Ue, preoccupa l’Italia: “Ha un basso potenziale di crescita”

L’Unione Europea, per bocca del commissario Ue per gli affari economici Olli Rehn, è preoccupata dalla posizione dell’Italia. Lo conferma lo stesso Rehn durante la presentazione del rapporto sugli squilibri macroeconomici. Rehn ha infatti affermato che la situazione dell’Italia è preoccupante per il suo basso potenziale di crescita. Non un vero e proprio allarme, ma una considerazione, quasi per spronare il nostro Paese. “L’Italia preoccupa per il suo basso potenziale di crescita. Italia e Spagna stanno agendo con determinazione per riformare il mercato del lavoro e migliorare la competitività” spiega il commissario Ue per gli affari economici, che mette in evidenza come il vero problema sia il debito pubblico, accentuato da questa crescita bassa e dalle debolezze strutturali. “Dalla metà degli anni ’90 si sia verificato un significativo deterioramento della competitività che è dimostrata anche dalle persistenti perdite di quote di mercato. Mentre l’indebitamento del settore privato è relativamente contenuto, il livello del debito pubblico è una preoccupazione data specialmente da la crescita debole e le debolezze strutturali dell’economia italiana”. Ma è chiaro che la posizione dell’Italia non è l’unica a preoccupare l’Unione Europea: grattacapi anche per Francia e Cipro, seguite da Grecia, Regno Unito e Spagna, tutte in flessione per quanto riguarda l’export, uno dei mercati presi in considerazione. Ma fra i vari mercati e parametri presi in considerazione, spiegano dall’UE, non c’è nessun paese virtuoso che riesce a rispettare tutti i parametri, anche la stessa Germania risulta in flessione proprio sull’export.

Pietro Gugliotta

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