Alitalia: 913 giorni di crisi nera

In soli 30 mesi, Alitalia ha bruciato oltre 830 milioni di euro, che si traducono in 9,2 miliardi persi in 45 anni di attività. Questi i dati preoccupanti secondo le ultime stime, che evidenziano anche una gestione commissariale non all’altezza.

Si tratta di stime ricavate dai dati disponibili in quanto i commissari Alitalia hanno scelto di pubblicare pochissime informazioni riguardo l’andamento finanziario della compagnia aerea, non essendo obbligati legalmente. Tuttavia, trattandosi di un’azienda gestita attualmente con soldi pubblici, ci si aspetterebbe maggiore trasparenza.

A maggior ragione in una situazione in cui i 900 milioni ottenuti come prestito statale durante la presidenza di Paolo Gentiloni, sono praticamente finiti.

Cosa succederà adesso? I conti della compagnia

Proviamo a fare il punto della situazione. Due anni e mezzo fa, la compagnia ha ottenuto un prestito statale di 900 milioni di euro, a un tasso annuo di circa il 10%.

Si tratta di una cifra che i commissari avrebbero anche potuto tentare di sfruttare per una ristrutturazione aziendale.

Si è deciso però di procedere con la cessione che attualmente ancora non è avvenuta e non c’è sicurezza che avverrà.

Nel frattempo, però, i soldi sono finiti. E Alitalia non è in grado di restituire il prestito e nemmeno i 145 milioni di interessi maturati fino al 31 Maggio 2019.

A quanto ammonti la somma in cassa, attualmente, non è dato saperlo con precisione. Le cifre che si sono rincorse in questi giorni parlano di circa 300 milioni. Ma, presumibilmente, si tratta di numeri gonfiati dall’azienda, tenendo conto degli anticipi già incassati per i biglietti venduti.

Uno scenario apocalittico che suona più o meno così: a dicembre, Alitalia rischia di rimanere senza carburante e senza liquidità per pagare gli stipendi.

Il governo ha inserito nella prossima manovra finanziaria un nuovo finanziamento alla compagnia, in attesa del termine del 21 Novembre 2019 per presentare le offerte di acquisto.

Mentre le FS stanno ancora trattando con Atlantia e Delta, prende sempre più piede l’ipotesi Lufthansa che sarebbe, tra l’altro, molto più gradita alla famiglia Benetton.

Tuttavia, anche se venisse presentata un’offerta di acquisto entro i termini prestabiliti, le eventuali procedure di trasferimento richiederebbero comunque altri sei mesi.

In tutto questo, a fronte di una politica di risparmio davvero esigua e inefficace, occorre considerare anche il compenso previsto per i commissari Stefano Paleari, Enrico Laghi e Daniele Discepolo, che ammonterebbe a circa 10 milioni di euro lordi complessivi.

La crisi Alitalia sembra dunque non avere fine. Una situazione che può davvero diventare tossica anche per lo Stato, con investimenti pubblici che iniziano ad includere davvero cifre inaccettabili per i contribuenti.

Redazione EconomiaFinanza.net

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