Visco: “Nel 2011 la crescita migliorerà”

Il vice direttore generale di Bankitalia, Ignazio Visco, è intervenuto ad un convegno “The recovery: a sustainable path or the road to nowhere?” organizzata da Ihs Global Insight. Visco ha parlato delle prospettive dell’economia dell’Italia, spiegando che la ripresa c’è ma è lenta. “La crescita dell’area euro nel 2010 non sarà lontana dall’1%: nel 2011 andrà un po’ meglio. La ripresa è in corso, ma è fragile e l’outlook resta incerto. Per uscire velocemente della crisi, è necessario fare elevati investimenti materiali e immateriali, come la spesa per infrastrutture e soprattutto quella per l’ istruzione” che secondo Visco sono le spese più pressanti e quelle che potrebbero dare un forte slancio all’economia italiana.
Il vice direttore poi ha anche spiegato come sulla velocità di uscita dalla crisi possano pesare i limiti strutturali del nostro sistema economico, come la scarsità di capitale umano, uno dei valori più importanti; Visco si è inoltre concentrato sul sistema delle tasse italiane. “In Italia è evidente che abbiamo tasse alte e che non possiamo ridurre le entrate, ma possiamo distribuirle meglio, spostando l’attenzione verso posizioni di rendita. Le imposte sul lavoro – ha proseguito – sono particolarmente alte ed è quindi molto importante che siano ridotte. Nell’immediato non è possibile ridurre la pressione fiscale nel suo complesso, ma questa può essere redistribuita spostando l’attenzione verso le posizioni di rendita e non sulle attività produttive”.
Il vice direttore generale di Bankitalia, Ignazio Visco, si è poi soffermato sui conti pubblici dei Paesi dell’area dell’Euro. “I livelli del debito sono senza precedenti in periodi di pace. Per questo c’è bisogno di mettere a punto una «exit strategy credibile e trasparente”.

1 Commento

  1. Il figlio di Visco, dopo essere stato sistemato in un posto altamente retribuito in banca d’italia in perfetto stile nepotistico alla Prodi, si mette a fare esternazioni in favore delle tasse sui risparmi degli italiani invocate dai sindacati e dalla sinistra guidata dalla coppia Bersani-Visco_Padre. Davvero un bello spettacolo considerando che si tratta di tartassare il risparmio dei ceti medio-bassi. Già perchè alzare le tasse sulle “rendite” significa alzare quell’aliquota del 12,5% voluta ancora dal vecchio Visco e che attualmente colpisce i bot, azioni e fondi di lavoratori, pensionati e persino disoccupati. Invece i veri detentori di patrimoni grazie a residenze nei paradisi fiscali o grazie a società offshore non pagano nulla. Come si vede i figli seguono le rme dei padri: come il genitore, il pargoletto prende in giro i cittadini italiani con gli stessi argomenti. Una sinistra che fa disgusto.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*