alcun condono edilizio, si tratta piuttosto di mettere a catasto due milioni di unità abitative. Non si metteranno le mani nelle tasche degli italiani, non ci saranno quindi nuove tasse, piuttosto ci sarà la riduzione delle spese dei ministeri, che dovrà essere concordata con i responsabili dei singoli dicasteri”. E sulle pensioni, Bonaiuti spiega: “Nessun ritocco alle pensioni. Non sono assolutamente previsti ritocchi all’ammontare, mentre ci potranno essere rimodulazioni delle finestre di uscita. L’entità non si tocca. Vedremo se ritoccare le finestre, cioé i tempi di uscita. Ma ne stiamo parlando con le parti sociali. Non ci sarà macelleria sociale”. Verranno sicuramente toccate le tasche dei manager, “Giusto che chi guadagna di più dia un segnale equo al paese, nel momento dei sacrifici” ha concluso Bonaiuti.
Intanto sono state convocate per domani alle ore 12, a Palazzo Chigi, le parti sociali, datoriali e sindacali: oltre 60 sigle verranno ricevute a partire della ore 12 in questo incontro che dovrà far discutere le parti sulle “misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e la competività economica” dell’Italia, come si legge su una nota firmata dalla presindenza del Consiglio.

Pietro Gugliotta

Per Draghi è importante valutare attentamente la proposta di tassazione alle banche

Per Draghi è importante valutare attentamente la proposta di tassazione alle banche

Posted on 18 apr 2010 at 4:05pm

Il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, alla conferenza stampa al margine delle riunioni dell’Eurogruppo ed Ecofin di Madrid, ha evidenziato per l’ennesima volta la fragilità e la non uniformità della ripresa, che molto probabilmente sarà più lenta rispetto agli Stati Uniti e ai paesi emergenti.

Le preoccupazioni maggiori arrivano proprio dal credito, la cui crescita dovrebbe accompagnare la ripresa, ed invece stenta a crescere, poiché i rischi su crediti sono lievitati. Proprio per questo è necessaria una maggiore pressione sulle banche, che dovranno obbligatoriamente ricapitalizzarsi per fare fronte a sofferenze finanziarie e per rafforzarsi a livello patrimoniale. Draghi si è mostrato contrario a tassare di più le banche, proprio perché potrebbe esserci un’ulteriore restrizione sull’erogazione dei prestiti.

Per il governatore è importante capire lo scopo della tassazione sugli istituti di credito, che può essere utilizzata per aiutare le banche durante la crisi, oppure per la contribuzione ad un fondo contro le insolvenze. Draghi ha poi voluto sottolineare l’urgenza di riforme strutturali che rialzino il livello di crescita, ma che devono essere necessariamente condivise a livello europeo per dare una maggiore uniformità al sistema.

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Fisco: dopo la crisi Tremonti abbasserà le tasse

Fisco: dopo la crisi Tremonti abbasserà le tasse

Posted on 24 gen 2010 at 1:31pm

Alla convention del Pdl di Arezzo, il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, torna a parlare di tasse, garantendone la riduzione quando la situazione economica lo permetterà. Il Ministro ha voluto precisare che è priorità dell’esecutivo “conservare le persone e la coesione sociale”, facendo intendere che un taglio delle tasse in questo momento potrebbe essere dannoso per sanità, sicurezza e pensioni. In merito alla politica adottata nei confronti delle banche dal presidente USA Obama, il ministro è parso molto scettico sulla tempistica di attuazione della stessa, giudicandola tardiva.

Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, replica seccamente alle parole del ministro, che lo accusavano di essere pro aumento delle tasse, dichiarandosi semplicemente stanco di sentire la solita favola dell’abbassamento delle tasse. Bersani ha sottolineato come diversi paesi (Gran Bretagna, Francia e Germania) stiano facendo riforme fiscali in tempi di crisi, cosa che l’Italia non è intenzionata a fare. Per Treu, senatore del Partito Democratico, troppe le contraddizioni attorno a Tremonti e al governo, che hanno preferito concentrarsi sullo scudo fiscale, piuttosto che dare priorità alle famiglie e ai redditi da lavoro.

Ottimista il ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola, che si è detto convinto che entro la fine dell’anno partirà il taglio delle tasse, tutto questo grazie alla gestione rigorosa dei conti del 2008, 2009, 2010.

Giuseppe Raso

Fisco: famiglie italiane sempre più tartassate

Fisco: famiglie italiane sempre più tartassate

Posted on 17 gen 2010 at 2:29pm

Il carico fiscale è un problema molto sentito in Italia, soprattutto quando si tratta di famiglie. Da un’analisi condotta dall’Ufficio Studi degli artigiani di Mestre si può notare che la situazione Italiana in ambito di pressione fiscale sulle famiglie è una delle peggiori in Europa. Paesi come Francia adottano il quoziente familiare, che prevede un’imposta che decresce all’aumentare del numero dei componenti del nucleo familiare.

L’istituto, nella sua analisi, ha preso come punti di riferimento due famiglie, una italiana e una francese, entrambe composte da marito, moglie e due figli, e ne ha calcolato e confrontato l’imposta sulle persone fisiche. I risultati hanno mostrato una netta discrepanza tra sistema francese e italiano. Vediamo un esempio. Nel caso di un unico reddito percepito in famiglia di 30 mila euro, in Francia il peso fiscale è di 348 euro, in Italia è di 5.010 euro. Un differenza di 4.662 euro.

La differenza sta proprio nel “foyer fiscal”, un sistema basato su quote, che permette alle famiglie francesi in base al numero di componenti familiari di pagare meno tasse. In Italia sono presenti degli sgravi per i nuclei familiari più numerosi, ma il carico fiscale risulta ancora eccessivo. Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre, insiste sul fatto che in Italia, le famiglie monoreddito sono la stragrande maggioranza e sono le più tartassate. L’inefficienza dei servizi pubblici implica dei costi per le famiglie italiane, e dunque oltre ad imposte così alte, sono obbligate a pagare servizi privati per supplire alle carenze di un sistema pubblico a volte inesistente. È ovvio che una tale erosione del reddito sfoci in contrazione dei consumi.

Giuseppe Raso