Manovra 2020: punti controversi e posizione dei partiti

Dalla tassa sulla plastica al rinvio per le auto aziendali: cosa prevede la prossima Legge di Bilancio? Per la Manovra 2020 si delinea una lotta all’ultimo colpo tra i partiti, che faticano a trovare un accordo totale su diversi punti controversi. Tra questi, la questione delle tasse sulle auto aziendali ha creato una vera e propria disputa all’interno del governo, con cambi di posizione continui.

La pressione fiscale a carico dei dipendenti sulle auto aziendali era stata inizialmente proposta dal M5S in accordo con tutte le parti. Successivamente, tutti i partiti si sono tirati indietro all’unisono. Ad esprimere perplessità sui meccanismi del provvedimento, in primis, il Ministro dell’economia del PD Roberto Gualtieri.

Anche tutta l’opposizione si mostra decisamente contraria ad intraprendere questa strada. Tanto che, alla fine, Luigi Di Maio si è visto costretto a rivedere quantomeno la riscrittura del testo di legge, confermando la necessità di modifiche.

Plastic Tax: tra timori e conferme

In attesa di modifiche o di un possibile rinvio per il provvedimento che riguarda le tasse a carico dei dipendenti sulle auto aziendali, si discute molto anche sulla Plastic Tax.

Si tratta di una nuova tassa su imballaggi e contenitori di plastica a carico delle aziende, provvedimento inserito nel pacchetto ecologico.

La maggiori perplessità arrivano dal Partito Democratico, anche in considerazione del voto nei prossimi mesi in Emilia Romagna, dove si produce il 63% della plastica monouso in Italia.

Il provvedimento viene invece difeso a spada tratta dal Movimento 5 Stelle, come simbolo di una nuova politica economica a tinte green.

Nonostante i pareri contrari di parte del governo, è molto improbabile che il provvedimento venga cancellato. Attualmente, si ipotizzano alcune modifiche, legate tuttavia esclusivamente alle tempistiche.

Dal canto suo, il PD si elegge a porta bandiera del taglio delle tasse e dei contributi previdenziali per i lavoratori dipendenti. Di Maio ha approvato e si mostra favorevole, purché lo sgravio possa essere concesso alle imprese e istituendo il salario minimo. Lo stesso Premier Giuseppe Conte si è dichiarato molto favorevole al provvedimento.

Chi invece sembra molto restio a dare il proprio appoggio alla nuova Manovra 2020 è Matteo Renzi, assieme al suo seguito di Italia Viva. L’ex premier si dice contrario principalmente alle cifre del taglio che, a suo avviso, sarebbero impercettibili dalle famiglie. Varrebbe la pena, secondo il leader di Italia Viva, di utilizzare i fondi per evitare le microtasse.

Ancora parecchie discussioni anche su Quota 100 e Sugar Tax. L’unico provvedimento che sembrerebbe mettere d’accordo tutti quanti è la WebTax, la nuova legge che punta a regolare la tassazione per le multinazionali che operano in rete.

Redazione EconomiaFinanza.net

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