Ocse, rallenta la crescita: il Pil aumenta dello 0.2%

Arriva puntuale il bilancio trimestrale dell’Ocse: l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico ha reso noto i dati sulla crescita economica. Il secondo trimestre 2011 ha visto un rallentamento della crescita nell’area Ocse: infatti nei primi tre mesi dell’anno, la crescita era aumentata di + 0.3%, nel secondo trimestre 2011 invece si è fermata a + 0.2%, con una perdita di 0.1%. Il dato si rivela molto positivo per Italia e Stati Uniti: infatti i due paesi, che nel primo trimestre avevano fatto segnare una crescita molto bassa (+ 0.1%), aumentano e si attestano a + 0.3%, il dato più consistente dei paesi Ocse. Inoltre Stati Uniti ed Italia sono gli unici due Paesi in cui il Pil avanza più che nel primo trimestre. Analizzando nuovamente i dati globali, capiamo i valori di questa crisi economia mondiale: infatti se nel secondo trimestre 2010, la crescita si attestava a +1%, lo stesso valore è andato calando col passare dei mesi, con un calo costante, passando a +0.6% del terzo trimestre 2010, al + 0.5% del quarto trimestre, chiudendo con il + 0.3% e + 0.2% dei primi due trimestri del 2011. Per quello che riguarda le macroaree, la crescita dell’Unione Europea si attesta a +0.2%, mentre l’area Euro raggiunge quota +0.8%, inferiore invece la crescita dei paesi del G7, che si ferma a +0.2%, in linea con l’aumento della crescita dei paesi Ocse.

Pietro Gugliotta

Autore dell'articolo: Redazione

1 commento su “Ocse, rallenta la crescita: il Pil aumenta dello 0.2%

    mauro

    (25 Agosto 2011 - 19:33)

    A leggere i giornali italiani l’Italia è sempre ultima in tutte le graduatorie (e gli articoli più pessimistici sono ripresi volentieri dalla stampa internazionale). E che la nostra situazione sia senza confronti peggiore rispetto alle altre nazioni ne sono più o meno convinti tutti. Lungi dall’immaginare, ad esempio qui in Francia, che il nostro deficit di bilancio è inferiore al loro, così come è inferiore il livello di disoccupazione e maggiore la produzione industriale. Non sarebbe l’ora di diffondere le graduatorie dei principali paesi europei e mondiali dei parametri più importanti pubblicati dall’Ocse?

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