Germania: flessione PIL 2009 del 5%

Il 2009 si è chiuso in maniera negativa per la Germania, che ha segnato una contrazione del Prodotto Interno Lordo superiore alle attese, una flessione del 5% contro il 4,8% delle stime. Un dato sconfortante nonostante i dati trimestrali della seconda metà del 2009 avessero sparso ottimismo, grazie anche alle misure di stimolo adottate dal governo per un importo superiore a 85 miliardi di euro.

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Per il 2010 è prevista comunque una crescita del PIL dell’1,6%, mentre per il 2011 ci sarà un incremento più contenuto, 1,2%. Gli istituti di statistica tedeschi prevedono inoltre una disoccupazione ancora in crescita, e dovrebbe superare gli otto punti percentuali nel 2010. Sempre per quest’anno, è previsto inoltre un moderato rialzo dei consumi privati dello 0,2%, mentre per il 2011 il rialzo dovrebbe essere un po’ più consistente, circa lo 0,7%.

Per la prima economia del vecchio continente si tratta della più forte caduta di PIL del dopoguerra. Una Germania in buona salute economica è molto importante per l’Italia, in quanto una cospicua fetta delle nostre esportazioni dipendono proprio dal paese guidato da Angela Merkel, secondo dati ISTAT pesano circa un 12,8% sul totale dell’export Italy. La Germania mai come quest’anno è chiamata al ruolo di locomotiva d’Europa, essendo l’economia più forte dovrà trainare tutti gli altri paesi, e dovrà farlo gettando delle solide basi per l’uscita dalla crisi, per ristrutturare le proprie industrie e competere con i colossi India e Cina.

Giuseppe Raso

Autore dell'articolo: Redazione

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