Urbano Cairo: la vecchia guardia resiste all’offerta su RCS

L’offerta dell’editore su RCS-Corriere della Sera continua ad essere rifiutata, o meglio contrastata in tutti i modi. Urbano Cairo, che già detiene il 4,7% del capitale di RCS, aveva proposto un’acquisizione al prezzo di 0,527 per azione, per un totale di azioni che gli avrebbero concesso di arrivare al 35%, diventando così il socio maggiore dell’azienda. Dopo oltre un mese di resistenza, la vecchia guardia ha rilanciato, con un’offerta fissata a 0,70 per azione. Si tratta di una squadra effettivamente poco contrastabile, formata da: Andrea Bonomi (immobiliarista), Mediobanca, UnipolSai, Pirelli e Diego Della Valle.

Urbano Cairo: operazione RCS vicina al fallimento, ma l’editore non si arrende

Nonostante il rilancio della vecchia guardia, che sembra incontrastabile, Urbano Cairo non ha mostrato preoccupazione e ha anzi dichiarato che, secondo il suo punto di vista, la differenza tra le due offerte non è poi così grande e si è detto fiducioso di quanto deciderà il cda di RCS. Andrea Bonomi & Company ne fanno quasi una questione morale. L’immobiliarista, dopo la presentazione dell’offerta, ha dichiarato che:

Vogliamo garantire e preservare il prestigio e l’indipendenza delle testate giornalistiche di Rcs.

Bonomi, insieme agli altri acquirenti, detengono già il 22,6 del capitale sociale, e l’obbiettivo è quello di arrivare al 77,4%. Se il capo di La7 avesse successo, creerebbe un “impero editoriale” senza precedenti, decisamente oltre i limiti concessi dalle norme antitrust e c’è grande stupore, soprattutto da parte della vecchia guardia, che le intenzioni di Cairo non abbiano suscitato il clamore che ci si aspettava da un’azione di questo tipo. Dopo il passaggio di consegne, RCS subirà necessariamente un grande processo di ristrutturazione. Le intenzioni dell’attuale cda sono quelle di creare un gruppo editoriale multimediale di portata internazionale, interessato soprattutto ad eventi sportivi e prodotti digitali.

Ancora un attacco agli ex vertici di RCS-Corriere della Sera

Urbano Cairo non si arrende e proprio qualche giorno fa, durante l’assemblea di Cairo Communication, l’imprenditore è tornato alla carica contro gli ex vertici e managers di RCS. Le accuse sono dure, il presidente del Torino parla di numeri impietosi, dichiarando che:

Hanno venduto cose che non dovevano, non hanno tagliato sufficientemente i costi, non hanno sviluppato bene i ricavi. E ci hanno rimesso i dipendenti che sono stati mandati via.

Cairo ha anche affermato, conti alla mano, che sono stati letteralmente bruciati, a causa della cattiva gestione dell’azienda, circa 350 milioni di euro. In base alle operazioni registrate, RCS dovrebbe avere un debito di “soli” 50 milioni, mentre i dati di bilancio parlano di 411 milioni. Complimenti sarcastici agli ex vertici e poi una frecciata lanciata alla vecchia guardia, fresca di controproposta. Il leader di La7 ci ha tenuto a specificare che: “Fino a ieri non mi pare ci fosse tutto questo interesse per Rcs, l’hanno scoperta perché io ho detto che si può fare qualcosa di buono. Io so come si fa perché sono un editore”. Parole dure e di sfida, sostenute dai bilanci nettamente differenti di Cairo Communication e RCS. Infine, l’editore ha concluso che, se gliene venisse data la possibilità, si occuperebbe personalmente di risollevare RCS 24h al giorno, perché è di questo che ha bisogno il Gruppo.

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