
Axel Weber, presidente della Bundesbank, ha comunicato la decisione di lasciare il suo incarico dal 30 aprile: la decisione è stata ratificata dopo un meeting con la cancelliera tedesca Angela Merkel e il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble. “Il Cancelliere e il ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble hanno preso atto della decisione del professor Weber, assunta per ragioni personali” ha comunicato il portavoce del governo tedesco. Dopo questa notizia un po a sorpresa, Weber viene anche tagliato fuori dalla corsa per la guida della Banca Centrale Europea. La notizia è importante perchè a questo punto prende maggiore forza la candidatura del Governo italiano: infatti il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha confermato che “la candidatura Italiana di Mario Draghi, alla guida della Bce sarà sostenuta dal governo”. Il governatore di Bankitalia gode di un grande prestigio non solo a livello europeo, dunque la sua figura potrebbe essere fra le più autorevoli che verranno proposte dai capi di Stato per la successione a Trichet come presidente della Banca Centrale Europea. Tremonti ha commentato la situazione economica europea, spiegando che “la criticità della crisi finanziaria europea è nelle banche più che nei debiti pubblici. La situazione va giudicata come una crisi bancaria, perchè di questo si tratta, e in questi termini deve essere gestita”.
Pietro Gugliotta

Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, ha parlato in mattinata all’assemblea degli imprenditori di Varese, proprio sul tema finanziario della Manovra promossa dal Ministro Giulio Tremonti.
“Bisogna vedere come i provvedimenti finiscono approvati - ha esordito la Marcegaglia – Il fatto che sia da parte del centro-destra che del centro-sinistra ci sia una richiesta di andare avanti con la Tremonti ter, un provvedimento molto interessante, che sta dando risultati proprio adesso che c’è un minimo di miglioramento economico, è un fatto molto positivo. L’Europa – ha detto la presidente degli industriali- deve occuparsi anche della crescita delle sue imprese non porre solo vincoli. Dobbiamo riuscire a intercettare i bisogni di nuovi mercati, una sfida importante. La manovra va realizzata rapidamente e con saldi invariati. Situazioni diverse - prosegue – sarebbero prese male dall’Europa, dai mercati e non servirebbe al paese. La manovra nei saldi non deve essere cambiata e non deve essere scarnificata. Ne abbiamo bisogno per tenere i conti pubblici sotto controllo e tagliare la spesa pubblica. Qualche modifica sì, ma deve essere concordata. Le parole di Trichet (“sanzioni più efficaci per i paesi che non rispettano le norme del Patto Ue di stabilità e di crescita”) sul fatto che ci saranno sanzioni automatiche per chi sforerà ci impongono di fare la scelta di intervenire sui conti pubblici. Quindi, la manovra prima di tutto”. Conclusione sull’eventuale eliminazione della norma sui certificati verdi. “Una norma sbagliata - conclude – che non portava nessun vantaggio al disavanzo pubblico, creando invece disincentivi agli investimenti in un settore che riteniamo importante per la crescita”.
Pietro Gugliotta

La BCE non ha tradito le aspettative, confermando in questo modo la proprio politica monetaria. Il board dell’Istituto Centrale ha infatti deciso di mantenere il tasso di interesse di riferimento fermo sull’1%. Sono ben 12 mesi che i tassi si trovano su questi livelli, l’ultimo taglio avvenne il 7 maggio del 2009, ed in tale occasione la riduzione dei tassi d’interesse fu di 25 punti base.
Il presidente della Banca Centrale Europea, Jean-Claude Trichet, ha voluto ribadire che l’attuale livello dei tassi d’interesse rimane appropriato, considerando anche quella che è l’attuale dinamica dei prezzi. Ma il banchiere ha avvertito che l’andamento dei prezzi dell’energia potrebbe farsi sentire a livello d’inflazione.
Per quanto concerne i rischi legati alla crisi finanziaria greca, Trichet si è mostrato favorevole al programma politico e finanziario elaborato dal governo di Atene, sottolineando la situazione completamente differente nella quale versano paesi come Portogallo e Spagna. Sempre il numero di BCE ha voluto escludere assolutamente la possibilità di Default della Grecia e di qualsiasi altro paese Euro.

Il presidente della BCE Jean-Claude Trichet, intervenuto al convegno di Confindustria di Parma, ha ribadito che per rilanciare l’economia italiana saranno necessarie le riforme strutturali, e occorrerà dunque seguire ciò che più volte ha suggerito la Banca d’Italia tramite il suo governatore Mario Draghi. Trichet ha infatti affermato che: “Le economie come l’Italia, che hanno sofferto un calo delle proprie quote di mercato, hanno bisogno di lanciare una nuova strategia a lungo termine per la competitività”.
Parlando della ripresa, il presidente della BCE, ha sottolineato come nell’area Euro ci si attenda una crescita moderata nel 2010, e soprattutto diseguale nelle diverse regioni. Ora che stiamo entrando nel terzo trimestre 2010, l’economia globale ha solo iniziato ad emergere dal lungo periodo di crisi, e la strada è lunga e incerta.
Da Trichet anche parole d’elogio circa la politica di bilancio italiana nel medio termine e il nostro ministro dell’Economia, che è riuscito a resistere alle pressioni per l’introduzione di stimoli fiscali troppo invasivi. Giudizi, quelli del presidente della Banca Centrale Europea, che vanno a premiare l’Italia, un paese che nonostante le molte critiche ha retto bene l’urto con la crisi, ma che ora per evitare una situazione stagnante necessità di un drastico cambio di marcia.

È già partita la campagna per l’ambita poltrona della Presidenza della Banca Centrale Europea (BCE), in quanto il mandato di Jean Claude Trichet scadrà tra un anno e mezzo. Un ruolo che conferisce ovviamente potere e prestigio all’interno di un’istituzione europea molto importante, e ad ambire a tale ruolo in modo deciso sono Roma e Berlino. Il governo italiano sembra gradire molto la possibile candidatura del governatore della Banca d’Italia Mario Draghi. Paolo Bonaiuti, portavoce del premier e sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ha dichiarato: “Il governo sosterrà Draghi con forza come candidato alla guida della Bce. Noi sosteniamo da sempre tutte le candidature italiane, anche quelle di una diversa parte politica, come certo non è il caso di Draghi”.
La Germania non vuole certamente lasciarsi sfuggire la presidenza, e secondo quanto riportato dal quotidiano “La Stampa”, i tedeschi sono pronti a porre un veto pesante contro Mario Draghi. Sembra proprio che la Germania sia intenzionata a mettere sulla poltrona di presidente della BCE Axel Weber, attuale presidente della Bundesbank, la banca centrale tedesca.
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha parlato dell’improbabilità del veto tedesco, ed ha aggiunto che non è stata ancora formulata una candidatura ufficiale per la presidenza della BCE, e che i tempi sono ancora maturi per una decisione che sarebbe più utile affrontare tra un anno e mezzo, senza esporsi troppo apertamente. Per il ministro degli esteri, Franco Frattini, non è il caso di alimentare il toto-presidenza adesso. La corsa è però gia iniziata, la prossima settimana infatti ci sarà la nomina del vice-presidente della BCE in sostituzione di Lucas Papademos, che porterà un cambiamento degli equilibri, incidendo di conseguenza sulle future candidature alla presidenza BCE.
Giuseppe Raso