Intesa Sanpaolo: prima banca estera con una controllata al 100% in Cina

La banca italiana Intesa Sanpaolo, come prima in assoluto, ha ottenuto l’autorizzazione di Pechino ad avere una controllata al 100% di wealth management in Cina. La società opererà con un tasso del 4,15%, a differenza dello 0,5% in UE.

Per la Cina, si tratta di un passo annunciato. Nei mesi scorsi, infatti, il presidente Xi Xinping aveva ribadito l’intenzione di aprire il mercato finanziario nazionale alle banche estere. In risposta alla guerra dei dazi con gli USA che ha messo sotto pressione il settore.

L’istituto torinese è il primo in assoluto ad ottenere la Fund Distribution License. Grazie a questa autorizzazione, il gruppo svolgerà attività di Wealth Management attraverso la società di proprietà denominata Yi Tsai, che fa parte della Divisione International Subsidiary Banks.

L’obiettivo è quello di arrivare a gestire circa 50 miliardi in Cina, in quattro anni. Il piano prevede una partnership con Bank Qingdao e la creazione di un gruppo di financial advisors con 100 professionisti operativi già entro il 2020.

Il progetto è stato firmato a Marzo 2019, in presenza del presidente Xi Jinping e del premier italiano Giuseppe Conte.

Carlo Messina, CEO dell’istituto, ha spiegato che:

Dopo l’avvio dell’operatività nell’area pilota di Qingdao, ci concentreremo sull’espansione in altre province della Repubblica Popolare con filiali dedicate grazie a partner di primario livello. Vogliamo offrire alla clientela di alto profilo servizi di consulenza finanziaria finalizzati alla gestione e alla pianificazione del risparmio in ottica di lungo periodo.

Borsa: Titolo Intesa in forte ripresa

Lo sbarco in Cina dell’Istituto torinese sta contribuendo al rialzo del Titolo Intesa Sanpaolo in Borsa, dopo la frenata estiva. Da Novembre, la quotazione è riuscita a risalire fino ai massimi di un anno toccati ad Aprile.

Attualmente, il titolo viene scambiato a 2,3285, con un rialzo dello 0,76%. La variazione su un anno è al momento pari al 19,49%. Minimo e massimo di 52 settimane rispettivamente a 1,8030 e 2,3895.

L’impennata è dovuta anche alle ultime indiscrezioni lanciate dalla stampa secondo cui il gruppo torinese sarebbe in procinto di stringere un’alleanza con Nexi (società di pagamenti digitali).

Si precisa però che, molto probabilmente, la banca torinese non rileverà oltre il 15% delle quote della PayTech. Infatti, Nexi vorrebbe mantenere comunque la propria indipendenza, con l’obiettivo di poter collaborare anche con il resto del settore bancario italiano.

Inoltre, nelle scorse settimane, Intesa Sanpaolo ha concluso con successo il collocamento del suo primo sustainability bond. La buona notizia è che il bond ha ricevuto una domanda molto alta, di oltre 3,5 miliardi di euro. Pari a circa 4,7 volte il book.

Autore dell'articolo: Redazione EconomiaFinanza.net

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