Nuovo strumento a difesa dei consumatori: la “class action”

Nel 2010 scatta la possibilità di “class action”, la causa collettiva che i consumatori possono intraprendere per difendere i propri diritti contro pratiche commerciali scorrette. A scatenare polemica è la non retroattività della norma, che non potrà essere applicata ai maxi-crack avvenuti qualche anno fa come Cirio e Parmalat. Infatti si potrà intentare una causa collettiva solo se gli illeciti sono stati commessi dopo il 16 agosto 2009. In ogni caso si tratta di una vera e propria rivoluzione, che fornirà al consumatore un’arma di difesa in più, contro quelle che aziende che fanno dell’illecito la loro ragion d’essere.

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L’associazione dei consumatori Codacons ha già annunciato di aver depositato i primi ricorsi contro due banche, per i costi sui conti correnti troppo elevati. La “class action” nello specifico permetterà a tutti i consumatori che hanno subito un danno da un’azienda di far valere i propri diritti attraverso il promotore dell’azione, senza necessità di ricorrere ad un avvocato.

Previsto nella Finanziaria 2008, il debutto di questo strumento è stato più volte rinviato, per via di carenze dal punto di vista procedurale, che potevano comprometterne il buon funzionamento. Comunque è previsto un periodo di rodaggio, nei tribunali non ci sono ancora sezioni specializzate in questo tipo di cause, sarà dunque necessario ancora un po’ di tempo per vedere i primi risultati. Intanto, come già detto in precedenza, la Codacons ha battezzato la “class action”, citando in tribunale Unicredit e Intesa Sanpaolo, accusate di applicare commissioni troppo alte sui conti correnti in rosso.

Giuseppe Raso

Autore dell'articolo: Redazione

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