Posts Tagged ‘unicredit’

Financial Stability Board:

Financial Stability Board: “Ecco le banche che dovranno ricapitalizzare”

Posted on 11 nov 2011 at 3:33pm

I tempi sono stretti, le banche hanno necessità di ricapitalizzare: a confermarlo è il Financial stability board, denominato Fsb, con il presidente uscente Mario Draghi, che in occasione del G20 di Cannes, aveva dichiarato che il nuovo pacchetto di regole sulle banche sistemiche, avrà un impatto sull’intero sistema economico. “Servirà a ridurre le catastrofiche conseguenze dal fallimento delle Sifi” spiegava Draghi. E qualche giorno, il Fsb ha pubblicato una prima e parziale lista di 29 banche, che dovranno aggiornare il proprio capitale, per rientrare nei requisiti richiesti. Le misure devono essere completate entro la fine del 2012, come suggerisce Draghi, mentre l’intero pacchetto andrà completato nel 2019. Ecco la lunga lista di banche: Bank of America, Bank of China, Bank of New York Mellon, Banque Populaire Cde, Barclays, Bnp Paribas, Citigroup, Commerzbank ,Credit Suisse, Deutsche Bank, Dexia ,Goldman Sachs, Group Crédit Agricole, Hsbc, Ing Bank, Jp Morgan, Lloyds Banking Group, Mitsubishi Ufj Fg, Mizuho Fg, Morgan Stanley, NordeA, Royal Bank of Scotland, Santander, Société Général, State Street, Sumitomo Mitsui Fg, Ubs, Unicredit, Wells Fargo.
Dunque per quanto riguarda l’Italia, l’unica banca che dovrà ricapitalizzare è Unicredit, analizzando la situazione europea sono ben 17 gli istituti che dovranno mantenere requisiti patrimoniali supplementari, a partire dal 2016. In poche parole, queste banche dovranno far si che una eventuale crisi non ricada sui contribuenti, dunque dovranno aumentare il proprio capitale proprio per evitare che questo rischio si concretizzi.

Pietro Gugliotta

Ricapitalizzazione banche italiane: mancano quasi 15 miliardi di euro

Ricapitalizzazione banche italiane: mancano quasi 15 miliardi di euro

Posted on 30 ott 2011 at 1:23pm

E’ arrivata nei giorni scorsi, la conferma che molti aspettavano: l’EBA, l’Autorità di controllo bancaria europea, ha richiesto la ricapitalizzazione delle principali banche europee. La necessità di ricapitalizzare ha anche una scadenza: giugno 2012. La somma totale, secondo le prime stime, ammonta a 106.5 miliardi di euro per i 30 gruppi europei più importanti. Allargando la quota ai 70 gruppi bancari, la cifra sale a 160 miliardi di euro: una cifra molto importante ma al di sotto delle aspettative e delle stime effettuate nei giorni scorsi, una su tutte quella del Fondo Monetario Internazionale. Di base toccherà ai singoli azionisti privati aumentare il capitale del gruppo bancario, in caso di inadempienza però toccherà al fondo europeo Efsf. Per quanto riguarda l’Italia, la cifra che dovrà essere ricapitalizzata ammonta a poco meno di 15 miliardi di euro: Unicredit, Mps, Banco popolare, Ubi Banca dovranno infatti effettuare entro giugno 2012 una ricapitalizzazione totale di 14.77 miliardi di euro. Fra i paesi con una quota molto alta da ricapitalizzare, notiamo subito la Grecia e la Spagna: le banche greche dovranno coprire un buco di 30 miliardi, mentre gli istituti spagnoli dovranno ricapitalizzare per 26.1 miliardi di euro. Molto importante il termine: infatti la necessità imposta dall’EBA richiede una soluzione rapida, dato che la scadenza è stata posta entro giugno 2012.

