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Fiat, a Pomigliano firmato accordo separato, no della Fiom

Fiat, a Pomigliano firmato accordo separato, no della Fiom

Posted on 30 dic 2010 at 1:05pm

E’ stato ratificato ieri con firma di Ugl, Fim, Uilm, Fismic il nuovo contratto per l’assunzione dei 4600 dipendenti dello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco: è questa la nota rilasciata dalla Fiat ieri. Come ben saprete, la Fiat ha creato una Newco appositamente per lo stabilimento campano, sulla base dell’accordo già raggiunto nel giugno scorso con i sindacati, dunque ha riassunto i lavoratori in questa nuova società. Lo stabilimento di Pomigliano sarà occupato nella produzione della nuova Fiat Panda, a partire da gennaio 2011. Ma come già detto, si tratta di un accordo separato: infatti fra le sigle sindacali che hanno raggiunto ieri la firma dei contratti, non c’è la Fiom. Infatti l’organo della Cgil ha rinunciato a partecipare al tavolo sindacale perchè non ha condiviso l’accordo raggiunto a giugno. Per protestare contro questo accordo, sono state annunciate 8 ore di sciopero il 28 gennaio. Molto soddisfatto dell’accordo è il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. “La firma consolida l’investimento promesso, e già avviato, mentre migliora le condizioni retributive e le potenzialità di progressione reddituale e professionale dei lavoratori. Il Governo ha fatto la sua parte con la detassazione al dieci per cento  di tutta la parte del salario che si può ricondurre alle intese per la maggiore produttività del lavoro”.

Pietro Gugliotta

Fiat, riparte oggi il tavolo per l'accordo di Mirafiori

Fiat, riparte oggi il tavolo per l’accordo di Mirafiori

Posted on 24 dic 2010 at 9:46am

Si ricomincia: da stamattina è iniziato l’incontro per il nuovo tavolo fra la Fiat e le associazioni sindacali. Potrebbe arrivare già oggi la firma, ma sarebbe una firma separata, un po come è accaduto a Pomigliano: infatti la Fiom sembra molto rigida sulla sua posizione, dunque è probabile che resterà fuori dall’accordo sindacale per Mirafiori che potrebbe arrivare in questi giorni. Anche perchè Fim, Uilm, Fismic e Ugl erano già d’accordo quasi un mese fa: l’unico tentennamento era sul contratto dei metalmeccanici, ma il resto delle proposte avanzate dalla Fiat erano state apprezzate dalle organizzazioni sindacali, esclusa la Fiom. Dunque c’è di nuovo il rischio che tutte le associazioni possano siglare il contratto, ad esclusione della Fiom che comunque siederà al tavolo quest’oggi per discutere con Fiat del nuovo accordo da raggiungere. Dal punto di vista dell’azienda, Sergio Marchionne, l’a.d. di Fiat, è rimasto stabile sulle sue posizioni, senza lanciare ultimatum o fare passi indietro: l’importante – spiegava Marchionne qualche giorno fa – è raggiungere l’obiettivo Fiat: “competitività, produttività, governabilità delle fabbriche”. Niente di piu. Del resto Marchionne aveva già dichiarato l’esistenza di numerosi “piani B”, primo fra tutti quello di esportare la produzione di Mirafiori in America, negli stabilimenti della Chrysler. Adesso toccherà alle associazioni sindacali decidere se firmare o no, ma già si parla di un possibile referendum fra gli operai di Mirafiori, per capire il loro parere sull’accordo.

Pietro Gugliotta

Federmeccanica:

