Fiat, novità sugli operai licenziati a Melfi

Nuovi sviluppi sul caso Fiat- lavoratori Melfi. Come già scritto nei giorni scorsi, in questo articolo, il Giudice del Lavoro aveva disposto il reintegro dei tre licenziati a seguito di una decisione “anti sindacale”. La Fiat però ha presentato ricorso, ne avevamo parlato in questo articolo. Adesso arrivano novità proprio dall’azienda del Lingotto: la Fiat ha inviato nei giorni scorsi un telegramma ad ognuno dei tre lavoratori, spiegando che “l’azienda non intende avvalersi delle loro prestazioni”, invitandoli a non presentarsi in fabbrica quest’oggi, lunedì 23 agosto, data imposta dal Giudice del Lavoro per il reintegro. Inoltre la Fiat rispetterà il loro contratto, fino al 6 ottobre, data in cui il ricorso presentato dalla Fiat verrà discusso. La replica dei lavoratori non si è fatta attendere: Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli non ci pensano a rimanere a casa. Uno dei tre ha dichiarato: “noi non siamo parassiti, noi vogliamo il nostro posto di lavoro. Se per la Fiat la sentenza del giudice è carta straccia, se ne assuma la responsabilità”. Ad attendere il ritorno al lavoro dei tre operai anche un presidio della Fiom, sindacato a cui i tre lavoratori sono iscritti. Il mondo sindacale italiano è unito nel dire che la mossa del telegramma della Fiat sia sbagliata: lo afferma anche Maurizio Landini, segretario generale della Cgil. “Il telegramma, inviato dalla Fiat, è un atto autoritario affrettato, sbagliato e in evidente contrasto con le leggi del nostro Paese”. Dello stesso avviso anche gli altri leader sindacali.

Pietro Gugliotta

Autore dell'articolo: Redazione

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