Un pessimo 2009 per bar e ristoranti

ristoranteUn brutto anno il 2009 per i pubblici esercizi, che hanno segnato un record di chiusure, infatti nell’anno appena trascorso il numero di imprese cessate dovrebbe superare quelle di nuova costituzione secondo le previsioni di Fipe-Confcommercio, la Federazione dei pubblici esercizi. Bar e ristoranti hanno dunque risentito in modo particolare della crisi, Edi Sommariva, il direttore della Federazione, parla di una crisi che non accenna ad allentare.

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Sono circa 15.000 le nuove imprese iscritte da gennaio a settembre, 16.000 le imprese cessate, tra le quali spiccano soprattutto le piccole, ossia quegli esercizi con meno di 5 addetti. Tra le nuove imprese, il 40% delle nuove aperture riguarda attività di immigrati. Un esempio su tutti, l’apertura di locali di Kebab, che invadono letteralmente i centri e non solo delle nostre grandi città, per non parlare della numerosità di ristoranti cinesi, segno di una domanda rivolta più al risparmio. In un discorso più ampio, in Italia si contano circa 165 mila imprenditori immigrati, ogni 33 aziende registrate in Italia una è gestita da uno straniero. Un fenomeno recente se si pensa che più dell’80% di queste attività è stata avviata dopo il 2000.

A livello regionale l’Emilia Romagna, il Lazio e la Sicilia presentano la situazione peggiore per ciò che concerne le chiusure di Bar e ristoranti. Una situazione positiva invece al sud con la Campania e la Calabria.

Sommariva parla di un dato storico per i pubblici esercizi, infatti mai si era registrato un bilancio di segno meno per un arco temporale così lungo (un anno). A rimetterci le imprese di fascia intermedia, sempre per il presidente, il settore si sta polarizzando, diventando così un settore dualistico, caratterizzato da una fascia di offerta alta e una bassa.

Giuseppe Raso

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