Tirrenia, confermato lo sciopero del 30-31 agosto

Ne avevamo già parlato il 12 agosto, quando si paventava la possibilità di uno sciopero a fine agosto, ma si pensava che la situazione fosse ancora sanabile. Pochi giorni dopo invece c’è stata la dichiarazione di insolveza per la Tirrenia e la situazione è degenerata. Adesso però i tempi sono molto brevi e lo sciopero è stato confermato: la Tirrenia, e la sua controllata Siremar, hanno comunicato uno sciopero di 48 ore, il 30-31 agosto. “Il previsto sciopero non ci sarà perché fino al 5 settembre la legge non lo consente”. Breve ma efficace il discorso del Ministro dei Trasporti, Altero Matteoli. Giuseppe Caronia, il segretario della UilTrasporti, commenta così le parole del ministro. “Siamo consapevoli che è uno sciopero fuori dalle regole, non ci assoggetteremo ad una eventuale precettazione. Se non avessi dichiarato lo sciopero ci sarebbe stato il rischio di agitazioni spontanee e quindi, paradossalmente, la dichiarazione di sciopero ha un valore regolatorio. Mi auspico un atto di responsabilità da parte del governo nei confronti dei lavoratori e di chi deve rientrare dalle vacanze. C’è la necessità di una convocazione a Palazzo Chigi per mettere nero su bianco le garanzie per i lavoratori”. Anche i segretari generali di Fit-Cisl, Claudio Claudiani, e Filt-Cgil, Franco Nasso, appoggiano le parole di Caronia. “I vertici sindacali sono impegnati a trovare una adeguata soluzione alla complessa vicenda Tirrenia. Auspichiamo che Palazzo Chigi voglia intervenire già nei prossimi giorni con la consueta attenzione per avviare a positiva conclusione la privatizzazione del gruppo di navigazione. Inoltre chiediamo che vi sia a stretto giro una convocazione e si apra così un confronto decisivo per risolvere l’intricata privatizzazione del Gruppo Tirrenia che desta vivissima preoccupazione. La salvaguardia occupazionale, la continuità dei contratti e un futuro solido costituisce un elemento fondamentale per individuare le giuste soluzioni per la privatizzazione, evitando ipotesi pasticciate che finirebbero per danneggiare i lavoratori, la Compagnia e i cittadini che necessitano di una rete di collegamenti marittimi efficienti”.

Pietro Gugliotta

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