Pietro Gugliotta

Unicredit, Profumo accusato di frode fiscale: sequestrati 245 milioni di euro

Unicredit, Profumo accusato di frode fiscale: sequestrati 245 milioni di euro

Posted on 20 ott 2011 at 3:52pm

La Procura di Milano ha messo sotto inchiesta Alessandro Profumo, ex amministratore delegato di Unicredit: l’accusa è frode fiscale, nell’ambito del caso “Brontos”. Insieme a Profumo, sono stati indagati altri sedici manager della banca. Inoltre, la Procura ha sequestrato 245 milioni di euro: si tratta del profitto del reato che la banca avrebbe commesso, fra il 2007 ed il 2008. Si tratterebbe di una frode fiscale, organizzata con la banca inglese Barclays: Unicredit avrebbe dovuto pagare le tasse sul 100% degli interessi di deposito, invece ha pagato solo il 5% sui didivdenti dell’operazione, dato che per legge sono deducibili al 95%. Il procuratore aggiunto, Alfredo Robledo, pensa che gli interessi siano stati “trasformati” in dividendi, in modo che Unicredit avrebbe potuto avere un grande risparmio, specie sulle imposte Irep e Ires, con un ammanco per il fisco, stimabile in 245 milioni di euro. “Dichiarazione fiscale fraudolenta mediante altri artifici”: è questa l’accusa per il banchiere Profumo, insieme a lui sono sotto inchiesta anche Ranieri De Marchis, ex direttore finanziario, Vittorio Ogliengo, ora a capo della divisione Corporate e Gabriele Piccini country manager per l’Italia, per un totale di sedici manager, oltre i tre indagati che appartengono alla banca inglese Barclays. Unicredit ha risposto con uno scarno annuncio del suo portavoce, che ha dichiarato: “Unicredit è molto sorpresa per questa iniziativa, che non cambia la convinzione della banca circa la correttezza del proprio operato e di quello dei propri dipendenti”.

Pietro Gugliotta

Stress test Eba superato da Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mps, Ubi e Banco Popolare

Stress test Eba superato da Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mps, Ubi e Banco Popolare

Posted on 17 lug 2011 at 12:58pm

Buona notizia per le banche italiane: infatti è stato pubblicato il resoconto dell’Eba, European banking authority, che ha eseguito lo stress test. Questo esame è stato condotto a livello europeo, su un totale di 90 istituti di credito bancario: si tratta fondamentalmente di simulazioni sulla capacità di resistenza in condizioni difficili e sull’adeguatezza dei livelli di capitalizzazione. Tutte le cinque bianche italiane hanno passato lo stress test Eba: sono Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mps, Ubi e Banco Popolare, che non hanno avuto difficoltà come ampiamente previsto dagli analisti. Soddisfazione dal Ministero dell’Economia. “Il Governo prende atto e accetta i risultati degli stress test europei e apprezza il miglioramento della trasparenza che è stato raggiunto. L’Italia si impegna a salvaguardare la stabilità finanziaria e a contribuire ad ulteriori miglioramenti della capacità di resistenza del settore bancario, considerando tali aspetti parti integranti della strategia comunitaria”. Il test ha visto la bocciatura di ben otto banche, di cui cinque spagnole, mentre nessun problema per gli istituti di credito francesi e tedeschi, mentre ben sedici banche hanno fatto piuttosto fatica a superare lo stress test, passandolo proprio per il rotto della cuffia: per questi istituti è previsto nelle prossime settimane l’adozione di un piano per il rafforzamento del capitale.