Federmeccanica: “Abbiamo disdetto il contratto del 2008″

Posted on 08 set 2010 at 12:12pm

Pierluigi Ceccardi, presidente di Federmeccanica, ha comunicato che “è avvenuto il recesso del contratto nazionale siglato il 20 gennaio 2008 e valido fino al 2012“. Il presidente ha poi spiegato che “il contratto non sarà piu valido dal primo gennaio 2012. Inoltre – spiega Ceccardi – la decisione di considerare già spirato il contratto è avvenuta a fronte delle minacciate azioni giudiziarie della Fiom relative all’applicazione di tale accordo ed è comunicata in via meramente tecnica e cautelativa allo scopo di garantire la migliore tutela delle aziende”. E’ stato un atto dovuto, in modo tale da permettere a Federmeccanica di potersi sedere al tavolo delle trattative con Fiat, insieme ai sindacati Fim, Uilm, Fismic e Ugl, per la ratifica di un contratto nazionale con norme specifiche per il settore dell’auto. “Fiat non ha spinto per niente, l’accelerazione che abbiamo imposto oggi è per tutelare le esigenze delle aziende metalmeccaniche e di un milione di lavoratori che dipendono da esse. Il consiglio direttivo – prosegue Ceccardi – ha preso in esame l’evoluzione dei rapporti sindacali nel settore dopo il rinnovo del contratto nazionale del 15 ottobre 2009 e la vicenda relativa allo stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco. Il convincimento unanime è la necessità di proseguire con determinazione nell’adeguamento delle relazioni industriali, sindacali e contrattuali alla domanda di maggior affidabilità e flessibilità che proviene dalle imprese per consentire loro una migliore tenuta rispetto all’urto della competizione globale. E’ urgente una regolamentazione condivisa del sistema di rappresentanza – spiega il presidente di Federmeccanica – sulla cui necessità esiste generale consenso e disponibilità dichiarata dalle parti. Tale regolamentazione è prevista dall’accordo interconfederale del 15 aprile 2009, non sottoscritto dalla Cgil. L’auspicio di Federmeccanica è che anche l’organizzazione guidata da Guglielmo Epifani faccia marcia indietro e che le confederazioni attivino al più presto un tavolo per regolamentare la materia per via pattizia”.

Pietro Gugliotta

Fiat, 5 proposte per Termini Imerese

Fiat, 5 proposte per Termini Imerese

Posted on 17 giu 2010 at 11:18am

In questi giorni si parla molto dello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco, che ha una situazione in evoluzione. Meno fortunato, è lo stabilimento di Termini Imerese, in provincia di Palermo. La Fiat ha deciso di non investire più in questo polo, dunque il Governo sta cercando di trovare una soluzione per non lasciare troppa gente disoccupata. Il ministero dello Sviluppo Economico, ha designato come adviser Invitalia, che ha pubblicato un annuncio in cui invita a manifestare interesse per la riqualificazione del polo industriale di Termini Imerese. Chi volesse investire in questo polo, potrà presentare una manifestazione di interesse, che deve pervenire entro le 11,59 del 31 luglio. Nel documento, pubblicato su un quotidiano italiano, si legge: “Potranno essere in considerazione anche eventuali manifestazioni di interesse pervenute oltre tale termine o indipendentemente dal presente invito, verranno considerate di prioritario interesse quelle inerenti il settore dell’automotive“.
I progetti in lizza al momento, secondo indiscrezioni, sono 5: i primi 3 riguardano il settore auto, uno riguarda il settore agricolo e un altro il settore della produzione televisiva e cinematografica. Le voci indirizzano questi progetti verso alcuni nomi, come “De Tomaso”, “Mope stampaggio” e “Rev”. Salvatore Burrafato, sindaco di Termini Imerese, commenta così le voci che riguardano lo stabilimento. “Fino a oggi, le 5 proposte arrivate al ministero non ci lasciano del tutto tranquilli anche se si tratta sicuramente di investimenti interessanti e nonostante manchino 18 mesi alla cessazione della produzione Fiat. Questo processo di selezione dei piani di impresa di investitori pronti a venire a Termini Imerese deve essere accompagnato da un’analisi seria delle procedure utili all’insediamento delle nuove attività produttive entro dicembre”. Rocco Palombella, segretario nazionale della Uilm, dice che “il 15 giugno partirà il bando pubblico e una lista definitiva dei pretendenti sarà pronta il 30 novembre, 15 giorni dopo una short list di aziende italiane”.

