Telecom-Telefonica: Fusione sempre più improbabile

Il progetto di fusione Telefonica-Telecom si fa sempre più lontano. Non c’è ancora alcun comunicato ufficiale, ma sulla carta sembra che un’effettiva fusione non produrrebbe i risultati sperati, anzi si creerebbero più problemi. Ma per Mediobanca l’operazione non è ancora archiviata. I due gruppi sanno bene che una possibile unione non farebbe nascere particolari sinergie, sia nel mercato sudamericano che in quello europeo. Infatti l’entità fusa dovrebbe disfarsi delle partecipazioni in eccesso in paesi come Argentina e Brasile, e vendere in condizioni di forzatura non è mai proficuo.

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Inoltre le due società presentano delle posizioni debitorie non da poco. Si stima che i due operatori siano tra i più indebitati d’Europa. Gli spagnoli hanno un elevato debito perché hanno sostenuto la loro espansione, Telecom invece si è pagata il controllo. L’unione dei loro debiti non sarebbe gestibile da alcuno.

Qualora tramontasse l’ipotesi di fusione, per Telecom sarebbe necessario delineare nuove alternative, così come si aspettano gli azionisti di Telco e i soci di minoranza. Asati (l’associazione dei piccoli azionisti-dipendenti), ha chiesto esplicitamente l’impostazione di una strategia di crescita dei ricavi e delle quote di mercato, soprattutto nel mobile. Inoltre Asati si è espressa contro la dismissione di Telecom Argentina, per la quale c’è un vivo interesse da parte del gruppo Condor, guidato da Carlos Newbery, che ha lanciato un’offerta di 630 milioni di dollari. Intanto oggi il titolo Telecom si è mostrato piuttosto debole, in un mercato convinto che l’ipotesi di fusione con Telefonica sia ormai sfumato, al contrario di quanto ipotizzato nelle settimane scorse.

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