Pietro Gugliotta

La Libia entra in Finmeccanica col 2% del capitale

La Libia entra in Finmeccanica col 2% del capitale

Posted on 25 gen 2011 at 11:55am

Finmeccanica accoglie una importante partecipazione: infatti da qualche giorno nel capitale di Finmeccanica è entrata la LIA, Lybian Investment Authority. La società libica ha acquisito poco più del 2% del capitale della holding dell’aerospazio e difesa. La Finmeccanica, guidata da Pier Francesco Guarguaglini, aveva già aperto le porte all’ingresso dei libici, già nel 2009, quando insieme alla Libya Africa Investment Portfolio, avevano instaurato una joint venture per una cooperazione strategica su molti settori, trasporti, energia e settore aerospaziale su tutti. La stessa Finmeccanica ha ottenuto per le proprie aziende controllate, interessanti contratti in Libia. Ma il rapporto fra la Libia e l’Italia non è segnato solo da questo accordo: infatti nel giro degli ultimi anni, la LIA ha acquisito partecipazioni in parecchi settori, dalla Fiat, passando per la Juventus, all’Eni e ad Unicredit. E la LIA non ha nascosto che nei prossimi mesi vorrebbe aumentare le partecipazioni in Italia. Si rafforzano dunque i legami fra le aziende italiane e la Libia, date le diverse partecipazioni in aziende italiane che la LIA ha acquisito in questi anni. Anche l’Italia però ha in ballo interessanti affari in Libia, uno su tutti la costruzione dell’hotel extra lusso “Al-Ghazala”, che verrà eretto nel centro di Tripoli, da una azienda italiana, il gruppo Trevi.

Pietro Gugliotta

Unicredit, Ghizzoni:

Unicredit, Ghizzoni: “Restiamo italiani ma gli utili arrivano dall’estero”

Posted on 02 nov 2010 at 10:57am

Federico Ghizzoni, amministratore delegato di Unicredit, è intervenuto nei giorni scorsi a margine del tavolo del Creev, organizzato a Verona. Sotto la lente di ingrandimento i ricavi che Unicredit riesce ad ottenere in Italia. “Unicredit fa un po’ di utili grazie all’estero, in Italia così così. La fiducia in questo Paese c’è, il 50% dei ricavi è in Italia. Unicredit resta una banca italiana”. Dunque potremmo dire che Ghizzoni vede il bicchiere mezzo pieno, al contrario di altri manager (Marchionne su tutti) che non hanno avuto parole tenere per l’Italia. Lo stesso Ghizzoni ha analizzato il momento di Unicredit in Italia. “In questo periodo i trimestri sono meno buoni rispetto al passato, sarà in linea con le nostre aspettative. Ci sono stati momenti in cui l’Italia ha contribuito più di altri Paesi, ma negli ultimi due anni circa, ci sono stati Paesi che sono andati meglio dell’Italia. Questa è la nostra forza, prima o poi l’Italia tornerà quello che ci auguriamo“. Capitolo a parte per la politica: Ghizzoni non accetta l’intervento politico nella gestione delle banche, ma difende i politici che esprimono la loro opinione sulle banche. “Io sono contrario all’interferenza politica nella gestione delle banche – ha detto – ma che la politica esprima il proprio parere non ci trovo niente di sbagliato; l’ingerenza nell’attività quotidiana non è accettabile, ma il dibattito tra pubblico e privato è la base di una società civile, pubblico e privato debbono colloquiare e trovare un punto d’accordo”. A proposito di politica, l’amministratore delegato di Unicredit fa chiarezza sulle risorse statali, a cui l’istituto bancario che dirige non ha mai fatto ricorso, spiegando inoltre che nel suo periodo di amministrazione delegata, la politica non ha mai interferito con la sua gestione.

Pietro Gugliotta

Unicredit, trovato l'accordo: in programma oltre 3.000 esuberi

Unicredit, trovato l’accordo: in programma oltre 3.000 esuberi

Posted on 18 ott 2010 at 4:35pm

Dopo una lunga ed estenuante maratona notturna, i sindacati e la banca Unicredit hanno trovato un accordo: ci sarà il piano di esuberi e di riorganizzazione dell’azienda, denominato “One4c”. Di fatto il piano di tagli dovrebbe riguardare almeno 3.000 dipendenti, nel triennio che va dal 2011 al 2013. L’istituto di credito avrebbe voluto tagliarne inizialmente 4.700, un numero che verrà raggiunto in seguito. I tagli riguarderanno solo i lavoratori che per esperienza o anzianità avranno raggiunto i requisiti per la pensione: una uscita quasi “volontaria”, che se non verrà recepita da tutti i lavoratori che rientrano in questa fascia, si trasformerà in uscita forzata. Ma non solo tagli: verranno stabilizzati a tempo indeterminato circa 1700 apprendisti ed inoltre 1200 giovani. Unicredit ha accettato la proposta dei sindacati riguardanti i figli dei lavoratori dell’istituto di Credito: nel periodo di assunzioni, verranno privilegiati i figli dei dipendenti Unicredit, a patto che raggiungano due condizioni. La prima e fondamentale è il conseguimento di una laurea, la seconda è la conoscenza della lingua inglese. In un primo momento, i sindacati avevano chiesto l’assunziona automatica dei figli dei dipendenti in uscita, ma l’idea è stata bocciata da Unicredit. “Siamo moderatamente soddisfatti. E’ stata una vertenza difficile perché volevamo garantire, oltre alle nuove assunzioni e alla stabilizzazione di tutti i precari, degli incentivi economici per quei 3mila lavoratori che volontariamente sceglieranno di andare in pensione o in pre-pensionamento. Siamo soddisfatti dell’obiettivo raggiunto” commenta il segretario nazionale della Fabi, Mauro Morelli.

