Ue: “L’Italia è in ritardo nell’innovazione”

Il quadro redatto dallo Ius (Innovation Union Scoreboard) non è certamente incoraggiante per l’Italia: la Commissione Europea infatti ha ricavato una immagine dell’Italia molto contrastante. Se da un lato la situazione è positiva, per quello che riguarda l’eccellenza della comunità scientifica, dall’altro lato pesa il grosso ritardo dell’Italia per quello che riguarda l’innovazione. Possiamo addirittura affermare che l’Italia per quello che riguarda l’innovazione, occupa una posizione davvero arretrata rispetto alle potenzialità che potrebbe offrire: infatti il nostro paese è stato catalogato nella fascia Paese moderatamente innovatore, ma al fianco dell’Italia, oltre la Spagna, troviamo tutte nazioni in via di sviluppo, come Croazia, Repubblica Ceca, Ungheria, Malta, Polonia, e perfino una nazione che attualmente attraversa un periodo economico non proprio felice, come il Portogallo. Peggio dell’Italia – e di questa fascia di nazioni – riescono a fare solo i paesi appena entrati nell’Unione Europea, come Bulgaria, Lettonia, Lituania e Romania. Gli indicatori elaborati dalla Commissione Europea mostrano un timido risveglio dell’Italia, lo conferma anche Antonio Tajani, vice-presidente della Commissione Ue. “È stato fatto un passo in avanti. Ma è uno sforzo che ancora non basta, perché l’innovazione è la chiave per vincere la sfida della globalizzazione. Rincorriamo anche nel campo della finanza, in tema di venture capital e di spesa pubblica in ricerca e sviluppo. Ma anche nel versante degli intellectual assets siamo sotto la media nell’attuazione dei brevetti, nonostante abbiamo un’eccellente comunità di creativi”.

Pietro Gugliotta

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