Unicredit, trovato l’accordo: in programma oltre 3.000 esuberi

Dopo una lunga ed estenuante maratona notturna, i sindacati e la banca Unicredit hanno trovato un accordo: ci sarà il piano di esuberi e di riorganizzazione dell’azienda, denominato “One4c”. Di fatto il piano di tagli dovrebbe riguardare almeno 3.000 dipendenti, nel triennio che va dal 2011 al 2013. L’istituto di credito avrebbe voluto tagliarne inizialmente 4.700, un numero che verrà raggiunto in seguito. I tagli riguarderanno solo i lavoratori che per esperienza o anzianità avranno raggiunto i requisiti per la pensione: una uscita quasi “volontaria”, che se non verrà recepita da tutti i lavoratori che rientrano in questa fascia, si trasformerà in uscita forzata. Ma non solo tagli: verranno stabilizzati a tempo indeterminato circa 1700 apprendisti ed inoltre 1200 giovani. Unicredit ha accettato la proposta dei sindacati riguardanti i figli dei lavoratori dell’istituto di Credito: nel periodo di assunzioni, verranno privilegiati i figli dei dipendenti Unicredit, a patto che raggiungano due condizioni. La prima e fondamentale è il conseguimento di una laurea, la seconda è la conoscenza della lingua inglese. In un primo momento, i sindacati avevano chiesto l’assunziona automatica dei figli dei dipendenti in uscita, ma l’idea è stata bocciata da Unicredit. “Siamo moderatamente soddisfatti. E’ stata una vertenza difficile perché volevamo garantire, oltre alle nuove assunzioni e alla stabilizzazione di tutti i precari, degli incentivi economici per quei 3mila lavoratori che volontariamente sceglieranno di andare in pensione o in pre-pensionamento. Siamo soddisfatti dell’obiettivo raggiunto” commenta il segretario nazionale della Fabi, Mauro Morelli.

Pietro Gugliotta

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