Pietro Gugliotta

Unicredit e il caso-Libia: Profumo verso le dimissioni?

Unicredit e il caso-Libia: Profumo verso le dimissioni?

Posted on 21 set 2010 at 4:04pm

Unicredit nel caos: il caso Libia ha portato alle dimissioni dell’amministratore delegato Alessandro Profumo. Infatti è stata rilanciata pochi minuti fa la notizia dell’accordo fra l’istituto di credito e lo stesso Profumo per la consegna delle dimissioni prima del consiglio d’amministrazione straordinario programmato per le ore 18 di questo pomeriggio. Adesso quale scenario attende l’Unicredit? Lo scopriremo solo questa sera al termine del consiglio d’amministrazione, l’ipotesi che si sta facendo sempre più forte nelle ultime ore però è quella che il presidente Dieter Rampl rilevi le deleghe di Profumo: dunque un nuovo ruolo per Rampl che dovrebbe anche essere affiancato da quattro manager attualmente già all’interno del gruppo Unicredito, ossia Paolo Fiorentino, Federico Ghizzoni, Roberto Nicastro e Sergio Ermotti. Oggi il titolo di Unicredit ha subito le tante voci, andando in flessione in Borsa, con tanti scambi azionari. Inoltre lo stesso Rampl ed altri azionisti, hanno attaccato le azioni di Profumo, criticando il suo operato. Probabilmente proprio queste critiche hanno convinto Alessandro Profumo a presentare le dimissioni da amministratore delegato. Al momento non ci sono dichiarazioni ufficiali da parte di Profumo. Non si sono fatte attendere le critiche anche dal mondo politico, in particolare dalla Lega Nord, che attacca l’operato di profumo. Secondo Luca Zaia infatti, quello operato dai libici è un vero e proprio “all’assalto, una scalata bella e buona, da contingentare”. Al contrario i principali azionisti, affermano che sia Banca centrale libica che il fondo sovrano Libyan Investment Authority siano un unico investitore.

Pietro Gugliotta

As Roma passa a Unicredit: nasce la Newco Roma

As Roma passa a Unicredit: nasce la Newco Roma

Posted on 10 lug 2010 at 12:44pm

Adesso è ufficiale: l’As Roma è passata di mano, all’istituto di credito Unicredit. Il passaggio in fase di definizione, giovedì 8 luglio si è messa la prima ed importante pietra, adesso concludere l’accordo entro il 20 luglio. La Roma dunque insieme agli altri asset di ItalPetroli, passerà definitivamente ad Unicredit, creando una nuova compagnia, la Newco Roma, con il 49% di proprietà di Unicredit, e il 51% in mano alla famiglia Sensi. Il cda verrà così composto: due terzi saranno scelti dalle parti (la Sensi e Unicredit) e una terza parte verrà presa dal professor Attilio Zimatore, professionista indipendente, presidente con piene deleghe operative. Tecnicamente, la famiglia Sensi potrà continuare a guidare la società giallorossa con l’attuale dirigenza (Conti, Pradè e Montali), mentre la Newco Roma avrà l’obiettivo di trovare il miglior offerente per la cessione della squadra giallorossa. Vi riportiamo per maggior chiarezza, il comunicato disponibile sul sito della Roma.

