Veneto Banca: il presidente Bolla esprime fiducia per il futuro

Sono stati diffusi qualche ora fa i risultati del primo trimestre 2016 di Veneto Banca, con una perdita registrata di 34,19 milioni di euro. Solo qualche giorno fa, il viceministro dell’Economia Enrico Zanetti aveva definito critica la condizione della banca, comunque migliore rispetto alla Popolare di Vicenza. Zanetti aveva pronosticato un recupero, per il quale a suo avviso esistono i presupposti, nel giro di due anni. Un lavoro lungo e difficile, quindi; ma fattibile. Zanetti si era detto anche deluso dall’atteggiamento degli amministratori, chiedendo che si passi subito dalle parole ai fatti.

Veneto Banca: Bolla esclude l’intervento di Atlante

Il presidente di Veneto Banca si è espresso sull’aumento di capitale:

Noi non abbiamo evidenze in questo momento che la partecipazione di Atlante sia necessaria. Non abbiamo mai avuto contatti e rimaniamo fiduciosi. Il nostro è un cauto ottimismo, il 12-14 Maggio inizierà il pre marketing per l’aumento di capitale e la quotazione, ci penseremo dopo l’assemblea.

Intanto, lo stesso Bolla ha annunciato che:

la maggioranza dei soci presentatori della ‘lista dei soci’ per il cda sono o fanno parte di gruppi economici che sono clienti della banca, in taluni casi sono dei debitori per importi anche significativi e in particolare sono esposti nei confronti della banca per un importo aggregato che supera i 520 milioni.

La BCE ha voluto informare gli azionisti che, considerato quanto avvenuto nel passato, i futuri consiglieri verranno valutati in modo attento. Si tratta di verificare professionalità e onorabilità, in un contesto nel quale, essendo la banca un ex Popolare, molti soci sono anche debitori. Basti pensare che il presidente Bolla stesso, con un’azienda vinicola di sua proprietà, risulta debitore nei confronti dell’istituto. La BCE ha definito alcune posizioni critiche e anomale e le ha poste, di conseguenza, sotto vigilanza. Una vera e propria stangata alla lista dei consiglieri proposta dagli azionisti.

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Mi auguro che dall’assemblea venga fuori una banca più forte e solida, che voglia dimenticare il passato e che si affacci al mercato e a un aumento di capitale con voglia di rimettersi a correre con la partecipazione degli azionisti, con la sponsorizzazione convinta da parte di Imi, di Banca Intesa e di tutto il consorzio, quindi guardiamo con fiducia ai prossimi appuntamenti importanti della banca.

Queste le parole del presidente di Veneto Banca alla vigilia dell’assemblea che deciderà il nuovo cda e come affrontare l’aumento di capitale e la quotazione in Borsa. Per quanto Bolla giudichi diversamente la condizione del proprio Istituto rispetto alla Popolare di Vicenza, i rischi di una forte caduta ci sono e l’attenzione deve essere massima. Il mancato ingresso in Borsa della Banca Popolare di Vicenza ha certamente messo sottopressione tutti i titoli del settore bancario italiano. Per l’istituto vicentino è stato fatale il flop nell’aumento di capitale, ma Bolla sembra certo di non correre il rischio di seguire le orme di questo flop. Si attende quindi, con il fiato sospeso, l’assemblea di giovedì, per capire quali saranno i passi successivi dell’istituto e se ci saranno concretezza e margini di salvezza.

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