Volkswagen: la Norvegia cita in giudizio la casa di Wolfsburg

Lo scandalo delle centraline truccate continua a causare danni alla casa automobilistica tedesca. A causa del crollo del titolo dell’azienda, il fondo sovrano della Norvegia ha deciso di fare causa alla Volkswagen, denunciando le pesanti perdite riportate in Borsa, a causa degli imbrogli della casa di Wolfsburg. Il fondo norvegese sarebbe il quarto azionista dell’azienda automobilistica e l’amministratore delegato del Norges Bank Investment Management sostiene che nella questione vi siano elementi validi per chiedere un risarcimento, anche sulla base del fatto che è responsabilità del Fondo salvaguardare gli investimenti.

Volkswagen: prima udienza per il “dieselgate” a Venezia

Intanto, si è conclusa la prima udienza per lo scandalo delle centraline truccate, andata in scena a Venezia. Contro la casa automobilistica tedesca si è schierato il “Comitato Diesel Inquinanti”, composto da 600 proprietari di auto manomesse e rappresentato dall’avvocato torinese Stefano Bertone. Si attende a breve la decisione del Tribunale sull’ammissibilità della causa. Il comitato ha spiegato quali sono i rischi per gli automobilisti italiani: Volkswagen ha chiesto una liberatoria a tutti gli automobilisti che decidessero di non effettuare il service. Ciò significa che i proprietari delle auto truccate potrebbero trovarsi difronte ad una beffa: accettando la revisione della centralina, l’automobile potrebbe consumare di più, mentre non accettandola si rischia una sanzione da parte delle autorità competenti, per mezzo di trasporto non in linea con l’omologazione europea. In Italia sono circa 650 mila i mezzi interessati. L’avvocato Marco Bona, altro assistente legale del Comitato, ha dichiarato che:

è grave che dopo così tanti mesi dall’emersione dello scandalo in Europa, ben oltre un anno negli USA, non siano ancora state fornite soluzioni certe e rassicuranti agli automobilisti; risulta anche singolare che le nostre istituzioni non mostrino segni di reazione dinanzi alla persistente circolazione di veicoli maggiormente inquinanti.

Test d’Achats denuncia nuovo malfunzionamento delle auto della casa tedesca: consumano troppo olio

Diselgate, crollo in Borsa, citazione in giudizio da parte del Norges Bank Investment Management e ora anche il problema dell’olio: continuano i guai per la Volkswagen, al centro di un nuovo caso. Dal Belgio e dall’Olanda, infatti, arriva la denuncia di Test d’Achats, associazione dei consumatori belga, che avrebbe ricevuto numerose segnalazioni da parte degli automobilisti in merito all’eccessivo consumo di olio per alcuni modelli della casa tedesca. Questo problema peserebbe sulle tasche dei proprietari dei mezzi in questione, ma di fatto provocherebbe anche danni ad altre parti del motore. La questione, in realtà, era stata sollevata già nel 2012 dagli Stati Uniti, che avevano ottenuto dall’azienda tedesca l’estensione della garanzia, per le automobili interessate, fino ad 8 anni. Intanto, le azioni della casa di Wolfsburg hanno chiuso la settimana di mercato ancora una volta in ribasso, toccando i minimi dal 2011. La quota continua la caduta da 8 mesi consecutivi, proprio a causa del dieselgate, il tutto a vantaggio di BMW e Mercedes. I dati statistici confermano che, rispetto ad Aprile dello scorso anno, il titolo dell’azienda tedesca è sceso dal 26,2% al 25,4% e per il momento non sembrano esserci margini per un miglioramento.

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