Prezzo oro oggi 22 Febbraio: la quotazione resiste

Il metallo giallo resiste alle pressioni ribassiste. Dopo il calo e il successivo recupero della serata di ieri, il bene prezioso tenta quest’oggi di mantenere i propri guadagni. Prezzo Oro attualmente a 1.236,35, in ribasso dello 0,21%. L’asset, dopo aver aperto a 1.237, si è mosso fino ad ora tra il minimo e il massimo di giornata rispettivamente di 1.234 e 1.238,5. Rendiconto di 1 anno al 2,36%. Gli indicatori tecnici si mantengono neutrali per il brevissimo termine e sul mensile. Vendita consigliata a 60 minuti e acquisto preferito per le operazioni giornaliere. Attesa per i verbali FED, mentre il settore privato USA frena la sua crescita.

Prezzo oro oggi 22 Febbraio la quotazione resiste

Prezzo Oro: le prossime mosse di Janet Yellen

La politica restrittiva della Federal Reserve sta condizionando i mercati già da diversi mesi. A Dicembre, Janet Yellen aveva previsto tre rialzi dei tassi USA per il 2017. Promessa confermata anche la scorsa settimana. Tuttavia, le prossime mosse della banca centrale statunitense rimangono ancora un’incognita.

Attualmente, la maggior parte degli analisti è convinta che i rialzi per l’anno in corso saranno soltanto due. Di 25 punti ciascuno. Ma non è possibile escludere totalmente l’ipotesi di un inasprimento più aggressivo.

La Yellen, infatti, non ha mai nascosto la sua preoccupazione relativa alle pressioni sui prezzi previste a partire dal 2018. E ciò potrebbe spingere l’istituto ad aumentare il numero delle misure sui tassi.

Per quanto riguarda l’apporto dell’amministrazione Trump alla crescita economica statunitense, si prevede un aumento dell’1%. Che tuttavia verrà in parte annullato, molto probabilmente, da un dollaro forte e dall’incremento dei prezzi del petrolio.

Affinché l’economia americana proceda in senso positivo, occorre dunque che il PIL cresca oltre il 2,7%. E la FED, certamente, preferirebbe fronteggiare i rischi inflazionistici, piuttosto che le conseguenze di un inasprimento prematuro.

In conclusione, due rialzi dei tassi USA vengono dati per sicuri. Ma la strada per un terzo rialzo resta aperta. Ciò potrebbe danneggiare la condizione dell’oro, la cui forza rialzista sembra destinata a sfumare nel lungo periodo.

Dati USA: imprese giù dal massimo di 14 mesi

Nel frattempo, come premesso, l’attività delle imprese private USA ha fatto registrare un calo a febbraio. Secondo il consueto report redatto da Markit, l’indice flash dei direttori acquisti per il settore dei servizi è sceso a febbraio a 53,9 punti. Contro le previsioni di un aumento a 55,8 punti.

A pesare sul settore privato statunitense il rallentamento dei servizi. Compensato dalla buona crescita del manifatturiero. I mercati sembrano non aver dato particolare rilevanza al report. Il dollaro, infatti, viaggia in positivo. Per tale motivo, il prezzo oro risulta attualmente stretto tra le pressioni ribassiste e la spinta al rialzo data dalla condizione globale delle Borse.

 

Redazione

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