Compagnia Italpetroli comunica, su richiesta della Consob, che è stata definita con il Gruppo Unicredit una puntuazione per la negoziazione, entro il 20 luglio p.v., di un più articolato accordo per la definitiva sistemazione dell’indebitamento finanziario complessivo del Gruppo Italpetroli.
Quanto alla partecipazione detenuta in A.S. Roma, l’accordo dovrà prevedere che:

- A.S. Roma continui a far capo, all’esito di una riorganizzazione societaria del Gruppo Italpetroli, ad una società (di seguito “Newco Roma”) partecipata dalla Famiglia Sensi e da Unicredit secondo le attuali quote di partecipazione in Compagnia Italpetroli (rispettivamente, 51% e 49%);
- il consiglio di amministrazione di Newco Roma sia composto da tre consiglieri, di cui uno indicato dalla Famiglia Sensi, uno indicato da Unicredit ed il terzo, presidente con piene deleghe operative, nella persona del prof. Attilio Zimatore, professionista indipendente di comune fiducia delle Parti;
- Newco Roma abbia l’obiettivo prioritario di procedere alla valorizzazione e alla vendita, avvalendosi di primario advisor, del pacchetto A.S. Roma, società che conserverà l’attuale governance e continuerà ad essere guidata dalla dott.ssa Rosella Sensi.

Tali intese si inseriscono in un quadro più ampio che prevede, a fronte della totale esdebitazione della Famiglia Sensi e dell’assegnazione di un compendio immobiliare, il trasferimento ad Unicredit di tutti gli asset residui (altre attività immobiliari e depositi petroliferi).
L’accordo sarà soggetto al consenso del restante ceto bancario creditore. Il Collegio Arbitrale ha preso atto e ha fissato nuova udienza per il 26 luglio 2010″.

Italpetroli passerà a Unicredit, vola il titolo As Roma

Italpetroli passerà a Unicredit, vola il titolo As Roma

Posted on 06 lug 2010 at 1:40pm

Il titolo dell’As Roma prende il volo: infatti in seguito alle voci che riguardano l’attesa vendita della società all‘Unicredit, il titolo della società calcistica giallorossa ieri ha avuto un rialzo del 7.17%, raggiungendo quota 0.971 euro per ogni azione. L’Italpetroli, la holding della famiglia Sensi che controlla la squadra della Capitale, dovrebbe venire acquisita dalla Unicredit nei prossimi giorni. Il passaggio di consegna sarebbe dovuto arrivare nella giornata di ieri, ma è slittato a giovedi, quando i legali della Unicredit e di Italpetroli si riuniranno per definire i dettagli. Italpetroli ha comunicato in una nota ufficiale che “l’udienza tenutasi in data 5 luglio 2010 è stata sospesa per l’ora tarda ed aggiornata alle ore 18 dell’8 luglio 2010 al fine della prosecuzione del tentativo di conciliazione”. Cosa comprende l’accordo? L’Unicredit verrà rimborsata del credito che vanta dalla società della famiglia Sensi e da Mps, per un valore totale di circa 400 milioni. Ciò comporterà il trasferimento alla banca del 51% di Italpetroli, società di cui possiede già il 49%. Essendo la Roma controllata da Italpetroli, anche la squadra giallorossa passerà a Unicredit. Secondo alcune indiscrezioni, Rosella Sensi, attuale presidente del club, resterà alla presidenza e gestirà la campagna acquisti e vendite fino a quando il club non verrà ceduto dall’istituto milanese. L’As Roma nella tarda serata di ieri ha pubblicato sul proprio sito un comunicato ufficiale, richiesto dalla Consob. “Con riferimento al procedimento arbitrale promosso da Compagnia Italpetroli S.p.A. nei confronti di Unicredit, Compagnia Italpetroli, su espressa richiesta della CONSOB, comunica che l’udienza tenutasi in data 5 luglio 2010 è stata sospesa per l’ora tarda ed aggiornata alle ore 18.00 dell’8 luglio 2010 al fine della prosecuzione del tentativo di conciliazione”.

Pietro Gugliotta