Pietro Gugliotta

Stabilimento Fiat di Pomigliano, ecco com'è la situazione

Stabilimento Fiat di Pomigliano, ecco com’è la situazione

Posted on 15 giu 2010 at 11:52am

Sono giorni interminabili questi per i lavoratori della Fiat dello stabilimento di Pomigliano d’Arco. L’a.d. Fiat, Sergio Marchionne, ha lanciato l’ultima proposta per salvare lo stabilimento, adesso la parola è passata ai sindacati. Non ci hanno pensato moltissimo, Fim-Cisl, Uilm e Fismic e Ugl,
che hanno accettato l’offerta Fiat. Non è stato così per la Fiom- Cgil, che al momento ha chiesto tempo, dovendo consultarsi con i propri lavoratori, che al termine di una riunione voteranno con un referendum. Proprio il segretario generale dei metalmeccanici Cgil Maurizio Landini, commenta questa situazione di stallo della trattativa. “Siamo di fronte ad un ricatto nei confronti della Fiom e dei lavoratori. C’è l’adesione di alcune organizzazioni ad un testo presentato dalla Fiat, su cui loro stessi ancora oggi hanno sollevato delle critiche. Se la Fiat – prosegue Landini – vuole mantenere la posizione del documento presentato l’altro giorno, il comitato centrale all’unanimità non considera possibile che quel testo venga firmato”.
L’ad di Fiat Sergio Marchionne si dice “abbastanza contento” della situazione in essere, ma è chiaro che “è stato fatto solo un passo in avanti, adesso bisogna chiudere. Si sarebbe creato un grandissimo problema se ieri sera fosse finita male. Sia per loro che per noi. Ci stiamo giocando la vita di 5.000 persone, bisogna trovare l’accordo per dare lavoro a 5.000 persone. Se i lavoratori non vogliono l’investimento basta che ce lo dicano”. Infatti pare proprio che la Fiat si stia convincendo a trovare una soluzione alternativa, per non rimanere bloccata in questa situazione. E si parla con insistenza – nonostante le smentite proprio di Marchionne – di una possibilità estera: trasferire la produzione della nuova Panda, allo stabilimento di Tichy, in Polonia. Contro la Cigl, anche il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni. “Salvando quell’investimento di Pomigliano salviamo tutti gli insediamenti della Fiat. Spero che nei prossimi giorni la Fiom ci ripensi e che Epifani si pronunci su questo. Noi abbiamo già sondato i lavoratori e c’è un entusiasmo davvero importante. L’accordo per Pomigliano non è un ricatto: il ricatto viene invece da ambienti rissosi e più che minoritari”.

Pietro Gugliotta

Fiat - Stop alla produzione auto a Termini Imerese

Fiat – Stop alla produzione auto a Termini Imerese

Posted on 03 dic 2009 at 11:58am

Sembra ormai definitiva la decisione di Fiat di fermare la produzione di auto a Termini Imerese. Un’ora di colloquio fra il ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola e Fiat Auto è il preludio di un intenso faccia a faccia, che vedrà in dicembre un mese particolarmente caldo sul fronte decisionale.

L’obiettivo del governo e l’auspicio dei sindacati è principalmente quello di fare aumentare la produzione di automobili in Italia, tramite politiche industriali e di incentivo a sostegno del mercato. Per il segretario generale della Uilm, Antonio Regazzi, è necessario che Fiat faccia chiarezza sulla sua strategia per l’Italia, indicando chiaramente a quali condizioni si può aumentare la produzione a 1,5 milioni di auto l’anno. Per sopravvivere lo stabilimento di Termini Imerese ha bisogno di essere attrezzato in maniera adeguata.

L’amministratore delegato Sergio Marchionne su Termini Imerese parla di una riconversione ad altre produzioni, facendo capire che la sua intenzione non è quella di chiudere lo stabilimento, ma di produrre altra componentistica, della quale ancora non si sa nulla. Scajola ha riferito che il governo sta lavorando ad una ridefinizione degli incentivi per l’acquisto di vetture ecologiche nel 2010, agevolazioni al consumo che possono sicuramente sostenere la domanda.

La Fiat sostiene che un solo stabilimento in Polonia con 6/7 mila operai produce lo stesso numero di auto, ossia 650.000, prodotte in 6 stabilimenti Fiat in Italia con ben 22.000 dipendenti. Numeri che giustificano la delocalizzazione produttiva della multinazionale a scapito del fattore umano. Ma quanto giova al nostro paese?

Giuseppe Raso