Editoria: il settore regge a livello di occupazione ma perde in fatturato

La filiera industriale della “carta” ha chiesto espressamente credito d’imposta per l’acquisto della materia prima e detassazione della pubblicità incrementale destinata ai mezzi di comunicazione. I settori in questione riguardano soprattutto la cartotecnica, l’editoria, la stampa e la trasformazione, e al momento sembrano non esserci buone notizie in merito alle richieste.

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Carlo Malinconico, presidente dell’associazione degli editori (Fieg), ammette la marginalità della carta stampata nella nostra società informatizzata, ma ne sottolinea la funzione di emersione dei valori sociali e di condivisione di scelte collettive, un mezzo irrinunciabile in un sistema democratico. Da una ricerca di Alessandro Nova (Università Bocconi di Milano), si evince come il settore della cartotecnica uscirà dalla crisi con la ripresa economica, mentre per l’editoria e la stampa si tratta di problemi strutturali non superabili. Il presidente Malinconico riconduce tutto alla mancanza di riforme e di politiche industriali adeguate.

Il fatturato della filiera della carta e dell’editoria ha mostrato un forte calo del 14,2%, passando dai 40,9 miliardi del 2008 ai 35 miliardi di euro del 2009. Decrementi anche nelle vendite e nell’import ed export. L’occupazione ha retto bene, segnando un contrazione di poco oltre i due punti percentuali, circa 6.000 posti di lavoro in meno. Gli addetti ai lavori confermano che il settore ha retto bene nel complesso, ma lo “sviluppo bloccato” dell’azienda Italia si fa sentire non poco. La Cina non emerge più solo per la sua competitività a livello di costi, ma anche a livello di qualità, e ovvio che per non perdere mercato la filiera necessita di investimenti, ed il governo è chiamato ad incentivarli.

Giuseppe Raso

Post Author: Redazione

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