Disoccupazione: Sud Italia sempre più impoverito

Arrivano dati allarmanti dalla Banca d’Italia: la disoccupazione, al Sud, tocca i massimi livelli. In Sicilia, nella prima metà del 2019, la disoccupazione è cresciuta dell’1,1%, con circa 15.600 occupati in meno. Il Mezzogiorno è sempre più impoverito, in una situazione di forte contro tendenza rispetto al resto d’Italia. Infatti, nel resto del Paese, la media nazionale dell’occupazione ha fatto registrare un confortante aumento.

L’aspetto più grave di questa situazione è che, in Sicilia come in Calabria, si è ridotto sensibilmente il numero di persone alla ricerca di un lavoro.

Il direttore della sede di Palermo della Banca d’Italia, Pietro Raffa, ha spiegato che:

Diminuiscono i soggetti in cerca di lavoro, un aspetto che può essere interpretato come un atto di rinuncia da parte di chi in questo momento non lavora. Un ulteriore segnale di difficoltà che spiega, in parte, anche la contrazione del tasso di disoccupazione sceso al 21 per cento, comunque doppio rispetto a quello nazionale (10,4 per cento).

Disoccupazione Italia: in tre mesi persi 60 mila posti

Una situazione, quella italiana, grave non solo per il Sud, ma anche e soprattutto per i giovani. La disoccupazione giovanile è infatti aumentata al 28,7%, secondo i dati del terzo trimestre 2019.

Nonostante il PIL italiano si mantenga sopra lo zero, anche se di pochissimo, i dati ISTAT fanno scattare un nuovo allarme lavoro. L’economia italiana è ferma, stagnante.

Dati alla mano, a settembre si sono persi ben 32.000 posti di lavoro, con una crescita dei contratti che riguarda solo quelli precari.

La disoccupazione è risalita quasi al 10% e include un altro dato allarmante: il calo degli occupati tra gli over 50.

Secondo alcune fonti del Governo, si tratta di uno scenario che deve tenere conto degli effetti del reddito di cittadinanza e di quota 100.

Su 77.000 persone in cerca di lavoro a Settembre, sembrerebbe che almeno 73.000 non abbiano trovato alcuna occupazione.

I dati Istat confermano che, da luglio, stiamo assistendo ad un lento, ma costante, calo dell’occupazione. 60.000 posti di lavoro persi in tre mesi. Meno 18.000 contratti a tempo indeterminato solo a settembre. meno 44.000 liberi professionisti. Il segno + si registra solo per i contratti a tempo determinato che salgono di oltre 30.000 unità.

Nel complesso, l’economia italiana non va oltre lo 0,3%, contro l’1,1% dell’area euro. L’inflazione resta allo 0,3% ad ottobre. E rincara ancora il carrello della spesa, che sale a +0,8%.

L’industria e il settore dei servizi non spingono come dovrebbero. Mentre l’agricoltura continua ad essere sfiancata dalla domanda estera e dalle guerre commerciali del settore.

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