Criptovalute: Bitcoin punta verso l’alto, le previsioni

Fine dell’anno in arrivo e ultimo giro di boa anche per i mercati. Nell’ambito delle Criptovalute, il protagonista sarà ancora il Bitcoin. Secondo il famoso analista Mati Greenspan, l’oro digitale punterà ancora al rialzo, nonostante la flessione di queste ultime settimane.

Le previsioni partono da un’approfondita analisi tecnica. Tutti gli indicatori sembrano mostrare una situazione nella quale la moneta digitale potrà tornare a crescere, dopo una breve fase di consolidamento. Inoltre, secondo gli esperti, il dimezzamento della ricompensa BTC ai minatori, nel maggio del 2020, non è stato ancora scontato nelle attuali quotazioni.

Nel frattempo, però, la struttura tecnica attuale rimane ancora negativa. Dopo essere scesa fino al minimo di 6.600 dollari, la quotazione ha tentato un rimbalzo che, tuttavia, non ha superato i 7.850 dollari. Il trend primario, dunque, è ancora al ribasso.

Sembrerebbe però che il forte ipervenduto a breve termine possa impedire un ulteriore cedimento. Ed è proprio in questa situazione che il Bitcoin potrebbe gettare le basi per il consolidamento. Un eventuale rialzo dovrà però scontrarsi con una prima resistenza a quota 8.350 dollari.

Nordea Bank: l’istituto vieta ai dipendenti il possesso di Bitcoin

Intanto, un tribunale danese ha stabilito, con una sentenza piuttosto sconvolgente, che Nordea Bank, colosso finanziario danese, potrà vietare ai propri dipendenti di possedere Bitcoin e altre criptovalute.

Tale sentenza è stata giustificata citando diversi rischi legati al possesso di monete digitali. In risposta al provvedimento, il sindacato danese per i dipendenti del settore finanziario ha fatto causa all’Istituto, sostenendo che:

Abbiamo fatto causa per via del principio secondo cui ognuno ha ovviamente una vita privata e il diritto di agire come individuo privato. È stato importante per noi e i nostri membri stabilire quali sono i diritti dei manager. In questo caso, si è andato ben oltre ciò che riteniamo appropriato.

Si precisa che la sentenza non verrà però applicata agli strumenti finanziari associati alle valute digitali venduti dalla banca ai clienti. Né agli eventuali investimenti eseguiti prima della restrizione.

Trattandosi della più grande banca presente nella regione scandinava, ciò significa che oltre 30.000 dipendenti verranno tenuti distanti dagli investimenti in criptovalute.

A ciò si aggiunge il probabile divieto sull’uso delle criptovalute come metodo pagamento per beni e servizi da parte della Russia. La misura è in corso di studio da parte della banca centrale russa, del regolatore finanziario e del Ministero delle Finanze.

Ad ogni modo, BTC rimane la cripto più commerciata al mondo, con una percentuale di successo altissima per gli investitori.

Autore dell'articolo: Redazione EconomiaFinanza.net

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