FCA: il Fisco chiede restituzione di 1,5 miliardi

FCA finisce nel mirino dell’Agenzia delle Entrate, per aver sottostimato il valore di Chrysler al momento della sua acquisizione. Ora, l’azienda italo-statunitense potrebbe dover restituire al Fisco 1,5 miliardi di euro. La notizia, riportata da Bloomberg, sottolinea che:

la sottovalutazione delle attività americane avrebbe comportato un minore importo dovuto dall’azienda in relazione alla cosiddetta exit tax.

Si tratta di una particolare tassa sulle plusvalenze realizzate, che viene applicata quando le aziende spostano le proprie attività in altri Paesi.

Nello specifico, l’Agenzia delle Entrate indaga sulla struttura societaria creata ad Ottobre 2014. Quando Fiat SPA acquistò la restante parte della sua unità Chrysler. Il processo di acquisizione è durato 5 anni, terminati i quali la società ha spostato la propria sede legale in Olanda, e la sede fiscale a Londra.

All’epoca dei fatti, allo Stato Italiano sarebbe spettata un’aliquota del 27,5%, all’incirca. Ovvero una cifra pari a 1,5 miliardi di euro. FCA si difende dichiarando che, al momento dell’acquisizione, gli asset di Chrysler valevano meno di 7,5 miliardi e non 12,5 miliardi come sostenuto dal Fisco.

Un portavoce dell’azienda italo americana ha sottolineato che:

Non condividiamo affatto le considerazioni contenute nella relazione preliminare dell’Agenzia delle Entrate e abbiamo fiducia nel fatto che otterremo una sostanziale riduzione dei relativi importi. Va inoltre rilevato che qualsivoglia plusvalenza tassabile che fosse accertata sarebbe compensata da perdite pregresse, senza alcun significativo esborso di liquidità o conseguenza sui risultati.

I negoziati con l’Agenzia delle Entrate dovrebbero concludersi entro il 31 Dicembre.

Quarto Trimestre FCA: meno 100 mila auto prodotte

Nel frattempo, secondo le prime stime di Fim-Cisl, l’azienda guidata da Michael Manley avrebbe prodotto 100 mila auto in meno rispetto al 2018.

La maggiore criticità è stata riscontrata per i modelli Alfa Romeo, che hanno incontrato grosse difficoltà nelle vendite extra europee. In linea generale, si risente anche del calo delle immatricolazioni di automobili in Italia che, nel 2019, hanno fatto registrare un calo dello 0,6%. Tuttavia, nel mese di Novembre, le consegne sono salite del 2,7%.

Si prevede anche un forte impatto negativo per l’immediato futuro dato dalla presentazione del disegno di legge finanziaria per il 2020. Il testo, ancora una volta, prevede misure vessatorie nei confronti del settore auto.

Ad ogni modo, per FCA questo sarà l’ultimo anno nell’attuale dimensione. Entro la fine del 2020, infatti, si concluderà il processo di partnership con Groupe Psa. Il che significa che il conto dei volumi alla fine del prossimo anno sarà molto diverso.

Intanto, a Piazza Affari, il Titolo FCA risulta in calo dello 0,51%, con un valore approssimativo attorno a 13,300 euro.

Autore dell'articolo: Redazione EconomiaFinanza.net

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